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Plutone, un errore del 22600% e la calotta polare riformata

Per chi segue da tempo la nascita e l’evolversi delle argomentazioni negazioniste sul clima, la seduta del Senato della Repubblica Italiana del 1° aprile 2009 costituisce un evento d’indubbio interesse. Come per un esperto di epidemie la diffusione della pandemia è al tempo stesso un motivo di preoccupazione ed un’occasione per aumentare le conoscenze scientifiche sulla malattia, vedere condensati in interventi di pochi minuti anni e anni di discorsi negazionisti è motivo da un lato di sconforto, e dall’altro di svago.
Perché c’è da dire che il testo della mozione (si trova qui, è il terzo dall’inizio), e i discorsi che l’hanno sostenuta nell’aula del Senato da parte dei Senatori Possa, Malan e Fruttero sono a loro modo delle rarità: è difficile trovare, in altri testi o interventi orali, un’insieme di corbellerie sui cambiamenti climatici così esteso e variegato. Al confronto, sbiadisce il ricordo del convegno del 3 marzo scorso a Roma.
Negli interventi (il video si trova qui) si trovano citati e omaggiati quasi tutti i principali negazionisti climatici italiani, alcuni per sbagli addirittura di otto anni fa.
C’è Zichichi: “le previsioni dei modelli basati sull’effetto serra sono poco attendibili, perché ignorano le leggi della termodinamica” e “l’«equazione clima» non è in funzione solo della temperatura, ma dell’energia complessiva che circola sul pianeta in tutte le sue forme”.
Ci sono i cicli di Ortolani: “Le variazioni climatiche, nella storia del nostro pianeta, sono documentate dall’analisi stratigrafica delle successioni rocciose… il clima è sempre cambiato e le variazioni climatiche sono avvenute ciclicamente con il succedersi di periodi caldi e di periodi freddi e i cicli non hanno avuto durata ed ampiezza omogenee. Così le modificazioni tipo effetto serra si sono già verificate con durate di circa 150 – 200 anni…”.
C’è il cavallo di battaglia di Battaglia, Guidi, Gerelli, ecc: “Evidenze sperimentali suggeriscono invece una forte correlazione tra cambiamenti climatici e attività solare”.
C’è un classico di Mariani: “La CO2 non è un inquinante”.
C’è l’argomento principe di Georgiadis: “Si è dimostrato che se le misurazioni vengono fatte nelle aree urbane mostrano un innalzamento della temperatura, se fatte al di fuori mostrano che la temperatura tende alla stabilità“ (Teo, se non ti citavo mi sa che ti offendevi.. ;-))
C’è  persino un Battaglia d’antan, con l’errore della confusione fra la emissioni di Carbonio e quelle di CO2, a cui si somma un ulteriore errore di unità di misura: “L’applicazione integrale degli impegni di Kyoto ridurrebbe i 6 milioni di megatonnellate di CO2 prodotti all’anno a 5.850.000 megatonnellate”.
Ci sono poi i presunti errori dell’hockey-Stick (mostrati confrontando il grafico di Mann del 1999 con quello dell’IPCC del 1990!), la temperatura che da 10 anni non aumenta, Marte e Plutone che si scaldano, il livello dell’acqua negli oceani che non sta aumentando a ritmo preoccupante.
Manca, e su questo penso sia il caso di far partire una commissione d’inchiesta, la Groenlandia- Terra-Verde e i Vigneti-in-inghilterra-erano-tanti-nel-medioevo.

immagine Plutone

Se dovessi scegliere un podio d’onore delle bestialità negazioniste pronunciate, direi:

Terzo posto
Sarebbero da ricordare anche gli studi astronomici che dimostrano che da Marte a Plutone, praticamente in quasi tutto il sistema solare, si registrano aumenti di temperatura difficilmente causati dalle emissioni prodotte dalle attività umane sulla terra (Senatore Malan).
Il Senatore deve ricorrere ad altri pianeti, anche non del sistema solare come Plutone, per sostenere che l’uomo non è responsabile dei cambiamenti climatici. Per capire quanto tali pianeti siano simili alla Terra, si tenga conto che Marte non ha nuvole e non ha un campo magnetico, mentre Plutone ha un anno solare della durata di 280 anni terrestri.

Secondo posto
L’applicazione integrale degli impegni di Kyoto ridurrebbe i 6 milioni di megatonnellate di CO2 prodotti all’anno a 5.850.000 megatonnellate. Capite dunque quanto poco inciderebbe (Senatore Fluttero)
Secondo il Quarto Rapporto dell’IPCC le emissioni annue globali di CO2 nel periodo 2000–2005 sono state pari a circa 26500 megatonnellate. L’errore commesso è, quindi, solo del 22600%, ossia le emissioni effettive sono 226 volte inferiore a quanto detto dal Senatore.

Primo posto
Negli scorsi mesi si è riformata la calotta polare artica nella stessa estensione di venti o trenta anni fa (Senatore Possa).
Il Senatore confonde la variazione stagionale con quella su scala decennale: se si confrontano gli stessi mesi estivi, la diminuzione della calotta polare artica è stata di circa il 37 %: da 7.4 milioni di kmq (media 1979-1989) a 4.7 milioni di kmq (2008).

Ora, si può discutere di tutto, dalle isole di calore ai costi del Protocollo di Kyoto. Ma sostenere che non ci siano problemi per la calotta polare artica, è davvero difficile.
L’incredibile affermazione fornisce però una chiave per capire quale può essere la strategia per affrontare il problema del riscaldamento globale: dichiararlo risolto con una mozione votata da un’assemblea parlamentare.
In effetti, viste come stanno le cose, verrebbe voglia di votare a favore.

Testo di: Stefano Caserini, con un contributo di Claudio Cassardo

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La comoda distrazione dell’energia nucleare

Negli ultimi mesi si è tornato a discutere in Italia di un possibile sviluppo dell’energia nucleare. Se ne era già parlato in seguito ad alcune dichiarazioni del Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani in aprile, in settembre e in dicembre, ma è dopo il dibattito in sede europea sull’inclusione di questa fonte energetica nella “tassonomia green” che l’argomento è ritornato alla ribalta.

Senza poter certo affrontare tutti gli aspetti tecnologici, economici ed ambientali legati all’energia nucleare, è utile vedere alcuni punti fermi, alcuni dati di fatto su cui c’è una solida evidenza scientifica.

 

I tempi della transizione energetica

I tempi di una transizione energetica in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sono estremamente rapidi: consistono nel raggiungere “emissioni nette zero” intorno al 2050, come recentemente ribadito dalle conclusioni del G20 di Roma e della COP26 di Glasgow.

Per l’Unione Europea l’obiettivo “emissioni nette zero nel 2050” è già stato incardinato nella Legge europea sul clima, e riguarda tutti i gas climalteranti (neutralità climatica), affiancato da un obiettivo al 2030 di riduzione delle emissioni del 55% rispetto al 1990 (nel trentennio 1990-2020 le emissioni europee si sono ridotte di circa il 30%, quindi si dovranno ulteriormente ridurre di una quantità simile, ma in soli 10 anni).

Se si guardano gli scenari già pubblicati dalla Commissione europea, si nota come il settore della produzione di energia elettrica è quello in cui la decarbonizzazione è più rapida: già al 2040 è prevista la quasi completa eliminazione delle emissioni climalteranti. Continue Reading »

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Tutti i Post

2021
550. Note sul cambiamento climatico
‎ 549. Il 2021: sesto o settimo anno più caldo dal 1850
548. Emissioni nette zero / non zero
547. “Storie del Clima”, un libro sulla storia variegata e affascinante della climatologia
546. I risultati della COP26 fra realtà, impazienza e cancel culture
545. Il successo e il fallimento alla COP26
544. Illusione e pregiudizio. Ferruccio de Bortoli e la retorica che porta al ritardo nell’agire contro il riscaldamento globale
543. “Sono solo un climatologo”: la portata storica dei Nobel in fisica a scienziati del clima
542. La transizione energetica a Piazzapulita: l’inattivismo fra errori, falsità e brum-brum (seconda parte)
541. La transizione energetica a Piazzapulita: l’inattivismo fra errori, falsità e brum-brum (prima parte)
540. Una voce dalla prima linea della nuova guerra del clima
539. Il livello del mare nel 6° assessment report dell’IPCC (AR6)
538. Il sesto rapporto IPCC
537. Attribuire rapidamente la responsabilità per un’ondata di calore: il caso del nord-ovest dell’America
536. I bugiardi del clima
535. Perché così tardi? Perché così lenti?
534. Perché le proiezioni del futuro aumento del livello del mare sono ancora così incerte?
533. Una “Stele di Rosetta” per valutare i progressi sull’assorbimento di CO2 dalle foreste
532. L’ostinato ottimismo contro la crisi climatica
531. Il nuovo volto del negazionismo climatico
530. Il “riformismo ambientalista” non fa i conti con la realtà
529. La strategia italiana di lungo termine sulla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra
528. Non scommettere sul clima contro il banco
527. I negoziati sul clima, un libro per capirne dinamiche e futuro
526. Gli “uomini di scienza” che negano l’origine antropica del riscaldamento globale si occupano raramente di clima
525. Un futuro carente d’acqua per il lago di Como
524. Le imprese e il rischio dei cambiamenti climatici
523. Comunicare il futuro climatico: lenta evoluzione o bruschi cambiamenti?
522. E anche il 2020 risulta tra gli anni più caldi

