Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

Search Results for "Franco Battaglia "

Franco Battaglia sbaraglia gli avversari: 112 errori in 31 pagine

In un libretto uscito allegato a il Giornale, il professore dell’Università di Modena ha riproposto le sue solite sciocchezze sul tema del riscaldamento globale. Un’analisi di dettaglio ha contato 112 affermazioni sbagliate, di cui 16 nel primo capitolo, nientemeno che una “Lettera al Papa”.  

Nel libretto uscito nelle edicole il 6 luglio con “Il Giornale”, poche settimane dopo il “Mein Kampf, intitolato “Mezze stagioni, mezze verità. Contro il falso mito del riscaldamento globale”, il Prof. Franco Battaglia ha stabilito un nuovo record, in grado di polverizzare tutte le precedenti prestazioni sue e di altri negazionisti climatici.

Nelle 31 pagine del testo anche questa volta non si trovano nuovi argomenti o tesi scientifiche, molte delle cose scritte sono confutate da anni, a partire dal capitolo a lui dedicato di “A qualcuno piace caldo”. La cosa interessante è anzi che sono riproposti gli stessi argomenti, senza curarsi del fatto che in molti casi sia stata la realtà, e non solo la scienza del clima, a confutarli.

Molti sono i tratti divertenti del libretto, a partire dal Capitolo 1, la “Lettera al Papa” presentata nel preambolo con “Era il giugno 2015 quando alla Casa Santa Marta ricevettero la lettera. Da Francesco a Francesco” (uno dei due Francesco è Battaglia, l’altro è solo il Papa), e che contiene frasi come “Temo, allora, che il diavolo si sia insinuato nei cuori di coloro che L’hanno consigliata” e “credo che a volte non sia stato lo Spirito Santo la Sua guida”. Notare che la versione online della lettera (che si può leggere qui), pubblicata nel settembre 2015, contiene molti numeri diversi da quella del libretto de Il Giornale, anche questi sbagliati.

Nello spirito di servizio di questo blog, ci limitiamo ad una sintetica enumerazione dei 16 evidenti errori presenti nel primo capitolo. Continue Reading »

125 responses so far

Un delirio a Otto e mezzo: altri record per il Prof. Battaglia

Nella puntata di Otto e mezzo del 28 settembre, il presunto esperto Prof. Franco Battaglia è riuscito a proferire 24 fra falsità e dati sbagliati sul tema dei cambiamenti climatici nei suoi 11 interventi durati in tutto 10’33”. In media, un errore ogni 26 secondi. Ogni volta che prende la parola in media riesce a dire almeno due cose sbagliate. Abbiamo scritto una lettera alla conduttrice.
È stata inoltre creata
su Change.org una petizione “Cambiamenti climatici: nessuno spazio per posizioni antiscientifiche nei media”. Il Comitato Scientifico di Climalteranti aderisce ed invita ad aderire.

 

Gent. Dott.ssa Gruber,

nella puntata di Otto e mezzo del 28/9/2019 il Prof. Franco Battaglia ha prodotto un numero incredibile di affermazioni palesemente scorrette sul tema dei cambiamenti climatici, peraltro senza un contraddittorio con veri esperti della materia.

Abbiamo elencato e confutato alcune delle falsità e degli errori nell’appendice a questa lettera. Le più gravi riguardano la relazione tra clima e il principale gas serra, la CO2 (voci 1-4), relazione che il prof. Battaglia nega, in contrasto con praticamente la totalità degli studiosi dell’argomento (voce 5). Non ritenendo il problema climatico reale, arriva quindi a screditare i tentativi di affrontarlo avviati in tutto il mondo (voci 6-10).

Con franchezza le scriviamo per dire che riteniamo sia davvero sbagliato presentare come “esperto” chi non lo è. Il Prof. Battaglia non è un esperto in materie riguardanti il clima. Ha solo 2 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali negli ultimi 25 anni, un numero scandalosamente basso per un docente universitario, e nessuna delle due riguarda temi del cambiamento climatico o, in generale, dell’energia e dell’ambiente. Continue Reading »

151 responses so far

Il metodo Battaglia, ovvero dell’autoreferenzialità

La maggior parte dell’intervento del Prof. Franco Battaglia al convegno dello scorso 3 marzo non ha riguardato il tema dei cambiamenti climatici, ma quello dell’energia. Come si può ascoltare nella registrazione audio che abbiamo trovato qui e qui, Battaglia ha spiegato le sue ricette per la produzione economica di energia e per far fronte al problema del picco del petrolio. La tesi da lui sostenuta, come in occasione passate, è l’inutilità del risparmio energetico, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, e la necessità di affidarsi interamente all’energia prodotta attraverso la fissione nucleare.
Alcune frasi sintomatiche sono “Di uranio come combustibile nucleare ce n’è per 10.000 anni…“, “Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti vuole creare nuovi posti di lavoro nel settore del fotovoltaici e dell’eolico e fa un grosso errore…” e “Non è la produzione di energia che crea posti di lavoro ma il consumo di energia”
Senza entrare troppo nel merito, che ci porterebbe fuori dall’obiettivo di questo blog, sorprende ancora la lontananza delle tesi di Battaglia da quanto proposto dal resto della comunità scientifica, come era avvenuto per le tesi sulle responsabilità umana sulle variazioni climatiche (vedi il post precedente). La stragrande maggioranza degli studi proposti nella letteratura scientifica propongono una risposta al problema climatico ed energetico formata da diverse strategie e tecnologie, in cui l’efficienza energetica e le energie rinnovabili giocano un ruolo importante: “Portfolio of options”, si dice in inglese. Ci sono intere riviste scientifiche che ne parlano, con ricerche che durano anni e alla fine sono pubblicate in lavori complessi ed interessanti, come ad esempio i famosi lavori di Pacala e Socolow, questo lavoro europeo, o la sintesi dell’IPCC.

