MeteorologiaRecensioneRicordi

Caligola, Lucifero e… Bernacca…

Chissà se questa nuova tendenza dei siti di previsioni meteorologiche glamour sarebbe piaciuta al Colonnello Edmondo Bernacca, figura storica di un’Italia che negli anni del secondo dopoguerra veniva unificata dalla televisione pubblica? Me lo chiedevo sfogliando il gradevole manuale “Che tempo farà”, scritto proprio dal Bernacca nel 1971 – edizioni Mondadori – rinvenuto nella libreria della casa di montagna. Senza nulla togliere ai sicuri meriti e competenze del compianto Colonnello nel suo ruolo di previsore e divulgatore, relativamente agli aspetti che in qualche modo possono riguardare le tematiche trattate da questo blog il manuale sembra scritto proprio in un’altra era geologica. Viene ad esempio dato un certo rilievo a tecniche invasive di intervento quali “La pioggia provocata” (pag. 57), ottenibile grazie allo ioduro d’argento. Citando testualmente “Questo sale, portato ad una temperatura molto elevata a mezzo di opportuni bruciatori si decompone e si ricombina poi producendo “fumi” ricchissimi di germi solidi insolubili […] I risultati finora ottenuti possono essere definiti soddisfacenti…”. (altro…)
Metafore

Un altro caso di doping

Ha suscitato molto clamore nelle settimane passate il caso di un atleta che in vista delle gare olimpiche di Londra2012 ha assunto sostanze dopanti. La vicenda è semplice: sono state fatte delle misure che hanno mostrato nel sistema sanguigno dell’atleta la presenza di sostanze di cui la scienza medica ha dimostrato l’effetto dopante. L’atteggiamento di tutti i commentatori è stato di riprovazione, più o meno indignata: per vincere le gare, o magari per stabilire dei record, non è ammesso assumere sostanze in grado di alterare le normali prestazioni. Non solo perché non è sportivo, ma perché queste sostanze sono pericolose, dannosi per gli stessi atleti. Epo, steroidi, anabolizzanti, ecc. ti possono fare ottenere dei risultati clamorosi, ma hanno tanti altri effetti collaterali negativi.   Nella stessa estate dell’olimpiade, è risultato ancora più evidente un altro caso di doping, quello del sistema climatico. Il clima ha infatti stabilito nuovi record, in particolare nelle discipline: temperature e siccità. È stata misurata in modo rigoroso l’assunzione anomala di alcune sostanze dopanti: la principale è la CO2, ma ce ne sono anche altre, alcune più efficaci nel breve termine, altre nel medio e lungo termine. L’effetto dopante delle sostanze è noto alla scienza da più di un secolo, seppur la serietà della minaccia al clima del pianeta è stata riconosciuta ufficialmente negli anni ’90 del secolo scorso. Il caso del doping del clima non suscita molta attenzione, e ancora meno riprovazione. Addirittura, nonostante le statistiche sempre più chiare sulla quantità di record che vengono battuti, ci sono ancora persone che si rifiutano di considerare l’ipotesi del clima dopato. (altro…)
Premio

Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2011”

La pausa della vacanze estive è per Climalteranti il momento per valutare i candidati all’ormai tradizionale Premio “A qualcuno piace caldo”, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”. Come tutti gli anni, la proclamazione del vincitore, che sarà scelto dal Comitato Scientifico, avverrà il giorno in cui il ghiaccio marino artico raggiunge la sua estensione minima. Per il 2011, la lista dei candidati è breve. A differenza degli anni precedenti (2008, 2009, 2010),  nel 2011 il discorso negazionista sui cambiamenti climatici si è affievolito parecchio, ha perso smalto, verve, spazio sui quotidiani e in televisione. La sua incidenza nel dibattito scientifico è ormai nulla, l’influenza nel dibattito politico si è ridotta molto, anche in Italia. Su la Stampa, Il Corriere della Sera o Il Sole-24Ore nel 2011 sono di fatto scomparse, o ridotte a singoli casi sporadici, le voci che un tempo periodicamente rilanciavano i dubbi sulla solidità della scienza del clima. Stessa cosa è successa sulle riviste generaliste e nella letteratura grigia. Ormai le voci negazioniste sono asserragliate in qualche blog. Tutto questo, naturalmente, non può che essere motivo di soddisfazione. (altro…)
AgricolturaImpatti