2020
521. Clima, meteorologia sinottica e temporali
520. Planet Book – Il mondo, l’emergenza climatica, le soluzioni
519. Il nuovo obiettivo climatico dell’Unione Europea è abbastanza ambizioso?
518. Un utile libro di testo sul cambiamento climatico
517. Quando gli uragani devastanti non fanno notizia
516. La climatologia e la sufficiente accuratezza
515. Aerosol, la “materia oscura” del sistema climatico
514. L’ex-ambientalista che non ha ancora capito cos’è la crisi climatica
513. Impact – soluzioni per una crisi
512. I fondi europei per la ripresa post Covid-19 e le politiche sul clima
511. Campati per aria
510. Konrad Steffen, una vita per i ghiacci della Groenlandia
509. Quanto a lungo rimane la CO2 in atmosfera?
508. Il cambiamento climatico: un autogol evolutivo per Homo sapiens?
507. Un piano fuori dal tempo
506. Il futuro visto dal passato: Guy Callendar e il riscaldamento globale
505. Attribuire singoli eventi estremi al cambiamento climatico: complesso ma possibile
504. Perché la scienza merita la nostra fiducia
503. La pericolosa ricerca di purezza e perfezione
502. Emergenza Coronavirus: un’occasione epocale per far cambiare direzione alle emissioni globali di gas climalteranti
501. Lezioni climalteranti
500. Il Museo delle Tecnologie dell’Antropocene
499. L’effetto del coronavirus nella lotta allo smog e al riscaldamento globale
498. Conferenze e lezioni sul clima sul web
497. Il ritiro dei ghiacciai dell’Everest visto dal Laboratorio Piramide e l’importanza della ricerca in alta quota
496. La doppia sfida CO2 / qualità dell’aria e l’inevitabile ascesa delle auto elettriche
495. La ricetta verde di Trump non esiste
494. I megaincendi dell’Australia: perché una leadership negazionista nuoce alla salute
493. Nuovi link sul clima
492. La giostra del tempo senza tempo
491. 2019: tanto per cambiare, ancora un anno sul podio
490. Le foreste ci salveranno?

2019
489. L’ambiguo insuccesso della COP25
488. La COP25 di Madrid e l’art. 6 dell’accordo di Parigi
487. Mercanti di dubbi
486. Appello degli scienziati del mondo sull’emergenza climatica
485. L’esperto di energia che fa errori madornali sul cambiamento climatico
484. Una risposta a Beppe Severgnini: non c’è la libertà di disinformare
483. Un delirio a Otto e mezzo: altri record per il Prof. Battaglia
482. Premio “A qualcuno piace caldo” 2018
481. Buona settimana per il clima e buon #climatestrike
480. Introdurre un prezzo minimo sulle emissioni climalteranti: una Iniziativa dei Cittadini Europei
479. Record di caldo e prime “mobilitazioni climatiche” sindacali in Italia
478. Alcune letture per le vacanze
477. Quattro mozioni per agire contro i cambiamenti climatici
476. Il riscaldamento globale è di origine antropica
475. Quando i grafici inquietano
474. Conoscere le emissioni, per meglio impostare il cambiamento
473. Chi chiede tagli drastici alle emissioni ha ragione
472. Dal negazionismo al livore: e magari chiedere scusa?
471. Il fiume ed i laghi della pianura ai minimi storici
470. La scienza del clima non è un’opinione: dai dati emerge la realtà
469. Anche un premio Nobel può raccontare cose sbagliate su clima
468. Buon #climatestrike
467. Quanto sono aumentate le temperature medie in Italia?
466. Le temperature annuali e il ruolo del Niño
465. 2018: il quarto anno più caldo a livello globale, il più caldo di sempre in Italia
464. A qualcuno piace caldo, 10 anni dopo

2018
463. I progressi del Katowice Climate Package
462. Un momento di chiarezza alla COP24
461. Raccontare la COP24: i 5 errori da evitare
460. Un convegno negazionista… nel 2018!
459. Principi per una comunicazione efficace e per il coinvolgimento dei cittadini sul cambiamento climatico
458. Perché conviene limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C
457. Comunicare minacce e opportunità per il cambiamento climatico
456. Il monte Ararat, i primi risultati della spedizione per i 150 anni del CAI.
455. Plastica nei mari e riscaldamento globale: quali relazioni?
454. Gli argomenti infondati di Ramella contro la mobilità sostenibile
453. L’incertezza non è nostra amica
452. Riscaldamento globale e migrazioni: quali relazioni?
451. Michael Mann in Italia
450. Dieci anni climalteranti
449. Tre tesi infondate del prof. Alimonti
448. Cambiamento climatico e rischio in montagna – 2: valanghe di neve: eventi recenti e scenari futuri
447. Strumenti creativi per parlare ai ragazzi del clima che cambia
446. I cambiamenti climatici nelle elezioni politiche 2018
445. I limiti fisici alla crescita economica
444. Arriverà del freddo (d’inverno succede), mentre il riscaldamento globale continua
443. FLICC! Cinque caratteristiche di tutti i negazionismi
442. Filosofia dei cambiamenti climatici
441. Se il negazionista neppure s’impegna più
440. 2017: il riscaldamento prosegue senza sosta

2017
439. Con quale precisione i modelli climatici hanno previsto il riscaldamento globale?
438. Trump, l’ENI, il budget di carbonio e l’Accordo di Parigi
437. I risultati della COP23
436. Tutti sulla stessa canoa
435. La banalità dei record del clima /2
434. Come funziona la censura di Trump & Co.
433. Cambiamento climatico e conflitti per l’acqua: l’Asia centrale a rischio
432. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2016
431. Effetto serra, effetto guerra
430. Katrina, Sandy, Hayan, Bopha, Harvey, Irma (Ivanka) e noi
429. Una risposta alla domanda che assilla il Prof. Zichichi
428. Ondate di calore e cambiamenti climatici: non occorre esagerare, la realtà è sufficiente
427. La falsa petizione “contro le eco-bufale” del Prof. Zichichi e Il Giornale
426. L’impossibile smentita delle zichicche
425. Il consumo di carne, i cambiamenti climatici e la salute
424. I climatologi negano l’esistenza di Donald Trump
423. Una “ola” per Federico Rampini
422. Il discorso di Trump: solo un diversivo?
421. WorldClimaps, uno strumento per accrescere la consapevolezza sui cambiamenti climatici
420. Le risposte degli scienziati – seconda parte: l’affidabilità dei modelli climatici
419. Le risposte degli scienziati – prima parte: le prove del riscaldamento globale
418. La protesta di Mark Cane contro “La Lettura”
417. È certo, il clima è surriscaldato
416. L’infortunio de “La Lettura”
415. Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle
414. Impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa
413. Il riscaldamento globale e il freddo dell’inverno
412. 2016, terzo – e straordinario – record consecutivo delle temperature