Climalteranti ha quindi chiesto spiegazioni al Prof. Battaglia, in una breve intervista effettuata al termine del convegno del 3 marzo, il cui video è disponibile qui.
L’intervista merita di essere vista perché contiene la spiegazione di quello che potremmo chiamare il ”metodo Battaglia” per la produzione di una pubblicazione scientifica, che non si basa sul sottoporre le proprie tesi alle forche caudine della peer review, ma nel pubblicare un libretto per una casa editrice sconosciuta, con la prefazione di una personalità politica, e attendere che qualcuno prima o poi lo critichi.
Battaglia afferma di essere pronto a ritirare il libretto qualora qualcuno avanzasse delle critiche; le critiche sono arrivate, ma il prof. Battaglia non le ha forse viste.

In altre parole, mentre il metodo standard per una pubblicazione scientifica è:
1)    Si propone il lavoro ad una rivista scientifica del settore, dotata di sistemi di peer-review;
2)    Si risponde alle eventuali osservazioni pervenute durante la revisione;
3)    Si risottopone il lavoro che, se viene ritenuto valido, viene pubblicato
il metodo Battaglia è, invece:
1)    Si cerca una casa editrice sconosciuta per pubblicare la propria tesi;
2)    Si chiede ad una personalità politica di fama di scrivere una prefazione;
3)    Dopo la pubblicazione si evita di rispondere alle stroncature affermando che non ci sono critiche.

L’intervista contiene, poi, almeno due passaggi spassosi.
Il primo quando Battaglia risponde all’osservazione che “non si tratta di una pubblicazione scientifica” affermando “è una pubblicazione scientifica… perché l’ho scritta io…”.
Il secondo contiene la spiegazione del motivo della mancanza di pubblicazioni scientifiche del Prof. Battaglia sull’argomento in questione (energia), già mostrata sul tema del clima: gli argomenti delle strategie energetiche sono… “troppo semplici”.. “banali” ! Lui pubblica su argomenti di meccanica quantistica, che sono difficili, mica su questioni “semplici” come le strategie energetiche. La cosa strana è che nessuno lo invita a parlare di meccanica quantistica, mentre riesce a farsi passare come esperto di energia e di clima.
Certo che sono mattacchioni gli studiosi che pubblicano le loro analisi sulle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici su Energy, su Energy policy o su Climate policy, e che perdono tempo a pubblicare testi scientifici su questi temi, quando tutto è… così banale!

Guarda l’intervista realizzata da Climalteranti qui .

A cura di Stefano Caserini, con contributi di Claudio Cassardo, Paolo Gabrielli, Daniele Pernigotti, Marina Vitullo.

21 responses so far

Dal negazionismo al livore: e magari chiedere scusa?

Il negazionismo ha finito gli argomenti ed è passato agli insulti: gli stessi che fino a ieri negavano l’aumento delle temperature o le responsabilità umane, oggi gettano fango e livore su Greta Thunberg.

Il grande aumento dell’interesse dei giovani e dei media per la questione climatica ha portato molti commentatori a discutere sulla giovane attivista svedese Greta Thunberg, che è riconosciuta come l’ispiratrice delle manifestazioni di “Fridays for future, Strike4 Climate e “Extinction Rebellion” avvenute in tutto il mondo, in cui si chiede di agire in modo deciso e rapido contro il riscaldamento globale. È interessante notare come le reazioni di insofferenza e fastidio sono arrivate in larga parte da parte di quanti, in passato, hanno negato l’esistenza del problema (“le temperatura non sta aumentando”…), la gravità dei cambiamenti attuali  (“il clima è sempre cambiato”…), o le responsabilità delle attività umane (“è colpa del sole… dei raggi cosmici… ecc”). Molti dei nomi noti per chi segue Climalteranti sono ricorsi agli insulti.

Molti ormai non negano più l’esistenza del problema, o la sua gravità. Ma non possono accettare che diventi così importante e prioritario, e che sia una ragazzina sedicenne a spiegare in modo schietto come stanno le cose: per chi per tanti anni ha raccontato frottole o minimizzato i rischi legati ai cambiamenti climatici, le parole di Greta Thunberg sono degli schiaffi (meritati). Il trash logico e morale che descriveva un complotto degli scienziati mondiali intento a propagandare la bufala del riscaldamento globale ha lasciato spazio al complottismo sui secondi fini della sedicenne attivista svedese, di sua madre, dei suoi presunti “manipolatori” o dei suoi supporter. Il tutto condito con il solito disprezzo per i fatti, tanto paternalismo e parecchia misoginia. Vediamo alcuni esempi. Continue Reading »

26 responses so far

Se il negazionista neppure s’impegna più

Il freddo dell’inverno nell’emisfero nord del nostro pianeta ha portato, oltre alla neve, il ghiaccio, i raffreddori e le influenze, il solito tweet di Donald Trump, malauguratamente diventato Presidente degli Stati Uniti: “La costa est degli Stati Uniti è investita da un’ondata di gelo e per la vigilia di Capodanno sono attese temperature polari. Potremmo usare un po’ di quel buon vecchio riscaldamento globale per proteggerci dal quale il nostro Paese, e non altri, sta pagando migliaia di miliardi di dollari. Copritevi bene!

