COPNegoziazioni

La COP di Varsavia e lo scoglio dell’equità

La Conferenza delle Parti (COP) della convenzione ONU sui cambiamenti climatici, in corso da 10 giorni a Varsavia, rappresenta un altro appuntamento importante nel lungo e faticoso cammino verso un nuovo accordo sulla riduzione delle emissioni di gas climalteranti. La Conferenza è ancora in corso e il dibattito è ancora aperto sui temi principali delle negoziazioni, che possono essere  riassunti nei seguenti:
  •  - impegni di riduzione per il periodo 2013-2020;
  •  - procedura per definire gli impegni nel periodo 2020-2050;
  • - azioni per l’adattamento;
  • - loss and damage;
  • - impegni finanziari (per mitigazione, adattamento e danni residui).
Come già detto in precedenti post, il negoziato è ampio e complesso, con davvero tanti aspetti trattati in tanti diversi tavoli negoziali. Per ora i mezzi di informazione hanno seguito poco quanto succede alla COP19 , se si eccettua il drammatico  intervento del capo della delegazione filippina, Yeb Sano, che ha annunciato lo sciopero della fame in solidarietà con i suoi familiari colpiti dal super tifone Haiyan. (altro…)
GhiacciRiscaldamento Globale

Il ritiro dei ghiacci del Kilimanjaro: regola o eccezione?

I ghiacci del Kilimanjaro si stanno ritirando, come del resto tutti i ghiacciai alle medie e basse latitudini. Tuttavia lo studio dei processi che causano questa contrazione ha messo in luce nuovi e interessanti meccanismi. Ma, anche in questo caso, il riscaldamento globale sembra guidare questi processi.   É possibile che un ghiacciaio esposto ad una temperature dell’aria costantemente inferiore a 0 °C possa ritirarsi? La risposta è certamente sì e forse il caso più eclatante è quello della calotta di ghiaccio del  Kilimanjaro (5895 m, Tanzania), il monte ed il vulcano più elevato d’Africa.

Fig. 1: I margini verticali di un settore della calotta di ghiaccio del Kilimanjaro

  Secondo le osservazioni disponibili, la calotta sommitale del Kilimanjaro si sta ritirando a partire almeno dal 1912 e, ad oggi, ha perso circa l’85% della superficie originaria. Nonostante sulla sommità di questo vulcano la temperatura media dell’aria sia -7 °C, gli ultimi  rimasugli della calotta glaciale continuano a ritirarsi inesorabilmente e la loro scomparsa è prevista tra il 2020 ed 2040. (altro…)
DisinformazioneSole

L’interpretatore creativo della BBC

La scelta del titolo di un articolo è importante perché, indipendentemente da cosa il lettore leggerà davvero, il titolo resterà impresso. Non sorprende quindi che Paul Hudson, nel suo blog sul sito della BBC, abbia usato un titolo pensato per attirare l'attenzione: Real risk of a Maunder Minimum 'Little Ice Age' says leading scientist. Parla di un eminente scienziato che mette in guardia dal rischio di una "Piccola Era Glaciale", decisamente un ribaltamento rispetto alla prospettiva di un riscaldamento globale in atto e (facilmente) prevedibile per il prossimo futuro. Nell'articolo Hudson parla dell'attività solare e del suo possibile prossimo minimo e, sempre citando lo scienziato, conclude facendo riferimento alle profonde implicazioni che questo avrebbe sulle scelte di politica energetica. (altro…)
BufaleTemperature

Lo strano caso del giornalista che non sa leggere

  Abbiamo già avuto modo di mostrare su Climalteranti come, sul tema dei cambiamenti climatici, l’aderenza degli articoli di Danilo Taino alla realtà sia un optional. L’11 ottobre su Sette, il magazine del Corriere della Sera, ne troviamo un’altra prova. “Lo strano caso dell’effetto serra” ripropone già nel sottotitolo la falsità già scritta in precedenza dallo stesso Taino, secondo cui “Dal 1998 la temperatura media della Terra non aumenta” (in realtà l’aumento c’è, è solo un po’ inferiore all’aumento dei decenni precedenti). Segue un’altra affermazione “Ma perché gli organismi preposti a tenerla sotto controllo mantengono toni allarmistici?”, che smentisce quanto sostenuto dallo stesso Taino in un articolo precedente, ossia che l’ultimo rapporto dell’IPCC abbia ridimensionato l’allarme per il clima globale, rispetto al precedente Quarto Rapporto. (altro…)
Eventi estremiFenomenologiaModelli ClimaticiPrecipitazioniProiezioni