2016
411. Return of the river: l’epopea del fiume Elwha e delle sue dighe
410. Before the flood, un film da vedere
409. I risultati di Marrakech
408. L’effetto-Trump sulle politiche sul clima
407. Le obiezioni legittime, e quelle illegittime
406. Due ghiacciai d’alta quota collassano in Tibet: nuovi effetti del cambiamento climatico?
405. Tra Enciclica e Accordo di Parigi: addio ai fossili, benvenuta resilienza
404. Settimane importanti per il clima
403. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2015
402. La proposta di Effort Sharing europeo al 2030: -33% per l’Italia
401. Appello per reintrodurre Scala Mercalli nel palinsesto RAI
400. I cambiamenti del clima e le migrazioni
399. Da Parigi a Marrakech: cosa sta succedendo ai negoziati sul clima?
398. Franco Battaglia sbaraglia gli avversari: 112 errori in 31 pagine
397. Gli amici della serra
396. Le water towers dell’Asia a rischio per il cambiamento climatico: cosa riserva il futuro ?
395. In memoria di Guido Barone
394. Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima
393. Il mondo dopo Parigi
392. Le conseguenze dell’Accordo
391. Il record di firme per l’Accordo di Parigi
390. Perché votare SÌ al referendum del 17 aprile
389. 10 buone notizie sul cambiamento climatico
388. L’opinionista sull’orlo di una crisi di nervi
387. Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – seconda parte
386. Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – prima parte
385. L’Accordo di Parigi: cosa significa legalmente vincolante?
384. Lo scivolone di Oggiscienza
383. El Niño e il 2016
382. Cambiamento climatico e rischio in montagna 1. L’influenza del clima sulle valanghe
381. Da scienziato, mi vergogno di quanto poco stiamo facendo riguardo al cambiamento climatico
380. Sette settimane in Tibet: i pendolari della Stazione Glaciale Internazionale
379. 2015: temperature record con distacco

2015
378. Accordo di Parigi: consigli di lettura.
377. La sostanza dell’Accordo di Parigi
376. Accordo in vista a Parigi
375. COP21: La prospettiva dei piccoli stati insulari
374. Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi
373. Clima: l’appello degli scienziati italiani
372. Il record di una giornalista disinformata
371. Un altro passo in avanti verso l’accordo di Parigi
370. Dai 148 “INDC” un primo freno alle emissioni globali
369. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare: il caso del riso in pianura padana
368. Premio “A qualcuno piace caldo” 2014: non assegnato
367. Il clima futuro in Italia
366. Il ruolo della crisi nella riduzione delle emissioni nazionali di gas serra
365. Fotografie e video sui cambiamenti climatici
364. Abbagliati dal Sole
363. Svanita la presunta pausa del riscaldamento globale
362. I numeri della Cina per la COP21 di Parigi
361. #denial101x e altri corsi on line sui cambiamenti climatici
360. Il pressing del G7 per l’accordo per il clima
359. Perché sono diminuite le emissioni di gas serra in Italia?
358. La verità non detta sul cambiamento climatico
357. Perché il 2015 sarà (molto probabilmente) un altro anno con temperature record
356. Notizie dall’Alpine Glaciology Meeting 2015
355. Come i cambiamenti climatici hanno influito sulla guerra in Siria
354. Riduzione delle emissioni di black carbon: funzionano i filtri antiparticolato?
353. Negoziati sul clima: arrivano i primi impegni in vista della COP21 di Parigi
352. Quando il critico televisivo vuole essere rassicurato
351. Il clima di mia figlia e il mio
350. Scala Mercalli, si parla di clima in televisione in prima serata
349. Cambiamento climatico e conflitti globali: c’è un nesso causale ?
348. L’en plain dei record delle temperature
347. Far finta di niente sul cambiamento climatico
346. Le molte alternative nella bozza del nuovo accordo sul clima 
345. Il 2014: in pratica l’anno più caldo dall’inizio delle misure

2014
344. La sesta estinzione di massa
343. Il richiamo di Lima per l’azione sul clima
342. A Lima una settimana cruciale
341. Rischio climatico e adattamento: alcune proposte
340. Gli imbrogli del prof. Pedrocchi
339. Una risposta a chi chiede di non agire contro il riscaldamento globale
338. Il nuovo anno record delle temperature globali
337. Ghiacciai, vulcani e riscaldamento globale: quale relazione?
336. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2013
335. Il Climate Summit e la settimana per il clima di NY°C
334. Ma quanti errori, dott. Scafetta! – prima parte
333. Tre equazioni sul clima
332. C’è ancora chi crede alla Groenlandia-terra-verde
331. Climalteranti aderisce al Power Shift Italia
330. Bruciare più combustibili fossili per salvare milioni di vite ?
329. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare. 2) Il bacino dell’ Indrawati, Himalaya. 
328. Le solite fasi del negazionismo climatico
327. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare. 1) Il caso del mais in pianura padana.
326. Notizie dagli USA: limiti alla CO2 delle centrali elettriche
325. Gli albori del negazionismo sul clima: la “strategia del tabacco”
324. Gli implacabili attacchi contro lo scienziato del clima Ben Santer
323. La banalità dei record del clima
322. Gli impatti del cambiamento climatico sul territorio negli USA
321. La soglia psicologica dei 400 ppm di CO2
320. L’effetto serra e il motore del sistema climatico
319. Disinformazione sul clima dall’Huffington Post
318. Clima, bene comune
317. Mitigare è possibile, ma va fatto presto e in profondità
316. Non ci sono pasti gratis, ma non è un pasto costoso
315. Non si scherza con la salute!
314. Altre invenzioni dal “fantasy editor” del Corriere
313. Quinto rapporto IPCC: (molti) impatti, (poco) adattamento, (grandi) vulnerabilità
312. Da Bonn, aggiornamenti sui negoziati climatici
311. Le “Madeleines” del negazionismo climatico
310. Prospettive di riduzione di gas serra dal trasporto su strada
309. Il ruolo della mobilità elettrica nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti 
308. Capire il clima che cambia: le teleconnessioni NAO e El Niño
307. Se vedi qualcosa, dì qualcosa
306. Il nuovo obiettivo europeo al 2030: -40% di emissioni di gas serra
305. I conflitti fra le politiche sul clima e sull’ aria: il caso del diesel
304. La Repubblica dell’apocalisse
303. Il freddo e il caldo di una settimana… non sono il clima del pianeta
302. Tranquilli, il riscaldamento globale non si è fermato
301. Il negazionismo climatico e il Signor Veneranda

2013
300. Hansen: stiamo facendo scadere il tempo
299. Il livello del mare nel V Rapporto IPCC
298. L’intreccio fra l’aria e il clima
297. Riscaldamento globale: quale impatto su El Niño e La Niña?
296. Le novità racchiuse nella COP19 di Varsavia
295. La COP di Varsavia e lo scoglio dell’equità
294. Il ritiro dei ghiacci del Kilimanjaro: regola o eccezione?
293. L’interpretatore creativo della BBC
292. Lo strano caso del giornalista che non sa leggere
291. Perché le precipitazioni saranno più intense nella regione Euro-Mediterranea
290. In futuro precipitazioni più intense nella regione Euro-Mediterranea
289. “2052”, ritorno al (grigio) futuro
288. La disinformazione sul clima di Danilo Taino
287. Le 10 conferme del Quinto Rapporto IPCC
286. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2012
285. Le 5 fasi del negazionismo climatico
284. Altri scivoloni di Giovanni Sartori
283. L’inevitabilità dell’innalzamento del livello del mare
282. Candidati per il Premio “A qualcuno piace caldo 2012”
281. Ma le statistiche del caldo stanno cambiando
280. Quindici anni di mazze da hockey
279. Riprodurre l’effetto serra in un laboratorio di Fisica
278. Come si scaldano le stagioni in Italia
277. Due secoli di riscaldamento globale in Italia
276. L’aumento delle emissioni di HFC e il riscaldamento globale
275. Se il sole si acquieta
274. Essere obiettivi quando si parla di scienza del clima
273. Ma quanto è bella la CO2? – parte 2
272. Ma quanto è bella la CO2? – prima parte
271. La catena degli errori
270. La variabilità non è la tendenza, accid…
269. Guy Callendar, 75 anni dopo
268. La sedia a rotelle, una nuova icona per il clima
267. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte III – le criticità
266. È nata la Società Italiana per le Scienze del Clima
265. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte II – cosa si può fare.
264. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte I
263. Un articolo con poche idee e tutte copiate
262. Cambiamenti climatici, una questione morale
261. I periodi caldi del passato e il riscaldamento attuale
260.  Il riscaldamento globale è arrivato anche in Antartide Occidentale
259. Estrazione del biossido di carbonio dal sottosuolo: è una buona idea?
258. I nuovi termini del negoziato sul clima – Parte 1: “Loss and damage”
257 Temperature globali del 2012, ancora in zona medaglia