Quest’ennesima idiozia del magnate newyorkese è stata accolta da numerosi articoli, sul web e sui giornali, che hanno spiegato per l’ennesima volta l’errore basilare di Trump, la confusione fra il meteo di una zona molto piccola del pianeta e il clima globale. Interessanti anche i numerosi tweet che hanno scherzato sul tema, ad esempio “Trump twitta come un bambino che odia l’ora di scienze”, “perché c’è la fame nel mondo se io sto mangiando un BigMac?”, “perché fa freddo se il sole è caldo?”, “questa è la cosa più stupida che hai twittato nel 2017, e questo non è poco…”.

Su Il Giornale del 30 dicembre è invece andato in onda il solito distacco dalla realtà, il solito trash intellettuale e morale, ma in modo un po’ diverso dal solito. Continue Reading »

27 responses so far

Tutti i Post

497. Il ritiro dei ghiacciai dell’Everest visto dal Laboratorio Piramide e l’importanza della ricerca in alta quota
496. La doppia sfida CO2 / qualità dell’aria e l’inevitabile ascesa delle auto elettriche
495. La ricetta verde di Trump non esiste
494. I megaincendi dell’Australia: perché una leadership negazionista nuoce alla salute
493. Nuovi link sul clima
492. La giostra del tempo senza tempo
491. 2019: tanto per cambiare, ancora un anno sul podio
490. Le foreste ci salveranno?
489. L’ambiguo insuccesso della COP25
488. La COP25 di Madrid e l’art. 6 dell’accordo di Parigi
487. Mercanti di dubbi
486. Appello degli scienziati del mondo sull’emergenza climatica
485. L’esperto di energia che fa errori madornali sul cambiamento climatico
484. Una risposta a Beppe Severgnini: non c’è la libertà di disinformare
483. Un delirio a Otto e mezzo: altri record per il Prof. Battaglia
482. Premio “A qualcuno piace caldo” 2018
481. Buona settimana per il clima e buon #climatestrike
480. Introdurre un prezzo minimo sulle emissioni climalteranti: una Iniziativa dei Cittadini Europei
479. Record di caldo e prime “mobilitazioni climatiche” sindacali in Italia
478. Alcune letture per le vacanze
477. Quattro mozioni per agire contro i cambiamenti climatici
476. Il riscaldamento globale è di origine antropica
475. Quando i grafici inquietano
474. Conoscere le emissioni, per meglio impostare il cambiamento
473. Chi chiede tagli drastici alle emissioni ha ragione
472. Dal negazionismo al livore: e magari chiedere scusa?
471. Il fiume ed i laghi della pianura ai minimi storici
470. La scienza del clima non è un’opinione: dai dati emerge la realtà
469. Anche un premio Nobel può raccontare cose sbagliate su clima
468. Buon #climatestrike
467. Quanto sono aumentate le temperature medie in Italia?
466. Le temperature annuali e il ruolo del Niño
465. 2018: il quarto anno più caldo a livello globale, il più caldo di sempre in Italia
464. A qualcuno piace caldo, 10 anni dopo

2018
463. I progressi del Katowice Climate Package
462. Un momento di chiarezza alla COP24
461. Raccontare la COP24: i 5 errori da evitare
460. Un convegno negazionista… nel 2018!
459. Principi per una comunicazione efficace e per il coinvolgimento dei cittadini sul cambiamento climatico
458. Perché conviene limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C
457. Comunicare minacce e opportunità per il cambiamento climatico
456. Il monte Ararat, i primi risultati della spedizione per i 150 anni del CAI.
455. Plastica nei mari e riscaldamento globale: quali relazioni?
454. Gli argomenti infondati di Ramella contro la mobilità sostenibile
453. L’incertezza non è nostra amica
452. Riscaldamento globale e migrazioni: quali relazioni?
451. Michael Mann in Italia
450. Dieci anni climalteranti
449. Tre tesi infondate del prof. Alimonti
448. Cambiamento climatico e rischio in montagna – 2: valanghe di neve: eventi recenti e scenari futuri
447. Strumenti creativi per parlare ai ragazzi del clima che cambia
446. I cambiamenti climatici nelle elezioni politiche 2018
445. I limiti fisici alla crescita economica
444. Arriverà del freddo (d’inverno succede), mentre il riscaldamento globale continua
443. FLICC! Cinque caratteristiche di tutti i negazionismi
442. Filosofia dei cambiamenti climatici
441. Se il negazionista neppure s’impegna più
440. 2017: il riscaldamento prosegue senza sosta

2017
439. Con quale precisione i modelli climatici hanno previsto il riscaldamento globale?
438. Trump, l’ENI, il budget di carbonio e l’Accordo di Parigi
437. I risultati della COP23
436. Tutti sulla stessa canoa
435. La banalità dei record del clima /2
434. Come funziona la censura di Trump & Co.
433. Cambiamento climatico e conflitti per l’acqua: l’Asia centrale a rischio
432. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2016
431. Effetto serra, effetto guerra
430. Katrina, Sandy, Hayan, Bopha, Harvey, Irma (Ivanka) e noi
429. Una risposta alla domanda che assilla il Prof. Zichichi
428. Ondate di calore e cambiamenti climatici: non occorre esagerare, la realtà è sufficiente
427. La falsa petizione “contro le eco-bufale” del Prof. Zichichi e Il Giornale
426. L’impossibile smentita delle zichicche
425. Il consumo di carne, i cambiamenti climatici e la salute
424. I climatologi negano l’esistenza di Donald Trump
423. Una “ola” per Federico Rampini
422. Il discorso di Trump: solo un diversivo?
421. WorldClimaps, uno strumento per accrescere la consapevolezza sui cambiamenti climatici
420. Le risposte degli scienziati – seconda parte: l’affidabilità dei modelli climatici
419. Le risposte degli scienziati – prima parte: le prove del riscaldamento globale
418. La protesta di Mark Cane contro “La Lettura”
417. È certo, il clima è surriscaldato
416. L’infortunio de “La Lettura”
415. Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle
414. Impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa
413. Il riscaldamento globale e il freddo dell’inverno
412. 2016, terzo – e straordinario – record consecutivo delle temperature