RIO+20, sicurezza alimentare e cambiamento climatico

 “Il futuro che vogliamo” ci ricorda che il cambiamento climatico influenza la produzione agricola nei climi temperati, mettendo a  rischio la sicurezza alimentare di milioni di persone, ma non delinea obiettivi ne strategie vincolanti per gli stati.   Green Economy, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile sono stati i temi chiave del Summit Rio +20, conclusosi una settimana fa in modo, a detta di molti, deludente. In effetti il documento finale “il futuro che vogliamo” è una raccolta di posizioni di principio, senza apparenti proposte concrete, né obiettivi ben definiti. Alcuni aspetti positivi si possono però evidenziare. Come ha fatto notare anche il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per la prima volta in un documento ONU si è introdotto il concetto di green economy come strumento per contrastare la povertà. Questo rappresenta sicuramente un passo avanti verso uno sviluppo sociale ed economico più sostenibile. Mai come in questi ultimi anni si è avvertita infatti l’urgenza ridefinire le basi del nostro modello di crescita economica. Molte piccole comunità e aziende si stanno muovendo in questo senso, come ha mostrato la forte partecipazione al People’s Summit, il controvertice tenutosi sulle spiagge di Flamenco. La transizione verso una economia verde è un processo necessario per contrastare il rapido degrado dei nostri ecosistemi e delle risorse naturali. (altro…)
DibattitoPolitiche

La casa brucia e noi pensiamo al portafoglio perso

Un articolo di Carlo Rovelli pubblicato sul Sole24ore dell’1 luglio spiega in modo molto chiaro perché è necessario occuparsi dei cambiamenti climatici, nonostante il Summit sulla Terra delle Nazioni Unite, a Rio de Janeiro abbia ricevuto poca attenzione in Italia.   Se avete perso il portafoglio, è buona norma dedicare tutta l’attenzione a cercarlo subito. Ma se mentre lo cercate venite a sapere che il quartiere dove abitate sta bruciando, e voi ignorate la cosa e continuate a occuparvi solo del portafoglio, allora state facendo una sciocchezza.  Siamo sicuri che non stiamo commettendo la stessa sciocchezza? Fuori di metafora, i problemi finanziari ed economici a cui stanno facendo fronte il nostro paese, l’Europa, e tutto l'Occidente, sono problemi seri, dall’esito dei quali potrebbe dipendere parte del nostro benessere.  Ma se guardiamo un po’ più il là, ci sono problemi più gravi, dai quali potrebbe dipendere molto di più. Presi dal portafoglio, li stiamo trascurando, e stiamo commettendo un errore grave. Di questi problemi si è parlato a lungo la settimana scorsa a Rio de Janeiro, nel grande Summit internazionale delle Nazioni Unite dedicato ai problemi del pianeta Terra, la nostra casa comune. Fra i vari problemi, quello più grave e più urgente è il riscaldamento del pianeta, esacerbato dalla massiccia e crescente immissione di anidride carbonica nell’atmosfera, che ha già portato cambiamenti climatici e che avremmo modo di combattere, se vi fosse la volontà politica di farlo.  Se n’è parlato poco in Italia, presi come siamo dal terremoto, dalla crisi economica e soprattutto dal calcio.  E purtroppo, la nostra risposta globale come paese a questi problemi è stata: mi spiace, devo occuparmi del portafoglio. (altro…)
ConvegniErroriGraficiTemperature

Quando il meteorologo sbaglia sul riscaldamento globale

  Il 6 giugno 2012, nell’ambito del Convegno “Difesa del suolo-Irrigazione Territorio- Ambiente – Paesaggio” che ha avuto luogo nel Palazzo Lombardia di Milano, il meteorologo Mario Giuliacci  ha trattato il tema “L’acqua e il clima: cambiamenti, alluvioni, siccità”. L’intervento ha destato la meraviglia di diversi spettatori, che hanno segnalato la presenza di tesi tipiche del negazionismo climatico, ad esempio che il riscaldamento globale si è arrestato dal 2005 a causa delle forzanti naturali (macchie solari, oscillazione delle temperatura degli oceani), che incideranno anche per il prossimo decennio. Nessun accenno alle cause antropiche (l’aumento dei gas climalteranti nell’atmosfera), se non per un breve cenno all’esistenza di "talebani" del clima. (altro…)
Ghiacciai

Anche i ghiacciai del Caucaso sono in rapido ritiro

La seconda spedizione del progetto “Sulle tracce dei ghiacciai” conferma gravissime perdite di massa per i ghiacciai del Caucaso meridionale legate ai cambiamenti climatici