2012
256. Imparare dalle catastrofi
255. A Doha altri passi deboli e ambigui
254. Esaurimento dei combustibili fossili, riscaldamento globale e innalzamento del livello del mare
253. Tempi preoccupanti
252. Il cambiamento climatico e le torri d’acqua dell’Asia
251. Come accelerare la mitigazione dei cambiamenti climatici
250. Una storia positiva?
249. 2012, annus horribilis del ghiaccio artico?
248. Percezione dei cambiamenti climatici: questione di scienza o di psicologia?
247. La prospettiva degli Inuit sui cambiamenti climatici recenti
246. Le metriche degli eventi estremi
245. Anche nelle Marche il caldo dell’estate 2012 è stato da record
244. I distacchi rocciosi in alta montagna e il ruolo dei cambiamenti climatici
243. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2011
242. Dal suolo arido al grande caldo
241. Un’altra estate rovente e siccitosa sull’Emilia-Romagna
240. Caligola, Lucifero e… Bernacca…
239. Un altro caso di doping
238. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2011”
237. RIO+20, sicurezza alimentare e cambiamento climatico
236. La casa brucia e noi pensiamo al portafoglio perso
235. Quando il meteorologo straparla sul riscaldamento globale
234. Anche i ghiacciai del Caucaso sono in rapido ritiro
233. UNFCCC a Bonn: negoziato debole e noioso
232. L’imbroglionica e lo scetticismo necessario
231. Dalle azioni individuali di mitigazione un contributo per il clima?
230. Il clima fra Italia e Corea
229. Dalla ricerca alla politica e ritorno
228. 2015, nessun picco di riscaldamento previsto
227. Caldo estremo
226. La scienza del clima è un sforzo cooperativo
225. Al Casinò del clima può uscire lo zero o il doppio zero.
224. Perché sbagliano gli scettici del riscaldamento globale
223. Chi è il padre della teoria dell’effetto serra?
222. Ritorno al Medioevo?
221. Due conferenze di Gavin Schmidt
220. Tutta l’acqua del mondo
219. Tanto rumore per il metano
218. Limitare i cambiamenti climatici a breve termine e migliorare la qualità dell’aria
217. Il vertice di Durban e i media: notizie a confronto
216. Sapere o Ignorare ?
215. Terremoti nell’Ohio provocati dall’ “Hydraulic fracking” ?
214. Una firma fuori posto per il prof. Zichichi
213. La grande sete
212. In inverno può fare molto freddo
211. I rischi per l’acqua delle Alpi
210. Neve chimica? No, è neve da nebbia
209. Il cigno nero del clima
208. AAA cercasi campagne di comunicazione sul cambiamento climatico
207. 2011: un’altra conferma del caldo anomalo
206. Da Pierluigi Battista ancora offese e invenzioni
205. Sintesi della conferenza sul cambiamento climatico di Durban

2011
204. Come smascherare il trend nascosto dalla variabilità climatica
203. L’importanza degli accordi di Durban
202. Le vere risposte alla crisi climatica arriveranno dal basso
201. Cos’è successo nella notte insonne di Durban?
200. Cinque grafici per una cena
199. FAQ – domande più frequenti (e risposte)
198. L’incerto futuro del Protocollo di Kyoto
197. Riscaldamento globale e contenuto di calore degli oceani
196. E intanto…’sto buco dell’ozono? (parte terza)
195. L’impatto combinato dei cambiamenti del clima e dell’uso del suolo
194. Clima, tempeste e alluvioni
193. Ecco perché il riscaldamento globale non si è fermato
192. Progetto BEST: un’altra conferma dell’aumento delle temperature globali
191. Cassandra nel XXI secolo
190. Un altro “fact-checking” per il dott. Scafetta
189. La fusione dei ghiacci in Groenlandia
188. La fatica della scienza
187. John Tyndall e l’assorbimento del calore radiante
186. Una previsione da cestinare
185. Gli ostacoli cognitivi ai cambiamenti climatici
184. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2010
183. Ridurre i gas serra dal ciclo dei rifiuti
182. Appuntamenti sul clima in settembre
181. Calano le emissioni di gas serra; solo colpa della crisi?
180. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2010”
179. Meraviglie della climatologia olistica
178. 2000 anni di livello del mare
177. Psicologia e cambiamenti climatici
176. Mercato volontario e foreste: attenti al doppio conteggio
175. L’ IPCC incorona le energie rinnovabili
174. Il clima cambia anche in Italia
173. Ancora errori da Franco Prodi sul clima
172. Le scelte per gli Stati Unit
171. Didattica sul clima, una miniera sul webi
170.Un’altra occasione sprecata
169. Climate-scope: osservare il cambiamento climatico con Google Earth
168. Verso i piani di adattamento climatico: lezioni da Fukushima
167. L’esaurimento dei combustibili fossili e il clima: seconda parte
166.La teoria di Milankovic non vacilla
165. L’esaurimento dei combustibili fossili ci salverà dal riscaldamento globale?
164. L’ energia nucleare non è indispensabile
163. Il problema della CO2 in sei passi facili
162. Ad ognuno la sua “peer review”
161. I feedbacks nel sistema climatico
160. E intanto…’sto buco dell’ozono? (Parte seconda)
159. E intanto: ‘sto buco dell ozono? (Parte prima)
158. Anche in Europa centrale temperature senza precedenti
157. Un pianeta e un dibattito che scotta
113. La COP16 e la fine del diritto di veto
156. Il 2010, un altro anno nero per il negazionismo climatico
155. Inverni rigidi e riscaldamento globale: dall’ABC allo stato dell’arte
154. Solar: energia del sole, pigrizia dell’uomo
153. Qualche approfondimento sul ciclo del carbonio
152. Temperature 2010: un altro anno caldo in zona record
151. Un inverno freddo in un mondo che si sta scaldando?

2010
149. La svolta di Cancùn sulla mitigazione
148. Il professore da Guinness dei primati
147. Il passo avanti di Cancun
146. L’ Artico senza ghiaccio
145. James Hansen in Italia
144. La necessità e l’urgenza di comunicare il problema climatico
143. Un argomento non valido contro gli impegni di riduzione delle emissioni
142. Benvenuti su Terraa – un pianeta ostile dove dobbiamo farcela
141. Il primo scettico del riscaldamento globale
140. Le tempeste dei nipotini di Hansen
139. Dalle fotografie sui ghiacciai la conferma del clima che cambia
138. L’incredibile riscaldamento globale
137. Come funziona la disinformazione
136. Buon 35° compleanno, riscaldamento globale!
135. Assegnato il premio A qualcuno piace caldo 2009
134. Claude Allègre vs i climatologi francesi: la bataille per i cambiamenti climatici
133. Le emissioni di metano dal permafrost artico e i pericoli per il futuro del clima
132. Un caso di disinformazione di Tuttoscienze
131. Tuttoscienze o tuttobufale?
130. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2009″
129. In ricordo di Steve Schneider
128. Il “gemello cattivo” del surriscaldamento globale
127. L’invenzione delle contrapposizioni scientifiche
126. Alla ricerca dell’energia nascosta
125. L’errore esogeno del Prof. Panebianco
124. A conclusione del 4° Anno Polare Internazionale 
123. Aggiornamenti sull’accumulo di calore negli oceani
122. Chiuso il capitolo Copenhagen. Ora si guarda a Cancun
121. Che vi prende, gente?
120. Temperatura e CO2 nel passato
119. Al bar con Pierluigi Battista
118. Posti di lavoro nel settore dei cambiamenti climatici
117. Un ricordo di Volfango
116. Il riscaldamento nascosto
115. Ma i ghiacciai dell’Himalaya continuano a ritirarsi
114. Perché si è sgonfiato il Climategate /1 – Il trucco che non c’era
113. Dove è nato il termine “Climalteranti”?
112. Cos’è il catastrofismo?
111. Una clausola che non esiste (repetita iuvant)
110. Clima passato e futuro (seconda parte): i modelli regionali del clima e i dubbi del prof. Visconti
109. Clima passato e futuro: perché la Scienza avanza – prima parte
108. Il metano artico in movimento?
107.  Sealevelgate
106. Non conviene basarsi su un’unica fonte
105. Diritto di dissentire, o di insinuare e offendere?
104. Tu quoque, Giorello
103. Il clima, il vento dell’opinione e il vento della storia
102. Una storia semplice
101. Diffidare di chi usa il mattone della vita
100. CHE FINE HA FATTO TUVALU?
99. Quando su Kyoto si danno i numeri
98. L’IPCC non è infallibile (incredibile!)
97. I ghiacciai alpini NON stavano peggio 70 anni fa
96. La comune dimensione etica dei cambiamenti climatici
95. Aggiornamenti dei confronti tra i dati modellistici 
94. 2012, fine del mondo o della scienza?
93. Sull’affidabilità dei modelli /3-conclusione: perché sono urgenti le azioni di adattamento
92. 2009: un anno caldo che è sembrato freddo
91. Sull’affidabilità dei modelli /2: gli ultimi – preoccupanti – scenari del progetto ENSEMBLES
90. Sull’affidabilità dei modelli /1: GCM e modelli statistici
89. COP15: luci, ombre …e bufale
88. E’ la volta di Radio Maria: le vie della disinformazione sono infinite
87. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2008