2016
411. Return of the river: l’epopea del fiume Elwha e delle sue dighe
410. Before the flood, un film da vedere
409. I risultati di Marrakech
408. L’effetto-Trump sulle politiche sul clima
407. Le obiezioni legittime, e quelle illegittime
406. Due ghiacciai d’alta quota collassano in Tibet: nuovi effetti del cambiamento climatico?
405. Tra Enciclica e Accordo di Parigi: addio ai fossili, benvenuta resilienza
404. Settimane importanti per il clima
403. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2015
402. La proposta di Effort Sharing europeo al 2030: -33% per l’Italia
401. Appello per reintrodurre Scala Mercalli nel palinsesto RAI
400. I cambiamenti del clima e le migrazioni
399. Da Parigi a Marrakech: cosa sta succedendo ai negoziati sul clima?
398. Franco Battaglia sbaraglia gli avversari: 112 errori in 31 pagine
397. Gli amici della serra
396. Le water towers dell’Asia a rischio per il cambiamento climatico: cosa riserva il futuro ?
395. In memoria di Guido Barone
394. Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima
393. Il mondo dopo Parigi
392. Le conseguenze dell’Accordo
391. Il record di firme per l’Accordo di Parigi
390. Perché votare SÌ al referendum del 17 aprile
389. 10 buone notizie sul cambiamento climatico
388. L’opinionista sull’orlo di una crisi di nervi
387. Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – seconda parte
386. Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – prima parte
385. L’Accordo di Parigi: cosa significa legalmente vincolante?
384. Lo scivolone di Oggiscienza
383. El Niño e il 2016
382. Cambiamento climatico e rischio in montagna 1. L’influenza del clima sulle valanghe
381. Da scienziato, mi vergogno di quanto poco stiamo facendo riguardo al cambiamento climatico
380. Sette settimane in Tibet: i pendolari della Stazione Glaciale Internazionale
379. 2015: temperature record con distacco

2015
378. Accordo di Parigi: consigli di lettura.
377. La sostanza dell’Accordo di Parigi
376. Accordo in vista a Parigi
375. COP21: La prospettiva dei piccoli stati insulari
374. Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi
373. Clima: l’appello degli scienziati italiani
372. Il record di una giornalista disinformata
371. Un altro passo in avanti verso l’accordo di Parigi
370. Dai 148 “INDC” un primo freno alle emissioni globali
369. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare: il caso del riso in pianura padana
368. Premio “A qualcuno piace caldo” 2014: non assegnato
367. Il clima futuro in Italia
366. Il ruolo della crisi nella riduzione delle emissioni nazionali di gas serra
365. Fotografie e video sui cambiamenti climatici
364. Abbagliati dal Sole
363. Svanita la presunta pausa del riscaldamento globale
362. I numeri della Cina per la COP21 di Parigi
361. #denial101x e altri corsi on line sui cambiamenti climatici
360. Il pressing del G7 per l’accordo per il clima
359. Perché sono diminuite le emissioni di gas serra in Italia?
358. La verità non detta sul cambiamento climatico
357. Perché il 2015 sarà (molto probabilmente) un altro anno con temperature record
356. Notizie dall’Alpine Glaciology Meeting 2015
355. Come i cambiamenti climatici hanno influito sulla guerra in Siria
354. Riduzione delle emissioni di black carbon: funzionano i filtri antiparticolato?
353. Negoziati sul clima: arrivano i primi impegni in vista della COP21 di Parigi
352. Quando il critico televisivo vuole essere rassicurato
351. Il clima di mia figlia e il mio
350. Scala Mercalli, si parla di clima in televisione in prima serata
349. Cambiamento climatico e conflitti globali: c’è un nesso causale ?
348. L’en plain dei record delle temperature
347. Far finta di niente sul cambiamento climatico
346. Le molte alternative nella bozza del nuovo accordo sul clima 
345. Il 2014: in pratica l’anno più caldo dall’inizio delle misure