  Nell’inesplorato Caucaso alberi al posto del ghiaccio. Fitti boschi sono cresciuti là dove si estendevano gigantesche lingue glaciali, delineando una demarcazione molto netta tra passato e presente. Le più importanti contrazioni sono  avvenute soprattutto negli ultimi 50 anni, nella superficie e nella lunghezza dei ghiacciai e sono riscontrabili solo attraverso indagini fotografiche e scientifiche molto accurate. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati scientifici e delle fotografie di confronto, frutto di oltre sei mesi di lavoro, al ritorno dalla seconda spedizione del progetto “Sulle tracce dei ghiacciai”, svoltasi la scorsa estate nella catena montuosa del Caucaso, nella regione della Svanezia (Georgia) e sulla quale è stato anche realizzato un documentario.  Foto antica: 1890 Vittorio Sella - © Fondazione Sella Foto moderna: 2011 Fabiano Ventura - © Archivio F. Ventura Panorama sui colossi del Caucaso: il monte Tetnuldi (4853m) e il monte Skhara (5200m). Dal confronto fra le due fotografie, effettuate a 121 anni di distanza, si osserva con chiarezza il ritiro lineare delle fronti dei due grandi ghiacciai Adishi e Khalde.                   “Sulle tracce dei ghiacciai” è un progetto da me ideato, e che ho realizzato riunendo un team di scienziati, fotografi e alpinisti e ripercorrendo in 6 spedizioni le catene montuose più significative del Pianeta, studiando gli effetti dei cambiamenti climatici coniugando la comparazione fotografica e la ricerca scientifica sul campo. Ogni spedizione prevede infatti un confronto fotografico in alta qualità tra le immagini storiche e quelle attuali, ritratte dallo stesso punto geografico, nonché la raccolta di dati sul campo e la loro successiva analisi in laboratorio.  Sull’argomento è stato pubblicato un lungo articolo sul sito italiano del National Geographic, e un precedente post su Climalteranti. (altro…)
COPNegoziazioni

UNFCCC a Bonn: negoziato debole e noioso

I negoziati UNFCCC svolti a Bonn, ignorati dai mezzi di informazione nazionali, non hanno portato a risultati significativi, mentre le emissioni di CO2 continuano ad aumentare.   Sul tema dei cambiamenti climatico, cresce ancora il divario tra ciò che dovrebbe essere fatto e le azioni intraprese in diversi paesi e a livello internazionale. Ciò è emerso in modo palese ai lavori del round negoziale dell’UNFCCC, a Bonn, in Germania, dal 14 al 25 maggio. Il livello di consapevolezza sulla crisi climatica  continua a crescere in tutto il mondo, così come la percezione del legame esistente con l’incremento in numero e magnitudo di eventi meteo estremi. Queste percezioni sono concretamente supportate da un crescente numero di evidenze scientifiche, a partire dalla conferma dell’innalzamento del livello di CO2 in atmosfera. Solo pochi giorni fa l’IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, ha pubblicato i propri dati ufficiali relativi alle emissioni di CO2 del 2011 legate all’utilizzo di combustibili fossili relativi. Si riscontra un nuovo record, che incrementa del 3,2% quello che aveva già contraddistinto il 2010. Nel 2011 le emissioni globali di CO2 da combustibili fossili sono state pari a 31,6 Gt (miliardi di tonellate),1 in più del 2010. (altro…)
BufaleEnergia

L’imbroglionica e lo scetticismo necessario

Il caso della presunta scoperta dell’energia piezonucleare mostra l’importanza di distinguere l’imbroglionica dalla ricerca seria di nuove fonti di energia necessarie per limitare il surriscaldamento globale.   Sta facendo un po’ discutere nel mondo scientifico la vicenda della presunta scoperta e implementazione dell’energia nucleare piezoelettrica. In sintesi, alcuni ricercatori hanno sostenuto, anche in un articolo scientifico, di aver trovato un modo per produrre energia senza radiazioni né scorie, una specie di fusione fredda. Cosa che farebbe felici molti, in particolare quanti si occupano dei danni che la principale fra le attuali fonti energetiche, i combustibili fossili, sta causando al clima del pianeta. In realtà se si approfondisce, se si leggono le forti obiezioni pubblicate dagli scienziati o il quadro generale spiegato da Sylvie Coyaud, con le modalità delle richieste di investimenti di fondi pubblici per validare la scoperta stessa, lo scetticismo è necessario. La vicenda dell’energia piezonucleare ha molti aspetti in comune con tanti altri casi, che hanno riguardato anche il tema dei cambiamenti climatici. Casi di tesi deboli, se non strampalate, che hanno ottenuto notorietà per un breve periodo per finire poi cestinate senza appello. A volte per imperizia dei proponenti, altre per la ricerca di visibilità che da il cantare fuori dal coro, altre ancora per interessi meno trasparenti. (altro…)
Buone praticheRecensione

Dalle azioni individuali di mitigazione un contributo per il clima?