2009
86. Come evitare una brutta figura…
85. Il punto di non ritorno del clima
84. Copenhagen a portata di clic
83. Dalle email rubate… tre motivi per rimanere di buon umore
83. 2-Come non contestare quello che l’IPCC non scrive
82. Funerale senza il morto
80. Purtroppo, i negazionisti climatici continuano ad avere torto /1
79. Emissioni dall’agricoltura: attenzione alle differenze
78. Hey Ya! (mal)
77. C’è un altro termine per indicare il negazionismo?
76. Dal diario di bordo: bufala a diritta
75. Quattro regole per il blog
74. Picco del petrolio e riscaldamento globale: una cosa esclude l’altra?
73. La CO 2 in atmosfera non è mai stata così bassa ?!?
72. Servizi climatici
71. La soluzione delle dispute tecniche in ambito scientifico
70. Aperte le votazioni per il premio “A qualcuno piace caldo 2008”
69. Climalteranti compie 1 anno
68. Economia e politica climatica
67. Gli errori gravi di un giornalista pignolo
66. Un caso di disinformazione di Tuttoscienze
65. Altre leggerezze
64. A rischio il Registro nazionale delle emissioni e delle quote di emissione del Protocollo di Kyoto?
63. Sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete
62. G8 e MEF concordano sui 2 gradi: la palla passa a Copenaghen
61. Il 1912.. praticamente ieri
60. Ancora lontano un secondo accordo sul Clima
59. Un avvertimento da Copenhagen
58. Sull’ Over-fitting
57. Java Climate Model: il sistema climatico a portata di click
56. Due Appuntamenti
55. Zichicche (n+1): i batteri dormiglioni
54. ACRIM vs PMOD
53. I modelli del clima e la gestione dell’incertezza
52. Le variazioni climatiche durante l’ultimo milione di anni: mandanti, killer e alibi (seconda parte)
51. Le variazioni climatiche durante l’ultimo milione di anni: mandanti, killer e alibi (prima parte)
50. 99 Mesi ?!?
49. La radiazione cosmica… non ce la fa
48. Gli effetti degli Aerosol e il clima, seconda parte: il ruolo della nucleazione e dei raggi cosmici
47. La formazione degli Aerosol e il clima, prima parte
46. Un bel libro con una Prefazione poco aggiornata
45. Esiste una “clausola di revisione” del Pacchetto 20-20-20 ?
44. Plutone, un errore del 22600% e la calotta polare riformata
43. Con tutto il dovuto rispetto
42. Meraviglia, sconcerto, o qualche allegra risata?
41. L’inevitabilità delle azioni di adattamento
40. Il tempo di risposta tra temperatura e CO2 (Gore l’ha azzeccato)
39. Il metodo Battaglia, ovvero dell’autoreferenzialità
38. Consiglio per un giovane blogger del clima
37. Un convegno sul clima senza climatologi /2: il chiacchierone del clima
36. Un convegno sul clima senza climatologi /1 – Il supermondo e l’Hiroshima culturale.
35. Per un dialogo corretto fra scienza e decisori politici: no ai convegni sul clima senza climatologi
34. Incendi e calore estremo nell’Australia sudorientale
33. Dicembre 2008 e gennaio 2009: eccezionali veramente?
32. Irreversibile non significa inarrestabile
31. Un aggiornamento dell’indice globale dei ghiacciai
30. Perchè sono attendibili le serie storiche dei dati di temperatura globale
29. Il mare raggiungerà “I livelli dell’ultima era glaciale”
28. Dalla neve all’era glaciale – parte 2
27. Nota informativa del Focal Point IPCC – Italia
26. Lo stato dell’Antartide: più caldo o più freddo?
25. A qualcuno piace la termodinamica
24. Raffreddamento globale, ghiacci Artici, previsioni dell’IPCC
23. Le sintesi e la manipolazione della temperatura del 2008
22. Dalla neve all’era glaciale – parte 1
21. Buchi dell’ozono e raggi cosmici 

2008
20. Il report “Non IPCC”
19. Assegnato il Premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2007
18. E ora tocca al conto energia? Alcune considerazioni dopo l’attacco al 55%
17. Primi giorni per la Conferenza, ultimi giorni per il premio
16. Attenzione alla differenza!
15. Pacchetto 20-20-20: gli errori nei numeri del Ministero dell’Ambiente
14. Il riscaldamento globale si è fermato nel 1998?
13. C’è anche un altro modo per non rispettare il Protocollo di Kyoto
12. Politica climatica italiana: c’è tempo fino a dicembre per cambiare posizione
11. Greenspan, Einstein e Reich
10. Una tempesta solo italiana?
9. Ancora i trends troposferici tropicali (ancora)
8. Di cosa si parla nell’attuale dibattito sul 20-20-20
7. Palin sul riscaldamento globale
6. Voglia di superfreddo
5. L’inutile confutazione di un allarmismo inventato
4. Quanto aumenterà il livello del mare?
3. Cosa dicono realmente i modelli dell‘IPCC 
2. Raffreddamento Globale – scommettiamo?
1. L’ennesima bufala sul raffreddamento globale

 

 

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Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2009”

Come tutti gli anni, riparte il tradizionale premio “A qualcuno piace caldo”, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici con l’intento di impedire, posticipare o rallentare le azioni di mitigazione contro i cambiamenti climatici”.

Da quest’anno il vincitore sarà scelto dal Comitato Scientifico fra i dieci candidati selezionati per l’anno 2009, in seguito elencati.
La proclamazione avverrà il giorno in cui il ghiaccio marino artico raggiunge la sua estensione minima, circa a metà settembre.
Tutti i lettori sono inviati a usare lo spazio dei commenti per:
–    segnalare altri possibili candidati
–    dare indicazioni aggiuntive sui candidati già selezionati, relative all’anno 2009
–    fornire indicazioni per il voto ai membri del Comitato Scientifico
–    proporre una motivazione per il premio.
Grazie e buone vacanze

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52 responses so far

Una clausola che non esiste (repetita iuvant)

In Senato è stata presentata una mozione che chiede all’Italia di “dichiarare decaduto l’Accordo del 20-20-20” sulla base di una clausola che, però, non esiste.

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Nove Senatori della Repubblica Italiana hanno depositata una mozione sul tema delle politiche sui cambiamenti climatici.
Come per la precedente mozione presentata e poi approvata nel marzo-aprile del 2009, anche questa mozione contiene una quantità record di errori e incongruenze, e costituisce un altro impressionante indicatore del ritardo di una parte del mondo politico italiano sulle questioni del clima e dell’energia.
Tralasciando tutte le infondate affermazione iniziali sulla criticità dei contenuti scientifici dell’IPCC, della “moralità” dei suoi membri (!), nonché la richiesta di avvicendamento del “Presidente dell’IPCC dott. Pachauri e del commissario De Boer” (quest’ultimo aveva già annunciato le sue dimissioni una settimana prima della presentazione della mozione), si vuole in questo post richiamare l’attenzione sulla richiesta principale della mozione, quella di impegnare il Governo a “richiedere l’attivazione in sede di Unione europea” di una “clausola Berlusconi”, che permetterebbe “di dichiarare decaduto, in quanto non più utile, l’Accordo del 20-20-20”. Continue Reading »

60 responses so far

COP15: luci, ombre …e bufale

L’accordo di Copenhagen del 18 dicembre 2009 rappresenta sicuramente una delusione per quanti avevano posto grandi aspettative nella COP15, la quindicesima sessione della Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici.

I 13 giorni di negoziati intensi, le centinaia di conferenze, discorsi ufficiali e conferenze stampa, le tante mostre e le numerose manifestazioni sono stati un momento indubbiamente importante per la storia delle politiche sui cambiamenti climatici.

Il materiale prodotto dalla COP15 è imponente, sia per le decisioni ufficiali (www.unfcc.int), che per gli atti delle conferenze (ad esempio qui e qui sia per i tantissimi video in cui si possono rivedere molti passaggi fondamentali della COP. Continue Reading »

43 responses so far

Premio “A qualcuno piace caldo 2008”


13 dicembre 2009,
festa di S.Lucia, patrona dei non vedenti e degli oculisti.