2014
344. La sesta estinzione di massa
343. Il richiamo di Lima per l’azione sul clima
342. A Lima una settimana cruciale
341. Rischio climatico e adattamento: alcune proposte
340. Gli imbrogli del prof. Pedrocchi
339. Una risposta a chi chiede di non agire contro il riscaldamento globale
338. Il nuovo anno record delle temperature globali
337. Ghiacciai, vulcani e riscaldamento globale: quale relazione?
336. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2013
335. Il Climate Summit e la settimana per il clima di NY°C
334. Ma quanti errori, dott. Scafetta! – prima parte
333. Tre equazioni sul clima
332. C’è ancora chi crede alla Groenlandia-terra-verde
331. Climalteranti aderisce al Power Shift Italia
330. Bruciare più combustibili fossili per salvare milioni di vite ?
329. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare. 2) Il bacino dell’ Indrawati, Himalaya. 
328. Le solite fasi del negazionismo climatico
327. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare. 1) Il caso del mais in pianura padana.
326. Notizie dagli USA: limiti alla CO2 delle centrali elettriche
325. Gli albori del negazionismo sul clima: la “strategia del tabacco”
324. Gli implacabili attacchi contro lo scienziato del clima Ben Santer
323. La banalità dei record del clima
322. Gli impatti del cambiamento climatico sul territorio negli USA
321. La soglia psicologica dei 400 ppm di CO2
320. L’effetto serra e il motore del sistema climatico
319. Disinformazione sul clima dall’Huffington Post
318. Clima, bene comune
317. Mitigare è possibile, ma va fatto presto e in profondità
316. Non ci sono pasti gratis, ma non è un pasto costoso
315. Non si scherza con la salute!
314. Altre invenzioni dal “fantasy editor” del Corriere
313. Quinto rapporto IPCC: (molti) impatti, (poco) adattamento, (grandi) vulnerabilità
312. Da Bonn, aggiornamenti sui negoziati climatici
311. Le “Madeleines” del negazionismo climatico
310. Prospettive di riduzione di gas serra dal trasporto su strada
309. Il ruolo della mobilità elettrica nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti 
308. Capire il clima che cambia: le teleconnessioni NAO e El Niño
307. Se vedi qualcosa, dì qualcosa
306. Il nuovo obiettivo europeo al 2030: -40% di emissioni di gas serra
305. I conflitti fra le politiche sul clima e sull’ aria: il caso del diesel
304. La Repubblica dell’apocalisse
303. Il freddo e il caldo di una settimana… non sono il clima del pianeta
302. Tranquilli, il riscaldamento globale non si è fermato
301. Il negazionismo climatico e il Signor Veneranda

2013
300. Hansen: stiamo facendo scadere il tempo
299. Il livello del mare nel V Rapporto IPCC
298. L’intreccio fra l’aria e il clima
297. Riscaldamento globale: quale impatto su El Niño e La Niña?
296. Le novità racchiuse nella COP19 di Varsavia
295. La COP di Varsavia e lo scoglio dell’equità
294. Il ritiro dei ghiacci del Kilimanjaro: regola o eccezione?
293. L’interpretatore creativo della BBC
292. Lo strano caso del giornalista che non sa leggere
291. Perché le precipitazioni saranno più intense nella regione Euro-Mediterranea
290. In futuro precipitazioni più intense nella regione Euro-Mediterranea
289. “2052”, ritorno al (grigio) futuro
288. La disinformazione sul clima di Danilo Taino
287. Le 10 conferme del Quinto Rapporto IPCC
286. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2012
285. Le 5 fasi del negazionismo climatico
284. Altri scivoloni di Giovanni Sartori
283. L’inevitabilità dell’innalzamento del livello del mare
282. Candidati per il Premio “A qualcuno piace caldo 2012”
281. Ma le statistiche del caldo stanno cambiando
280. Quindici anni di mazze da hockey
279. Riprodurre l’effetto serra in un laboratorio di Fisica
278. Come si scaldano le stagioni in Italia
277. Due secoli di riscaldamento globale in Italia
276. L’aumento delle emissioni di HFC e il riscaldamento globale
275. Se il sole si acquieta
274. Essere obiettivi quando si parla di scienza del clima
273. Ma quanto è bella la CO2? – parte 2
272. Ma quanto è bella la CO2? – prima parte
271. La catena degli errori
270. La variabilità non è la tendenza, accid…
269. Guy Callendar, 75 anni dopo
268. La sedia a rotelle, una nuova icona per il clima
267. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte III – le criticità
266. È nata la Società Italiana per le Scienze del Clima
265. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte II – cosa si può fare.
264. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte I
263. Un articolo con poche idee e tutte copiate
262. Cambiamenti climatici, una questione morale
261. I periodi caldi del passato e il riscaldamento attuale
260.  Il riscaldamento globale è arrivato anche in Antartide Occidentale
259. Estrazione del biossido di carbonio dal sottosuolo: è una buona idea?
258. I nuovi termini del negoziato sul clima – Parte 1: “Loss and damage”
257 Temperature globali del 2012, ancora in zona medaglia

2012
256. Imparare dalle catastrofi
255. A Doha altri passi deboli e ambigui
254. Esaurimento dei combustibili fossili, riscaldamento globale e innalzamento del livello del mare
253. Tempi preoccupanti
252. Il cambiamento climatico e le torri d’acqua dell’Asia
251. Come accelerare la mitigazione dei cambiamenti climatici
250. Una storia positiva?
249. 2012, annus horribilis del ghiaccio artico?
248. Percezione dei cambiamenti climatici: questione di scienza o di psicologia?
247. La prospettiva degli Inuit sui cambiamenti climatici recenti
246. Le metriche degli eventi estremi
245. Anche nelle Marche il caldo dell’estate 2012 è stato da record
244. I distacchi rocciosi in alta montagna e il ruolo dei cambiamenti climatici
243. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2011
242. Dal suolo arido al grande caldo
241. Un’altra estate rovente e siccitosa sull’Emilia-Romagna
240. Caligola, Lucifero e… Bernacca…
239. Un altro caso di doping
238. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2011”
237. RIO+20, sicurezza alimentare e cambiamento climatico
236. La casa brucia e noi pensiamo al portafoglio perso
235. Quando il meteorologo straparla sul riscaldamento globale
234. Anche i ghiacciai del Caucaso sono in rapido ritiro
233. UNFCCC a Bonn: negoziato debole e noioso
232. L’imbroglionica e lo scetticismo necessario
231. Dalle azioni individuali di mitigazione un contributo per il clima?
230. Il clima fra Italia e Corea
229. Dalla ricerca alla politica e ritorno
228. 2015, nessun picco di riscaldamento previsto
227. Caldo estremo
226. La scienza del clima è un sforzo cooperativo
225. Al Casinò del clima può uscire lo zero o il doppio zero.
224. Perché sbagliano gli scettici del riscaldamento globale
223. Chi è il padre della teoria dell’effetto serra?
222. Ritorno al Medioevo?
221. Due conferenze di Gavin Schmidt
220. Tutta l’acqua del mondo
219. Tanto rumore per il metano
218. Limitare i cambiamenti climatici a breve termine e migliorare la qualità dell’aria
217. Il vertice di Durban e i media: notizie a confronto
216. Sapere o Ignorare ?
215. Terremoti nell’Ohio provocati dall’ “Hydraulic fracking” ?
214. Una firma fuori posto per il prof. Zichichi
213. La grande sete
212. In inverno può fare molto freddo
211. I rischi per l’acqua delle Alpi
210. Neve chimica? No, è neve da nebbia
209. Il cigno nero del clima
208. AAA cercasi campagne di comunicazione sul cambiamento climatico
207. 2011: un’altra conferma del caldo anomalo
206. Da Pierluigi Battista ancora offese e invenzioni
205. Sintesi della conferenza sul cambiamento climatico di Durban