Per ridurre le emissioni di gas erra e vivere meglio, un libro con 101 ricette d’azione individuale e familiare. Ma se le cose da fare sono chiare, come far sì che facciano la differenza?   La tentazione di intraprendere azioni dirette a livello individuale e familiare è fortissima. Chi sente arrivare i cambiamenti climatici e si pone il problema di dare un contributo, per quanto piccolo, ma preciso e personale, oggi dispone di un’ampia letteratura che elenca le tante cose che si possono intraprendere. In essa spicca il libro di Lorena Lombroso e Simona Pareschi Dipende da te: 101 cose da fare che presenta in pillole un gran numero di gesti che possono aiutare a costruire un ambiente a misura d’uomo, favorendo concretamente la sostenibilità e la riduzione delle emissioni climalteranti. Suddiviso in 11 parti, il testo aiuta in scelte quotidiane ed azioni semplici, capaci ciascuna di dare un contributo concreto e una spinta simbolica per un mondo migliore. Simpaticamente illustrato da Matteo Zanfi e col solido sostegno scientifico di Luca Lombroso, il libro accompagna il lettore protagonista del cambiamento a fare azioni nel suo ambito di dominio diretto: la casa, la tavolo, l’orto, la scuola e l’ufficio (ed il luogo di lavoro in senso lato). Ovunque andiamo, siamo chiamati a fare delle scelte. Prendere quelle che aiutano l’ambiente può diventare il filo rosso che, come mostra il libro, le unisce tutte, senza peraltro complicarci troppo la vita. Il bello del libro è che sono tutte cose fattibili, alla portata di ciascuno, in ambiti che privatamente può e deve gestire. Sono le scelte di consumo (che poi trainano chi vende e lo spingono a rifornirsi dai produttori “giusti”); sono le scelte di trasporto, di mobilità, di comunicazione (da Internet alla fotografia digitale) – in una parola sono scelte di vita. Quelle sulle quali siamo bombardati di pubblicità e che rischiano di minare la nostra sostenibilità… finanziaria! (altro…)
DisinformazioneImpatti

L’illusione del “clima caraibico” in Pianura Padana: termodinamica, deficit idrologico e agronomia reale

Le recenti dichiarazioni della seconda carica dello Stato, secondo cui non dovremmo preoccuparci troppo se in Europa andremo incontro ad un clima caraibico (testuali parole, dopo 3’03’’: “il cambiamento climatico esempio… dicono .. oddio sta arrivando in Europa, un clima caraibico’, no? E vabbè, ma i Caraibi vivono da un sacco di tempo con questo clima, e sopravvivono, vuol dire che ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo” – applausi), offrono lo spunto per una riflessione più...
Girl protesting against fossil fuel usage
Psicologia

Eco-ansia: il sottile confine tra motivazione e paralisi

L’American Psychological Association, nella sua guida sugli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute mentale “Mental health and our changing climate: impacts, implications, and guidance” ha definito l’eco-ansia come la “paura cronica di un cataclisma ambientale irrevocabile legato al cambiamento climatico”. Più recentemente, il concetto di ansia climatica, è stato descritto come uno stato di angoscia legato agli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e sull’esistenza umana. Come la paura che si attiva in risposta a una minaccia reale o percepita, presente...
A S. Marta in Colombia: 1' conferenza su "Transitioning away from Fossil Fuel"
Conflitti

In un clima di guerra, il multilateralismo climatico è ancora vivo

Il vero costo climatico delle guerre non si misura in CO₂, ma in fiducia bruciata: quella tra gli Stati, da cui dipende ogni cooperazione sul clima. Il voto dell’ONU mostra quanto sia fragile — e quanto valga difenderla. Le guerre non distruggono solo il presente. Divorano il futuro, due volte: aumentando le emissioni e distruggendo la fiducia necessaria per ridurle. L’impronta climatica diretta dei conflitti è enorme, anche se difficile da misurare con precisione. Secondo un recente studio, quattro anni...
ImpattiScenari