In seguito alla votazione effettuata nei mesi scorsi, i vincitori del premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2008 sono risultati Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli, giornalisti di Avvenire e Il Timone, presidenti rispettivamente del Cespas (Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo) e del movimento Cristiani per l’ambiente, che si sono aggiudicati il premio grazie al libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima”.

Di seguito la motivazione. Il premio inviato dal Comitato Scientifico ad ognuno dei vincitori è una copia del Sommario per i decisori politici del Primo Volume del IV Rapporto IPCC.

Premio “A qualcuno piace caldo” 2008

Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli

Per avere scritto e pubblicato il libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima” (Edizioni Piemme), senza dubbio uno dei peggiori libri in circolazione in Italia sul tema dei cambiamenti climatici, una sgangherata e livorosa invettiva contro “l’allarmismo” per i cambiamenti climatici, contro l’Ipcc, i principali climatologi e il mondo ambientalista, nonché per i tanti errori e la superficialità con cui il problema dei cambiamenti climatici è affrontato nel libro”.

Candidati selezionati
Franco Battaglia, per la solita raffica di articoli pubblicati su Il Giornale nel 2008.
7 aprile 2008 “Allarmisti beffati, primavera più fredda
4 maggio 2008 “La Catastrofe dei Catastrofisti
29 marzo 2008 “Quando l’iceberg affonda il buon senso
21 ottobre 2008 “Che significa 20-20-20? Andare tutti a piedi
Siamo alle solite: Battaglia sente qualcosa in giro, non approfondisce ma rilancia, e arrivano altre brutte figure.

Il vincitore dell’edizione 2007 anche nel 2008 non ha tradito i suoi fan, conferma di non riuscire a farsi sfiorare dal minimo dubbio: emblematica l’affermazione “Quanto all’effetto serra antropogenico, lo stato delle cose è oggi chiaro e semplice“.

Elio Sindoni, per le dichiarazioni rilasciate nell’intervista a Marco Zucchetti, pubblicata su “Il Giornale del 28 agosto 2008 “La terra si scalda ? Una bufala. Lo dimostra il ghiaccio del Polo“.

L’intervista pubblicata contiene alcune dichiarazioni incredibili non tanto per la loro novità, ma per il fatto che a pronunciarle è il direttore del Dipartimento Ambiente dell’Università di Milano Bicocca.

Secondo Sindoni è una “sorpresa delle sorprese” il fatto che “la temperatura di un milione di anni fa è la stessa di oggi”. La conseguenza è “i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e non dipendono dall’inquinamento”. E perché mai non potrebbero avere due cause diverse ?

La simpatica battuta “anche un milione di anni fa bisognava uscire la sera con il maglioncino” fa venire il dubbio che il Prof. Sindoni non sia a conoscenza del fatto che non solo un milione di anni fa non esistevano i maglioni di lana o cotone, ma anche l’homo sapiens non era ancora apparso sul pianeta (ci è arrivato circa 130.000 anni or sono). Quindi i problemi degli attuali cambiamenti climatici attuali potrebbero avere per 7 miliardi di esseri umani una diversa importanza di quella che avevano un milione di anni fa per qualche migliaio di australopitechi che da poco avevano imparato ad alzarsi sulle zampe posteriori…

Meno sorprendente la tesi dell’analogia fra i riscaldamento della Terra e quello di Giove, Saturno e Plutone, molto diffusa e senza molto fondamento, tanto da essere ribattezzata “climatologia del geghegé“.

Roberto Vacca, per l’articolo “Non è colpa dell’uomo, pubblicato su il Sole24ore del 12 giugno 2008.

Vacca riesce a infilare in un breve articolo quasi tutte le bufale negazioniste sul clima: il Tamigi che ghiacciava ogni anno, la Groenalndia che 100 anni fa era verde (tutta verde !), le variazioni del clima che seguono cicli prevedibili, indipendenti dall’attività umana, i cicli di “circa 1000 anni”, i raggi cosmici, il raffreddamento dal 1940 al 1975, le emissioni di CO2 che sono piccole rispetto ai cicli naturali, il vapore acqueo, le misure di temperatura non rappresentative, gli scienziati catastrofisti, la non considerazione dei feedback dei modelli… sempre le solite vecchie cose… Mancano solo .. i vigneti dell’Inghilterra, gli errori dell’Hockey Stick e il raffreddamento della troposfera…

Antonino Zichichi, per l’articolo “Ecco perché possiamo fare a meno di Kyoto” in cui ripete ossessivamente le Zichicche proposte in tante altre occasioni, fra cui “l’effetto delle attività umane è a livelli inferiori al 10%”, “la Groenlandia da «terra verde» è diventata l’attuale distesa di ghiaccio” e la frase “Il nostro ministro degli Esteri segue da tempo, e con molta attenzione, ciò che la comunità scientifica di Erice fa nello studio delle problematiche climatologiche“.

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Purtroppo, i negazionisti climatici continuano ad avere torto /1

In fondo, tutti vorremmo sperare che i negazionisti climatici avessero ragione. Se per caso venisse fuori che, veramente, è stato tutto un abbaglio, che il clima non sta cambiando così velocemente come sembra o che, perlomeno, l’uomo non c’entra nulla… beh, sarebbe come risvegliarsi da un incubo. Sarebbe un sollievo come quando ti svegli e ti accorgi che il mostro che ti stava rincorrendo non è un mostro vero ma qualcosa che è fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. Sarebbe bello, no?

Ultimamente, poteva venire naturale pensare ad una cosa del genere, leggendo l’intervista di Nicola Scafetta, pubblicata da Il Giornale il 25 ottobre “Se la Terra si surriscalda colpa del Sole: l’uomo non c’entra” . L’articolo  sostiene che la nuova teoria proposta da Scafetta avrebbe smascherato “la più colossale bufala del secondo millennio (anche del terzo)” e ci “permetterebbe di vivere tutti felici e contenti”.

Scafetta è un ricercatore della Duke University, una persona con un curriculum scientifico a tutta prova e che pubblica su riviste scientifiche internazionali. Insomma, non è il solito negazionista che ti trovi davanti e che ti spiega che il riscaldamento è tutta colpa del sole dato che “anche Plutone si scalda” (non è un invenzione, è capitato davvero…).

In verità, Scafetta sostiene qualcosa di simile, ovvero che è il sole che causa il cambiamento climatico ma non ti parla di Plutone. Piuttosto fa un’analisi dei dati dell’irradiazione solare che lo porta a quantificare l’effetto del sole come circa due terzi del riscaldamento osservato e non meno del 10% come la maggior parte dei climatologi ritiene. Su questa base, Scafetta sostiene che il riscaldamento dovrebbe arrestarsi perlomeno fino al 2030, in corrispondenza con una fase di minimo dell’attività solare, e ripartire soltanto dopo quella data. Se Scafetta avesse ragione, non sarebbe tanto critico ridurre le emissioni di biossido di carbonio (CO2) e avremmo più tempo per reagire al cambiamento climatico. Sarebbe bello, vero?

Ahimè, dopo aver studiato per un po’ la questione bisogna concludere che, purtroppo, i negazionisti climatici continuano ad avere torto. In questo post e nei prossimi cercheremo di spiegarvi perché. Continue Reading »

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Stefano Caserini

Stefano Caserini

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Ingegnere ambientale e dottore di ricerca in Ingegneria sanitaria, svolge da anni attività di ricerca nel settore dell’inquinamento dell’aria, degli inventari delle emissioni e della riduzione delle emissioni in atmosfera; si è occupato più recentemente delle strategie di riduzione dei gas climalteranti, della comunicazione del problema dei cambiamenti climatici e dei processi per la rimozione di CO2 dall’atmosfera. Titolare del corso di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Ha pubblicato nel 2008 il libro “A qualcuno piace caldo” , nel 2009 “Guida alle leggende sul clima che cambia” , nel 2012 “Imparare dalle Catastrofi”,  nel 2013 “Aria Pulita” e nel 2016 “Il clima è (già) cambiato. 10 buone notizie sui cambiamenti climatici” (nuova edizione 2019 “Il clima è (già) cambiato. 9 buone notizie sui cambiamenti climatici). È direttore responsabile e co-direttore scientifico della rivista Ingegneria dell’Ambiente e coordinatore del Gruppo di lavoro “Cambiamenti climatici” della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile. È co-autore e interprete di “A qualcuno piace caldo – Conferenza spettacolo sul clima che cambia“.