Perché le precipitazioni saranno più intense nella regione Euro-Mediterranea

Nel precedente post abbiamo visto come nella zona Euro-Mediterranea i modelli utilizzati da numerosi centri di ricerca prevedono in uno scenario ad alte emissioni l’aumento della frequenza e entità degli eventi di precipitazioni molto intense, rappresentate dallo “stiramento” della coda della distribuzione della precipitazione. Questa proiezioni sono consistenti con l’aumento della capacità dell’atmosfera di trattenere acqua, definito dall’equazione di Clausius–Clapeyron. Questa relazione permette di stabilire la quantità di acqua che può essere presente in un volume d’aria in funzione dal valore di temperatura, ed  è particolarmente rilevante per gli eventi intensi di precipitazione (Tebaldi et al. 2006, Giorgi et al. 2011), quelli che più di tutti tendono a svuotare la colonna d’acqua disponibile in atmosfera (Allen and Ingram 2002, Allan and Soden 2008). Secondo l’equazione di Clausius-Clapeyron, per ogni aumento di temperatura di 1oC, l’atmosfera aumenta la propria capacità di trattenere acqua del 7%. Nel lavoro presentato nel precedente post, la differenza tra il 99mo percentile ed il 90mo percentile  (99p-90p) della precipitazione giornaliera ottenuta dalle simulazioni CMIP5 viene utilizzata per quantificare le potenziali variazioni nella larghezza della parte destra della distribuzione di precipitazione (ovvero del range di valori che possono essere attribuiti ad un evento di precipitazione intensa) in uno scenario di clima futuro per la fine del ventunesimo secolo. (altro…)
Eventi estremiModelli ClimaticiPrecipitazioniProiezioni

In futuro precipitazioni più intense nella regione Euro-Mediterranea

Secondo i modelli matematici, nella regione Euro-Mediterranea col procedere del surriscaldamento globale in un potenziale scenario ad alte emissioni aumenterà l’intensità delle precipitazioni e la frequenza degli eventi di precipitazioni molto intense.   In un lavoro pubblicato sulla rivista Journal of Climate, con alcuni colleghi ho studiato come possono variare gli eventi di precipitazione intensa in un clima più caldo sulla regione Euro-Mediterranea. La ricerca ha utilizzato i risultati ottenuti da 20 modelli climatici (vedi elenco in appendice in fondo al post) partecipanti al quinto Coupled Model Intercomparison Project (CMIP5, Meehl  and Bony 2012, Taylor et al. 2012), gli stessi modelli utilizzati nella stesura del quinto Assessment Report (AR5) dell’IPCC. I cambiamenti associati alle precipitazioni intense sono stati valutati mediante il confronto dei risultati ottenuti durante l’ultimo quarantennio del ventunesimo secolo (2061-2100) e il periodo storico (1966-2005) assumendo come scenario di clima futuro l’RCP8.5 (Representative Concentration Pathway 8.5), Riahi et al. 2011). (altro…)
AdattamentoMitigazioneProiezioniRecensione