Il futuro degli impatti climatici non è (ancora?) cambiato, purtroppo

Contrariamente a quanto sostengono i negazionisti climatici, negli ultimi 25 anni i rapporti dell’IPCC hanno aumentato la preoccupazione per i rischi climatici che potremo avere in futuro, non l’hanno certo diminuita. E la modifica dello scenario a maggiori emissioni cambia di molto poco la situazione. Nel precedente post abbiamo spiegato come la periodica revisione degli scenari da parte della comunità dei modellisti climatici abbia dato spazio ai soliti negazionisti e inattivisti climatici per il consueto ed ennesimo tentativo di sminuire...
ProiezioniScenari

Come un telefono senza fili può distorcere il dibattito climatico: la storia dello scenario RCP 8.5

RCP8.5 è uno scenario estremo usato come stress test nei modelli climatici, ma nella comunicazione è stato spesso scambiato per una previsione del futuro che ci aspetta se non agiamo con urgenza. La sfida è comunicare correttamente gli scenari climatici, che possono perdere contesto e trasformarsi in messaggi fuorvianti se separati dal loro significato tecnico. E’ la fine del catastrofismo climatico? Così sembrerebbe da un recente tweet di Donald Trump, commentando la presunta ammissione, da parte dell’IPCC, che lo scenario...
EconomiaETSPolitiche

Perché sono infondate le critiche del governo al sistema di Emission Trading europeo: alcuni semplici conti.

Nel tentativo del governo italiano di sabotare il sistema di Emission Trading europeo (ETS) e, di conseguenza, la credibilità della politica climatica europea, si è sostenuto che, senza i costi delle quote di CO2 del sistema ETS, sarebbe possibile ridurre sensibilmente le bollette dei consumatori durante il periodo di prezzi alti di queste settimane (vedi ad esempio qui e qui). Fare i conti su quale sia l’influenza del costo delle quote CO2 del sistema ETS sul costo dell’energia elettrica, rispetto...
AppelloEmission tradingPolitica

Niente di più miope che attaccare il sistema ETS

Climalteranti aderisce all’appello al Governo di circa 200 scienziati ed economisti esperti di scienza del clima e di transizione energetica: si rispettino gli obiettivi di decarbonizzazione, unico modo per coniugare sviluppo economico e benessere collettivo a lungo termine. Alla cortese attenzione della Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, On. Gilberto Pichetto Fratin, e del Governo, Noi studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui...
Eventi estremiImpatti

Il ciclone Harry, la normalità dell’emergenza

Il ciclone Harry, che ha colpito dal 19 al 22 gennaio il sud Italia, Malta e Tunisia, e le impressionanti distruzioni portate dai venti, dalle piogge e dalle mareggiate, possono essere visti per molti aspetti come un caso da manuale di quanto la crisi climatica ci sta mostrando e continuerà a mostrarci in futuro. Un evento legato al cambiamento climatico Il ciclone mediterraneo Harry è stato un evento meteomarino probabilmente  senza precedenti da tanti decenni. Certamente in passato non c’erano...
Sole giallo
RecordStatisticheTemperature

Ancora un anno caldo: il 2025 al 2° posto tra gli anni più caldi. In Italia è il quarto anno più caldo

I dati della NOAA/NCEP posizionano l’anno appena trascorso al terzo posto tra gli anni più caldi, mentre la media con altri quattro database climatici porta al 2° posto, ex-aequo con il 2023. In quasi tutti i casi, le anomalie termiche rispetto al cinquantennio preindustriale 1850-1900 sono vicine al limite di 1,5 °C citato dall’Accordo di Parigi, pur non superandolo come l’anno scorso. In Italia, invece, il 2025 risulta il quarto anno più caldo della serie, con un’anomalia di 1,77 °C...
Copertina del libro "Scongeliamo i cervelli non i ghiacciai"
PsicologiaRecensione

Perché la nostra mente è l’ostacolo più grande nella lotta al cambiamento climatico

Il cambiamento climatico non è solo una crisi ambientale. È, prima di tutto, una crisi cognitiva. È da questa tesi, tanto semplice quanto scomoda, che prende le mosse Scongeliamo i cervelli, non i ghiacciai (Solferino, 2025) del filosofo della scienza Matteo Motterlini, uno dei libri più stimolanti e originali usciti recentemente sul tema. A differenza di molti testi che si concentrano sulle soluzioni tecnologiche o sugli aspetti scientifici del riscaldamento globale, Motterlini sposta il fuoco su un punto spesso rimosso:...