2011
204. Come smascherare il trend nascosto dalla variabilità climatica
203. L’importanza degli accordi di Durban
202. Le vere risposte alla crisi climatica arriveranno dal basso
201. Cos’è successo nella notte insonne di Durban?
200. Cinque grafici per una cena
199. FAQ – domande più frequenti (e risposte)
198. L’incerto futuro del Protocollo di Kyoto
197. Riscaldamento globale e contenuto di calore degli oceani
196. E intanto…’sto buco dell’ozono? (parte terza)
195. L’impatto combinato dei cambiamenti del clima e dell’uso del suolo
194. Clima, tempeste e alluvioni
193. Ecco perché il riscaldamento globale non si è fermato
192. Progetto BEST: un’altra conferma dell’aumento delle temperature globali
191. Cassandra nel XXI secolo
190. Un altro “fact-checking” per il dott. Scafetta
189. La fusione dei ghiacci in Groenlandia
188. La fatica della scienza
187. John Tyndall e l’assorbimento del calore radiante
186. Una previsione da cestinare
185. Gli ostacoli cognitivi ai cambiamenti climatici
184. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2010
183. Ridurre i gas serra dal ciclo dei rifiuti
182. Appuntamenti sul clima in settembre
181. Calano le emissioni di gas serra; solo colpa della crisi?
180. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2010”
179. Meraviglie della climatologia olistica
178. 2000 anni di livello del mare
177. Psicologia e cambiamenti climatici
176. Mercato volontario e foreste: attenti al doppio conteggio
175. L’ IPCC incorona le energie rinnovabili
174. Il clima cambia anche in Italia
173. Ancora errori da Franco Prodi sul clima
172. Le scelte per gli Stati Unit
171. Didattica sul clima, una miniera sul webi
170.Un’altra occasione sprecata
169. Climate-scope: osservare il cambiamento climatico con Google Earth
168. Verso i piani di adattamento climatico: lezioni da Fukushima
167. L’esaurimento dei combustibili fossili e il clima: seconda parte
166.La teoria di Milankovic non vacilla
165. L’esaurimento dei combustibili fossili ci salverà dal riscaldamento globale?
164. L’ energia nucleare non è indispensabile
163. Il problema della CO2 in sei passi facili
162. Ad ognuno la sua “peer review”
161. I feedbacks nel sistema climatico
160. E intanto…’sto buco dell’ozono? (Parte seconda)
159. E intanto: ‘sto buco dell ozono? (Parte prima)
158. Anche in Europa centrale temperature senza precedenti
157. Un pianeta e un dibattito che scotta
113. La COP16 e la fine del diritto di veto
156. Il 2010, un altro anno nero per il negazionismo climatico
155. Inverni rigidi e riscaldamento globale: dall’ABC allo stato dell’arte
154. Solar: energia del sole, pigrizia dell’uomo
153. Qualche approfondimento sul ciclo del carbonio
152. Temperature 2010: un altro anno caldo in zona record
151. Un inverno freddo in un mondo che si sta scaldando?