“2052”, ritorno al (grigio) futuro

Un nuovo meditato scenario di Jørgen Randers sul futuro che ci aspetta se i decisori non decidono e prevale l’inerzia.   Mentre l’IPCC analizza, commenta e riassume tutte le posizioni espresse su riviste scientifiche e assimilabili, necessariamente giungendo a posizioni intermedie di consenso, singoli esperti, basandosi sulla loro storia, possono proporre scenari che ritengono a loro avviso i più probabili. Jørgen Randers ha tutte le carte in regole per proporre, nel suo ultimo libro “2052”, uno scenario complessivo, globale e regionale, degli andamenti economici e sociali: un terzo di vita passato da ricercatore, un terzo da policymaker, ed un terzo nel mondo del business. Sulla scorta di questa esperienza Randers sostiene che i decisori che contano oggi trascurano i cambiamenti climatici e fanno poco o nulla: nei migliori dei casi citano retoricamente il problema, a volte indicono qualche esperimento pilota, ma non si passa davvero a quella trasformazione epocale che la sfida richiederebbe. E quindi che succederà? PIL sempre al centro delle policy, crescita affaticata dall’esaurimento progressivo delle risorse più a buon mercato e, novità rilevante, costi rapidamente crescenti a causa del mancato adattamento Gli investimenti per la mitigazione crescono troppo lentamente e aumentano quelli necessitati, a valle degli eventi climatici estremi. Insomma: tante nuove ricostruzioni di città dopo gli alluvioni, dopo le frane, dopo gli uragani, ecc. (altro…)
BufaleDisinformazione

La disinformazione sul clima di Danilo Taino

L’articolo pubblicato sul Corriere 8 giorni prima dell’uscita del Quinto rapporto IPCC, basato su “indiscrezioni trapelate” descriveva un’inesistente ridimensionamento del problema ipotizzando una possibile revisione sulle politiche globali riguardanti emissioni climalteranti. In realtà era basato su dati sbagliati e affermazioni false. Fra gli errori commessi nel commentare l’uscita del Quinto rapporto IPCC (che sarà presentato a Milano il 10 ottobre), quelli di Daino Taino nel suo articolo del 19 settembre sul Corriere della Sera sono stati numerosi. Otto giorni prima dell’uscita del rapporto stesso, ha commentato una presunta “bozza che si discuterà a Stoccolma”. Ora che il primo volume del Quinto Rapporto IPCC è stato pubblicato si può verificare che quasi tutte le tesi sostenute da Taino erano false, a partire da quella secondo cui esso avrebbe “significativamente attenuato” “l’allarme sollevato dal documento IPCC precedente”. Scrive Taino: “La cosa più interessante del documento - quasi duemila pagine riassunte in un estratto di una trentina - sono le previsioni sull'aumento della temperatura futura: secondo le indiscrezioni, il ridimensionamento contenuto nel documento è, rispetto al 2007, non enorme ma sufficiente a cambiare sostanzialmente le conseguenze a cui si arriva”. Quale sarà questo “ridimensionamento”? “Sei anni fa, l'Ipcc sosteneva che l'aumento di lungo periodo (qualche secolo) di oltre due gradi della temperatura sarebbe stato «probabile» e che un aumento sopra 1,5 gradi «molto probabile». La bozza del documento che si discuterà a Stoccolma sostiene invece che è «estremamente probabile» un aumento di oltre un grado e «probabile» una crescita sopra gli 1,5 gradi centigradi rispetto alle temperature precedenti la rivoluzione industriale. Se invece che al lungo periodo si guardano i prossimi 70 anni, il documento in discussione parla di un aumento «probabile» tra uno e 2,5 gradi ed «estremamente improbabile» sopra i tre gradi: nel 2007 si dava per «molto probabile» una crescita tra uno e tre gradi”. Le frasi sono parecchio confuse, ma in sostanza secondo Taino sarebbe giudicato oggi “probabile” quello che nel 2007 si giudicava come “molto probabile”. (altro…)
Protocollo di Kyoto

Le 10 conferme del Quinto Rapporto IPCC

Le 35 pagine del sommario per i decisori politici del Quinto Rapporto IPCC confermano, ancora una volta, la solidità della scienza del clima  e l’ampiezza delle variazioni del clima del pianeta già avvenute e attese per i prossimi decenni. climate change IPCC 2013 report La notizia è che non ci sono sorprese: più dati e più risultati dei modelli confermano, con maggiore precisioni e dettagli, quanto già si sapeva Da poche ore è stato pubblicato il Sommario per i Decisori Politici (SPM) del Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (AR5), un’altra pietra miliare per l’avanzamento delle conoscenza scientifiche sul cambiamento climatico. Sergio Castellari, responsabile del Focal Point IPCC per l’Italia che ha seguito dal vivo le fasi di approvazione del SPM, ha emanato un comunicato stampa (disponibile qui insieme ad una comunicazione molto dettagliata sui contenuti dell’AR5), che ben riassume le conclusioni a cui sono giunte le centinai di scienziati coinvolti. (altro…)
GhiacciPremio

Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2012

Come da tradizione, in coincidenza con l’estensione minima dei ghiacci artici (nota 1), i membri del Comitato Scientifico di Climalteranti.it hanno votato il vincitore del premio “A qualcuno piace caldo”. Per l’anno 2012  è risultato essere Antonino Zichichi. Il premio, che sarà inviato dal Comitato Scientifico al premiato, è una copia del Sommario per i Decisori Politici e del Sommario Tecnico del Quinto Rapporto IPCC-WG1, che sarà disponibile a partire da questo venerdì e sarà stampato nelle prossime settimane.  

 

PREMIO “A QUALCUNO PIACE CALDO” 2012

 

Antonino Zichichi

Motivazione

Per la perseveranza nel diffondere affermazioni errate o senza fondamento sul tema dei cambiamenti climatici, con argomenti spesso risibili e non supportati da alcuna pubblicazione scientifica sul tema.

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Accordo di ParigiMitigazioneRimozione CO2

Rimozione della CO2 dall’atmosfera, dove siamo e dove stiamo andando?

Iniziamo con questo testo una serie di post su uno dei temi di grande interesse e di frontiera nella lotta al cambiamento climatico; un tema di cui ancora poco si conosce in Italia, nonostante una produzione scientifica rilevante e cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni.   Nelle scorse settimane varie testate e siti web (tra cui Bbc, Economist, Nature e Carbon Brief) hanno riportato i risultati di un rapporto coordinato dall’Università di Oxford, intitolato “State of Carbon Dioxide Removal...
ErroriFenomenologiaNegazionisti

Quando il negazionista climatico sbaglia i conti sull’effetto serra

Come sanno i lettori di Climalteranti, Franco Battaglia è uno dei negazionisti climatici italiani più ostinati e prolifici. Raggiunta la pensione, dopo una  produzione scientifica inesistente per quanto riguarda i temi del clima e dell’ambiente, ora scrive per La Verità e il blog del giornalista Nicola Porro. Per lo più intervista altri negazionisti climatici nazionali e internazionali, ripete le stesse tesi infondate sul clima, quasi sempre ridotte a discorsi da bar. Da tempo Climalteranti ha deciso di ignorare questo chiacchiericcio,...
Eventi estremiImpattiStatisticheTemperature

Estremi freddi in un clima caldo

Come mai continuiamo ad osservare estremi freddi in un mondo sempre più caldo? Nonostante siano state avanzate teorie scientifiche sul perchè il riscaldamento globale potrebbe favorire estremi freddi alle medie latitudini, i dati climatici ci dicono che gli estremi freddi sono in diminuzione a livello globale. Alla luce delle attuali conoscenze in campo climatologico, dobbiamo dunque considerare i recenti estremi freddi, quali la tempesta invernale del Natale 2022 in Nord America, come episodi eccezionali in un clima in rapido riscaldamento....
RecordStatisticheTemperature

Il 2022: anno di caldo record in Italia, e il quarto – sesto più caldo nel mondo

Le temperature medie globali dell’anno appena terminato, secondo quanto risulta dalle analisi preliminari sui dati della NOAA/NCEP e di altri database climatici, collocano il 2022 al quarto-sesto posto nella speciale classifica degli anni più caldi, in cui il 2016 rimane saldamente primo. L’anomalia registrata si assesta intorno ai tre decimi di grado al di sopra della media del trentennio 1991-2020, pari circa a 1,2 °C in più rispetto al periodo preindustriale. Considerando che ci troviamo ancora nella fase La Niña...
Accordo di ParigiCOPLoss and damageNegoziazioni