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Ondate di calore e cambiamenti climatici: non occorre esagerare, la realtà è sufficiente

L’impossibile smentita delle zichicche

Il consumo di carne, i cambiamenti climatici e la salute

I climatologi negano l’esistenza di Donald Trump

Una “ola” per Federico Rampini

Il discorso di Trump: solo un diversivo?

È certo, il clima è surriscaldato

L’infortunio de “La Lettura”

Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle

Before the flood, un film da vedere

I risultati di Marrakech

Le obiezioni legittime, e quelle illegittime

Settimane importanti per il clima

La proposta di Effort Sharing europeo al 2030: -33% per l’Italia

I cambiamenti del clima e le migrazioni

Franco Battaglia sbaraglia gli avversari: 112 errori in 31 pagine

Gli amici della serra

Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima

Le conseguenze dell’Accordo

Il record di firme per l’Accordo di Parigi

10 buone notizie sul cambiamento climatico

L’opinionista sull’orlo di una crisi di nervi

Lo scivolone di Oggiscienza

Gli amici della serra

Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima

La sostanza dell’Accordo di Parigi

Accordo in vista a Parigi

Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi

Il record di una giornalista disinformata

Un altro passo in avanti verso l’accordo di Parigi

Dai 148 “INDC” un primo freno alle emissioni globali

Fotografie e video sui cambiamenti climatici

I numeri della Cina per la COP21 di Parigi

La verità non detta sul cambiamento climatico

Come i cambiamenti climatici hanno influito sulla guerra in Siria

Negoziati sul clima: arrivano i primi impegni in vista della COP21 di Parigi

Quando il critico televisivo vuole essere rassicurato

Scala Mercalli, si parla di clima in televisione in prima serata

L’en plain dei record delle temperature

Le molte alternative nella bozza del nuovo accordo sul clima

Il richiamo di Lima per l’azione sul clima

A Lima una settimana cruciale

Gli imbrogli del prof. Pedrocchi

Il nuovo anno record delle temperature globali

Il Climate Summit e la settimana per il clima di NY°C 

Ma quanti errori, dott. Scafetta! – prima parte

C’è ancora chi crede alla Groenlandia-terra-verde

Bruciare più combustibili fossili per salvare milioni di vite ?

Non ci sono pasti gratis, ma non è un pasto costoso

Altre invenzioni dal “fantasy editor”

Quinto rapporto IPCC: (molti) impatti, (poco) adattamento, (grandi) vulnerabilità

Le “Madeleines” del negazionismo climatico

Prospettive di riduzione di gas serra dal trasporto su strada

I conflitti fra le politiche sul clima e sull’aria: il caso del diesel

L’intreccio fra l’aria e il clima

Le novità racchiuse nella COP19 di Varsavia

La COP di Varsavia e lo scoglio dell’equità

Lo strano caso del giornalista che non sa leggere

Le 10 conferme del Quinto Rapporto IPCC

Ma le statistiche del caldo stanno cambiando

L’aumento delle emissioni di HFC e il riscaldamento globale

La catena degli errori

La sedia a rotelle, una nuova icona per il clima

Un articolo con poche idee e tutte copiate

Imparare dalle catastrofi

A Doha altri passi deboli e ambigui

Tempi preoccupanti

Una storia positiva?

Un altro caso di doping

Quando il meteorologo sbaglia sul riscaldamento globale

L’imbroglionica e lo scetticismo necessario

Il clima fra Italia e Corea

2015, nessun picco di riscaldamento previsto

Ritorno al Medioevo?

Sapere o Ignorare ?

Una firma fuori posto per il prof. Zichichi

In inverno può fare molto freddo

L’importanza degli accordi di Durban

Cos’è successo nella notte insonne di Durban?

Cinque grafici per una cena

L’incerto futuro del Protocollo di Kyoto

E intanto…’sto buco dell’ozono? (parte terza)

Clima, tempeste e alluvioni

La fatica della scienza

Una previsione da cestinare

Psicologia e cambiamenti climatici

Il clima cambia anche in Italia

Ancora errori da Franco Prodi sul clima

Didattica sul clima, una miniera sul web

Un’altra occasione sprecata

L’ energia nucleare non è indispensabile

Ad ognuno la sua “peer review”

Un pianeta e un dibattito che scotta

Il 2010, un altro anno nero per il negazionismo climatico

Il professore da Guinness dei primati

James Hansen in Italia

Un argomento non valido contro gli impegni di riduzione delle emissioni

Come funziona la disinformazione

Tuttoscienze o tuttobufale?

In ricordo di Steve Schneider

L’invenzione delle contrapposizioni scientifiche

L’errore esogeno del Prof. Panebianco

Al bar con Pierluigi Battista

Posti di lavoro nel settore dei cambiamenti climatici

Il riscaldamento nascosto

Una clausola che non esiste (repetita iuvant)

Clima passato e futuro (seconda parte): i modelli regionali del clima e i dubbi del prof. Visconti

Non conviene basarsi su un’unica fonte

Tu quoque, Giorello

Una storia semplice

La comune dimensione etica dei cambiamenti climatici

Plutone, un errore del 22600% e la calotta polare riformata

COP15: luci, ombre …e bufale

Come evitare una brutta figura…

Copenhagen a portata di clic

Dalle email rubate… tre motivi per rimanere di buon umore

C’è un altro termine per indicare il negazionismo?

Dal diario di bordo: bufala a diritta

Gli errori gravi di un giornalista pignolo

A rischio il Registro nazionale delle emissioni e delle quote di emissione del Protocollo di Kyoto?

Il 1912.. praticamente ieri

Zichicche (n+1): i batteri dormiglioni

99 Mesi ?!?

La radiazione cosmica… non ce la fa

Un bel libro con una Prefazione poco aggiornata

Meraviglia, sconcerto, o qualche allegra risata?

Il metodo Battaglia, ovvero dell’autoreferenzialità

Un convegno sul clima senza climatologi /1 – Il supermondo e l’Hiroshima culturale.

Dalla neve all’era glaciale – parte 2

Dalla neve all’era glaciale – parte 1

Il riscaldamento globale si è fermato nel 1998?

Una tempesta solo italiana?

Voglia di superfreddo

L’inutile confutazione di un allarmismo inventato

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Commenti disabilitati su Stefano Caserini

Segnalazioni Premio “A qualcuno piace caldo 2008”

Segnalazioni Premio “A qualcuno piace caldo 2008”

Nel 2009 assegneremo il Premio per le migliori posizioni negazioniste espresse nel 2008.

Ad ora sono arrivate le seguenti proposte di candidati:

Franco Battaglia, per la solita raffica di articoli pubblicati su Il Giornale:

La Catastrofe dei Catastrofisti
Quando l’iceberg affonda il buon senso
Che significa 20-20-20? Andare tutti a piedi

Allarmisti beffati, primavera più fredda
Siamo alle solite: Battaglia sente qualcosa in giro, non approfondisce ma rilancia, e arrivano altre brutte figure.
Il vincitore dell’edizione 2007 anche nel 2008 non ha tradito i suoi fan, conferma di non riuscire a farsi sfiorare dal minimo dubbio: “Quanto all’effetto serra antropogenico, lo stato delle cose è oggi chiaro e semplice“.

Il titolista de “La Repubblica”, del 3 maggio 2008 per il titolo “Clima, il contrordine, nei prossimi 10 anni fa più freddo

Il titolo “Contrordine” appare del tutto immotivato e fuorviante: in realtà come si vede nel nostro primo post e nel primo realclimate IT Raffreddamento Globale – Scommettiamo la realtà è diversa, l’articolo presenta un’ipotesi di un minore riscaldamento rispetto a quanto previsto dai modelli IPCC, cosa che del resto il testo dell’articolo spiega.

Giorgio Gandola, per l’articolo “Moriremo di caldo. Intanto piove” Il Giornale di Sondrio del 26 maggio 2008, per la quantità di complimenti per quanti studiano i cambiamenti climatici, definiti ad esempio “demagoghi laureati sul Bignami dell’ecologia” dal giornalista, che pero’ non sembra aver capito la differenza basilare fra la variabilità del tempo a Sondrio e dintorni e le variazioni climatiche a scala globale.

Ernesto Pedrocchi, per l’articolo “Dimenticare Al Gore“, pubblicato su Tempi del 15 maggio 2008, allegato a Il Giornale, per aver riproposto ancora i soliti luoghi comuni e le leggende metropolitane sui cambiamenti climatici, senza mai neppure un minimo di riferimento bibliografico: dal 36 % di climatologi tedeschi scettici sull’origine antropica dei cambiamenti climatici, alle correlazioni inventate fra sole e variazione della temperatura terrestre. Pedrocchi ricicla sempre gli stessi argomenti, incurante del tempo che passa e della loro inconsistenza. In più ci sono le “forti analogie perfino tra l’andamento della temperatura terrestre e quella di Nettuno, ottavo pianeta del sistema solare”. “Forti analogie”! Sono davvero due pianeti simili la Terra e Nettuno.