2010
149. La svolta di Cancùn sulla mitigazione
148. Il professore da Guinness dei primati
147. Il passo avanti di Cancun
146. L’ Artico senza ghiaccio
145. James Hansen in Italia
144. La necessità e l’urgenza di comunicare il problema climatico
143. Un argomento non valido contro gli impegni di riduzione delle emissioni
142. Benvenuti su Terraa – un pianeta ostile dove dobbiamo farcela
141. Il primo scettico del riscaldamento globale
140. Le tempeste dei nipotini di Hansen
139. Dalle fotografie sui ghiacciai la conferma del clima che cambia
138. L’incredibile riscaldamento globale
137. Come funziona la disinformazione
136. Buon 35° compleanno, riscaldamento globale!
135. Assegnato il premio A qualcuno piace caldo 2009
134. Claude Allègre vs i climatologi francesi: la bataille per i cambiamenti climatici
133. Le emissioni di metano dal permafrost artico e i pericoli per il futuro del clima
132. Un caso di disinformazione di Tuttoscienze
131. Tuttoscienze o tuttobufale?
130. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2009″
129. In ricordo di Steve Schneider
128. Il “gemello cattivo” del surriscaldamento globale
127. L’invenzione delle contrapposizioni scientifiche
126. Alla ricerca dell’energia nascosta
125. L’errore esogeno del Prof. Panebianco
124. A conclusione del 4° Anno Polare Internazionale 
123. Aggiornamenti sull’accumulo di calore negli oceani
122. Chiuso il capitolo Copenhagen. Ora si guarda a Cancun
121. Che vi prende, gente?
120. Temperatura e CO2 nel passato
119. Al bar con Pierluigi Battista
118. Posti di lavoro nel settore dei cambiamenti climatici
117. Un ricordo di Volfango
116. Il riscaldamento nascosto
115. Ma i ghiacciai dell’Himalaya continuano a ritirarsi
114. Perché si è sgonfiato il Climategate /1 – Il trucco che non c’era
113. Dove è nato il termine “Climalteranti”?
112. Cos’è il catastrofismo?
111. Una clausola che non esiste (repetita iuvant)
110. Clima passato e futuro (seconda parte): i modelli regionali del clima e i dubbi del prof. Visconti
109. Clima passato e futuro: perché la Scienza avanza – prima parte
108. Il metano artico in movimento?
107.  Sealevelgate
106. Non conviene basarsi su un’unica fonte
105. Diritto di dissentire, o di insinuare e offendere?
104. Tu quoque, Giorello
103. Il clima, il vento dell’opinione e il vento della storia
102. Una storia semplice
101. Diffidare di chi usa il mattone della vita
100. CHE FINE HA FATTO TUVALU?
99. Quando su Kyoto si danno i numeri
98. L’IPCC non è infallibile (incredibile!)
97. I ghiacciai alpini NON stavano peggio 70 anni fa
96. La comune dimensione etica dei cambiamenti climatici
95. Aggiornamenti dei confronti tra i dati modellistici 
94. 2012, fine del mondo o della scienza?
93. Sull’affidabilità dei modelli /3-conclusione: perché sono urgenti le azioni di adattamento
92. 2009: un anno caldo che è sembrato freddo
91. Sull’affidabilità dei modelli /2: gli ultimi – preoccupanti – scenari del progetto ENSEMBLES
90. Sull’affidabilità dei modelli /1: GCM e modelli statistici
89. COP15: luci, ombre …e bufale
88. E’ la volta di Radio Maria: le vie della disinformazione sono infinite
87. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2008

2009
86. Come evitare una brutta figura…
85. Il punto di non ritorno del clima
84. Copenhagen a portata di clic
83. Dalle email rubate… tre motivi per rimanere di buon umore
83. 2-Come non contestare quello che l’IPCC non scrive
82. Funerale senza il morto
80. Purtroppo, i negazionisti climatici continuano ad avere torto /1
79. Emissioni dall’agricoltura: attenzione alle differenze
78. Hey Ya! (mal)
77. C’è un altro termine per indicare il negazionismo?
76. Dal diario di bordo: bufala a diritta
75. Quattro regole per il blog
74. Picco del petrolio e riscaldamento globale: una cosa esclude l’altra?
73. La CO 2 in atmosfera non è mai stata così bassa ?!?
72. Servizi climatici
71. La soluzione delle dispute tecniche in ambito scientifico
70. Aperte le votazioni per il premio “A qualcuno piace caldo 2008”
69. Climalteranti compie 1 anno
68. Economia e politica climatica
67. Gli errori gravi di un giornalista pignolo
66. Un caso di disinformazione di Tuttoscienze
65. Altre leggerezze
64. A rischio il Registro nazionale delle emissioni e delle quote di emissione del Protocollo di Kyoto?
63. Sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete
62. G8 e MEF concordano sui 2 gradi: la palla passa a Copenaghen
61. Il 1912.. praticamente ieri
60. Ancora lontano un secondo accordo sul Clima
59. Un avvertimento da Copenhagen
58. Sull’ Over-fitting
57. Java Climate Model: il sistema climatico a portata di click
56. Due Appuntamenti
55. Zichicche (n+1): i batteri dormiglioni
54. ACRIM vs PMOD
53. I modelli del clima e la gestione dell’incertezza
52. Le variazioni climatiche durante l’ultimo milione di anni: mandanti, killer e alibi (seconda parte)
51. Le variazioni climatiche durante l’ultimo milione di anni: mandanti, killer e alibi (prima parte)
50. 99 Mesi ?!?
49. La radiazione cosmica… non ce la fa
48. Gli effetti degli Aerosol e il clima, seconda parte: il ruolo della nucleazione e dei raggi cosmici
47. La formazione degli Aerosol e il clima, prima parte
46. Un bel libro con una Prefazione poco aggiornata
45. Esiste una “clausola di revisione” del Pacchetto 20-20-20 ?
44. Plutone, un errore del 22600% e la calotta polare riformata
43. Con tutto il dovuto rispetto
42. Meraviglia, sconcerto, o qualche allegra risata?
41. L’inevitabilità delle azioni di adattamento
40. Il tempo di risposta tra temperatura e CO2 (Gore l’ha azzeccato)
39. Il metodo Battaglia, ovvero dell’autoreferenzialità
38. Consiglio per un giovane blogger del clima
37. Un convegno sul clima senza climatologi /2: il chiacchierone del clima
36. Un convegno sul clima senza climatologi /1 – Il supermondo e l’Hiroshima culturale.
35. Per un dialogo corretto fra scienza e decisori politici: no ai convegni sul clima senza climatologi
34. Incendi e calore estremo nell’Australia sudorientale
33. Dicembre 2008 e gennaio 2009: eccezionali veramente?
32. Irreversibile non significa inarrestabile
31. Un aggiornamento dell’indice globale dei ghiacciai
30. Perchè sono attendibili le serie storiche dei dati di temperatura globale
29. Il mare raggiungerà “I livelli dell’ultima era glaciale”
28. Dalla neve all’era glaciale – parte 2
27. Nota informativa del Focal Point IPCC – Italia
26. Lo stato dell’Antartide: più caldo o più freddo?
25. A qualcuno piace la termodinamica
24. Raffreddamento globale, ghiacci Artici, previsioni dell’IPCC
23. Le sintesi e la manipolazione della temperatura del 2008
22. Dalla neve all’era glaciale – parte 1
21. Buchi dell’ozono e raggi cosmici 