Il piccolo avanzamento alla COP27 e il futuro delle COP

A mente fredda e dopo aver valutato i risultati, un’analisi della COP27 e sull’importanza del negoziato UNFCCC. L’analisi dei risultati della COP27 che si è svolta a Sharm el Sheikh dal 6 al 20 novembre 2022 è al solito complessa e laboriosa. Le lunghe e dettagliate analisi dell’IISD, di Carbon Brief, i resoconti giornalieri dei delegati dell’Italian Climate Network e della newsletter Areale di  Ferdinando Cotugno hanno mostrato quanto lavoro c’è stato su molti tasselli dell’intelaiatura del negoziato mondiale sul...
EmissioniimpegniTrend

Una finestra che si sta chiudendo

A fine ottobre è stato presentato l’Emissions gap report dell’UNEP, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite. Quali sono i principali elementi di questo rapporto e a che punto siamo nell’Unione Europea e in Italia? Il rapporto valuta l’efficacia delle azioni intraprese finora, a livello globale, nel ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Il messaggio principale è riassunto bene nell’immagine di copertina: una finestra che si sta chiudendo – simbolo del poco tempo rimasto a disposizione – raggiungibile con...
ImpattiRischioTipping pointTraduzioni

Perché conviene prendere in considerazione gli scenari catastrofici sul clima

È stato pubblicato su Ingegneria dell’Ambiente “Finale di partita sul clima: esplorare gli scenari catastrofici dei cambiamenti climatici” traduzione in italiano dell’articolo “Climate endgame: exploring catastrophic climate change scenarios” pubblicato recentemente su PNAS da Luke Kemp, Timothy Lenton e altri 9 autori. L’articolo ha una grande importanza per il dibattito sul cambiamento climatico, per diverse ragioni. Innanzitutto, perché mostra in modo chiaro come fino ad oggi la ricerca scientifica sul clima non si sia occupata abbastanza degli scenari peggiori, che...
ComunicazioneLibriPsicologiaSociologia

Fatti o valori: cosa conta nella percezione del rischio climatico? (II parte)

Dal clima all’economia e alla politica Numerosi studiosi hanno proposto diverse interpretazioni della difficoltà degli esseri umani ad agire contro il cambiamento climatico, fornendo diverse visioni del peso della razionalità, della cultura, dei fatti e dai valori. Lo studio dei comportamenti in campo economico e politico permette di chiarire meglio questi meccanismi. Dobbiamo a Daniel Kahneman e Amos Tversky la dimostrazione  di come le decisioni dell’homo oeconomicus violino sistematicamente alcuni principi di razionalità e siano guidate da un serie di...
ComunicazionePsicologiaSociologia

Fatti o valori: cosa conta nella percezione del rischio climatico? (I parte)

Nell’estate del crollo dei ghiacci della Marmolada, della grande siccità, degli incendi e dell’appello della comunità scientifica italiana perché la politica si prenda carico del cambiamento climatico, rimane la sensazione di una sproporzione tra l’enormità della questione e la relativa scarsa reattività del corpo sociale e politico. La distanza, insomma, tra comunicazione e partecipazione, conoscenza e mobilitazione. Quasi che non bastassero gli enormi interessi in gioco per spiegare l’in-azione climatica, l’inerzia politica. Natura o cultura, psicologia o istituzioni? Alcuni anni...
ElezioniPolitica

L’analisi degli impegni sul clima nelle elezioni politiche 2022

Numerosi componenti del Comitato Scientifico di Climalteranti hanno collaborato con l’Italian Climate Network alla valutazione dell’impegno all’azione sul clima delle forze politiche per le elezioni che si terranno il 25 settembre 2022. Nella valutazione finale sono stati considerati sia i programmi depositati presso il Ministero dell’Interno sia quelli resi disponibili in seguito sui siti web delle forze politiche, nonché le dichiarazioni dei leader dei partiti riportate dai principali quotidiani o disponibili sui social. I 10 criteri utilizzati sono quelli presentati...