Chissà dove il Prof. Pedrocchi avrà pubblicato le sue teorie sulle forte analogie, oltre che su Tempi.

Carlo Stagnaro, per gli articoli “A loro il mondo piace caldo e capitalista” (con Alan Patarga, Il Foglio 5 marzo 2008) e “Gli ambientalisti costruiscono la loro nuova fede alla Nicea del global warming” (Il Foglio 26 aprile 2008); il primo per aver rilanciato al solito le tesi più improbabili e superate sul global warming (esempio: i modelli che non saprebbero ricostruire le temperature passate”); il secondo per non approfondire o verificare gli argomenti, perché per sostenere che secondo RealClimate “non possa esistere alcun set di osservazioni in grado di falsificare i modelli”, bisogna evitare accuratamente di leggere i post di RealClimate: se ne trovano tanti che parlano del confronto fra i risultati dei modelli e le osservazioni (ad esempio qui, e qui, quest’ultimo disponibile anche tradotto nella nostra sezione Realclimate ITA)

Nota: Notevole l’attacco al primo pezzo “Se non credete che il capitalismo abbia effetti ambientali positivi, entrate nel cesso di un aeroporto”: ma come la mettiamo con i 5 miliardi di persone che in un aeroporto non ci sono entrati e molto probabilmente mai ci entreranno nella loro vita ?

Francesco Ramella, per l’articolo “Kyoto non piace più, puntare sulla tecnologia” 1 luglio 2008, Libero Mercato. L’articolo è disponibile sul sito dell’Istituto Bruno Leoni, a cui Ramella è affiliato, con il titolo “Clima: siamo prudenti, stiamo a guardare”.

Ma come, lo stesso titolo dell’articolo pubblicato nel 2004 (p. 196, 2004) sulla “Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze” e disponibile anche su www.sepp.org/Archive/NewSEPP/Ramella%20Italian.html.

Ma Francesco… dobbiamo sempre stare a guardare ? … sono passati quattro anni … ci si stufa dopo un po’ a guardare e basta… verrà un momento in cui magari potremmo anche iniziare a fare qualcosa?.

Uno dei motivi per cui dovremmo stare a guardare è secondo Ramella che le temperature non sono aumentata nel passato quanto si prevede aumenterà nel futuro secondo gli scenari dell’IPCC, e quindi “i dati a nostra disposizione sembrano quindi puntare verso uno scenario meno preoccupante di quanto abitualmente paventato“.

Ma è ovvio che nel passato sono aumentato di meno: c’erano meno gas serra nell’atmosfera….

Roberto Vacca, per l’articolo “Non è colpa dell’uomo”, il Sole24ore del 12 giugno 2008.

Vacca riesce a infilare in un breve articolo quasi tutte le bufale negazioniste sul clima: il Tamigi che ghiacciava ogni anno, la Groenalndia che 1000 anni fa era verde (tutta verde !), le variazioni del clima che seguono cicli prevedibili, indipendenti dall’attività umana, i cicli di “circa 1000 anni”, i raggi cosmici, il raffreddamento dal 1940 al 1975, le emissioni di Co2 che sono piccole rispetto ai cicli naturali, il vapore acqueo, le misure di temperatura non rappresentative, gli scienziati catastrofisti, la non considerazione dei feedback dei modelli… sempre le solite vecchie cose… Mancano solo .. i vigneti dell’Inghilterra e gli errori dell’Hockey Stick e il raffreddamento della troposfera…

Nota: Nell’articolo, Vacca fa riferimento a una “versione più dettagliata” disponibile su un sito; l’indirizzo pero’ non è funzionante. Dal titolo sembra lo stesso saggio del 2005 disponibile sul suo sito personale (http://www.robertovacca.com/serra.html) che conteneva la celeberrima previsione di stabilizzazione della CO2 a 424 ppm (vedi pag. 52 di A qualcuno piace caldo). L’articolo è disponibile sul blog Ecologia Liberale

Elio Sindoni, per le dichiarazioni rilasciate nell’intervista a Marco Zucchetti, pubblicata su “Il Giornale del 28 agosto 2008 “La terra si scalda ? Una bufala. Lo dimostra il ghiaccio del Polo“.

L’intervista pubblicata contiene alcune dichiarazioni incredibili non tanto per la loro novità, ma per il fatto che a pronunciarle è il direttore del Dipartimento Ambiente dell’Università di Milano Bicocca.

Secondo Sindoni è una “sorpresa delle sorprese” il fatto che “la temperatura di un milione di anni fa è la stessa di oggi“. La conseguenza è “i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e non dipendono dall’inquinamento”. E perché mai non potrebbero avere due cause diverse ?

La simpatica battuta “anche un milione di anni fa bisognava uscire la sera con il maglioncino” fa venire il dubbio che il Prof. Sindoni non sia a conoscenza del fatto che non solo un milione di anni fa non esistevano i maglioni di lana o cotone, ma anche l’homo sapiens non era ancora apparso sul pianeta (ci è arrivato circa 130.000 anni or sono). Quindi i problemi degli attuali cambiamenti climatici attuali potrebbero avere per 7 miliardi di esseri umani una diversa importanza di quella che avevano un milione di anni fa per qualche migliaio di australopitechi che da poco avevano imparato ad alzarsi sulle zampe posteriori…

Meno sorprendente la tesi dell’analogia fra i riscaldamento della Terra e quello di Giove, Saturno e Plutone, molto diffusa e senza molto fondamento, tanto da essere ribattezzata “climatologia del geghegé“.


Il titolista del Corriere della Sera, per il titolo Dov’è finito il riscaldamento globale? del 6 marzo 2008
che propone a caratteri cubitali la contrapposizione fra le nevicate invernali e il riscaldamento globale del pianeta.

Emilio Gerelli, per l’articolo pubblicato su Il Sole24ore del  29/05/08, in cui ha rilanciato i soliti argomenti: l’IPCC “panel poco obiettivo”, l’ironia sui modelli che usano “eroiche semplificazioni”, il complotto mondiale che sostiene le “bugie sul cambiamento climatico”.

Anselma dell’Olio per l’articolo “L’ambientalismo apocalittico è di moda. E va preso con le pinze“,
in cui definisce “agguerriti catastrofisti” coloro che sostengono che “l’aumento dei gas serra è dovuto soprattutto all’uso di carburanti fossili, le emissioni dei quali contribuiscono pesantemente all’effetto serra”.

Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli, per il libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima” un concentrato di errori, falsità, miti e leggende metropolitane sul clima. A partire da titolo, che confonde tempo e clima, per arrivare alla perla della “leggerezza dell’abbigliamento” dell’uomo di Similaun. Un manifesto del negazionismo climatico italiano.

Pietro Vietti per l’articolo “Stiamo freschi
Una recensione senza un minimo di spirito critico: ad esempio il riportare un aumento delle ricerche che dimostrerebbero che “il tanto temuto aumento del livello dei mari di parecchi metri nel giro di pochi anni per via dello scioglimento dei ghiacciai è in realtà valutabile in un massimo di trenta centimetri in cento anni: lo stesso aumento dei precedenti centocinquanta”, cosa palesemente errata.

Antonino Zichichi, per l’articolo “Ecco perché possiamo fare a meno di Kyoto” in cui ripete ossessivamente le Zichicche proposte in tante altre occasioni, fra cui “l’effetto delle attività umane è a livelli inferiori al 10%”, “la Groenlandia da «terra verde» è diventata l’attuale distesa di ghiaccio” e la frase “ Il nostro ministro degli Esteri segue da tempo, e con molta attenzione, ciò che la comunità scientifica di Erice fa nello studio delle problematiche climatologiche”.

Emma Marcegaglia e Stefania Prestigiacomo, per le numerose dichiarazioni in cui hanno sostenuto che le politiche cliamtiche potrebbero “portare alla perdita di milioni di posti di lavoro” e per aver rilanciato il presunto costo del pacchetto energia clima in più di 18 miliardi di euro l’anno. Vedi qui e qui.

È possibile segnalare nuovi candidati per l’anno in corso, inviando una mail all’indirizzo segreteria[at]climalteranti.it, allegando materiale di documentazione e proponendo una breve motivazione.

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