2008
20. Il report “Non IPCC”
19. Assegnato il Premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2007
18. E ora tocca al conto energia? Alcune considerazioni dopo l’attacco al 55%
17. Primi giorni per la Conferenza, ultimi giorni per il premio
16. Attenzione alla differenza!
15. Pacchetto 20-20-20: gli errori nei numeri del Ministero dell’Ambiente
14. Il riscaldamento globale si è fermato nel 1998?
13. C’è anche un altro modo per non rispettare il Protocollo di Kyoto
12. Politica climatica italiana: c’è tempo fino a dicembre per cambiare posizione
11. Greenspan, Einstein e Reich
10. Una tempesta solo italiana?
9. Ancora i trends troposferici tropicali (ancora)
8. Di cosa si parla nell’attuale dibattito sul 20-20-20
7. Palin sul riscaldamento globale
6. Voglia di superfreddo
5. L’inutile confutazione di un allarmismo inventato
4. Quanto aumenterà il livello del mare?
3. Cosa dicono realmente i modelli dell‘IPCC 
2. Raffreddamento Globale – scommettiamo?
1. L’ennesima bufala sul raffreddamento globale

One response so far

Il professore da Guinness dei primati

In uno dei soliti articoli in cui Franco Battaglia scarica insulti verso i partecipanti alle Conferenze sul clima, c’è una frase da record, con 6 numeri sbagliati su 7.

Prof. Franco Battaglia Il Prof. Franco Battaglia è tornato a scrivere sul tema dei cambiamenti climatici. Come al solito, non sulle riviste scientifiche, ma sul quotidiano “Il Giornale“, con gli articoli del 1° dicembre “Anche gli ambientalisti sono diventati eco-scettici” e del 13 dicembre “L’ecobufala dal vertice Onu: il “pacco” per gli ambientalisti“.

Come tutti gli anni, in occasione delle Conferenze delle Parti della Convenzione sul Clima il professore scrive il solito articolo in cui descrive come carnevalate le conferenze stesse e irride acido alle loro conclusioni, a suo dire sempre fallimentari. Il 1° dicembre aveva quindi scritto la sua previsione sull’esito della conferenza di Cancun: (Attendetevi quindi il 16mo fallimento. Come lo so? Esattamente come sapevo che sarebbero state un fallimento tutte le Cop precedenti) e che i suoi partecipanti ci avrebbero propinato “fuffa“. Come visto in un precedente post, le cose quest’anno sono andate diversamente; il Prof. Battaglia se ne è accorto, e ha scaricato la sua rabbia con un articolo livoroso, iniziato con l’elegante “Onanismo sfrenato, quello dei convenuti a Cancun” e proseguito definendo i partecipanti “fessi del mondo” e (come nel 2007) “sfaccendati“.

Continue Reading »

28 responses so far

Assegnato il premio A qualcuno piace caldo 2009

In seguito alla votazione effettuata dai membri del Comitato Scientifico di Climalteranti.it, il vincitore del premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2009 è risultato essere il quotidiano “Il Giornale”.
Di seguito la motivazione. Il premio che sarà inviato dal Comitato Scientifico al direttore de Il Giornale è una copia del libro “Guida alle leggende sul clima che cambia”.

.

Premio “A qualcuno piace caldo” 2009

.

Per l’opera costante e approfondita di disinformazione sul tema dei cambiamenti climatici, culminata con i due titoli a caratteri cubitali dell’8 gennaio e 23 dicembre 2009, in cui si è approfittato delle nevicate invernali per mettere in discussione il riscaldamento globale, per l’editoriale “La balla spaziale” (sarebbe quella del riscaldamento globale) dell’8 gennaio 2009, nonché per aver ospitato un numero impressionante di articoli poco sensati sul tema dei cambiamenti climatici, a firma di Antonio Zichichi, Franco Battaglia e Paolo Granzotto”.

.

Al secondo e terzo posto si sono classificati i Senatori Possa, Malan e Fluttero, al terzo Antonino Zichichi.

Guarda qui gli altri candidati.

.

6 responses so far

Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2009”

Come tutti gli anni, riparte il tradizionale premio “A qualcuno piace caldo”, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici con l’intento di impedire, posticipare o rallentare le azioni di mitigazione contro i cambiamenti climatici”.

Da quest’anno il vincitore sarà scelto dal Comitato Scientifico fra i dieci candidati selezionati per l’anno 2009, in seguito elencati.
La proclamazione avverrà il giorno in cui il ghiaccio marino artico raggiunge la sua estensione minima, circa a metà settembre.
Tutti i lettori sono inviati a usare lo spazio dei commenti per:
–    segnalare altri possibili candidati
–    dare indicazioni aggiuntive sui candidati già selezionati, relative all’anno 2009
–    fornire indicazioni per il voto ai membri del Comitato Scientifico
–    proporre una motivazione per il premio.
Grazie e buone vacanze

Continue Reading »

52 responses so far

Stefano Caserini

Stefano Caserini

.

Ingegnere ambientale e dottore di ricerca in Ingegneria sanitaria, svolge da anni attività di ricerca nel settore dell’inquinamento dell’aria, degli inventari delle emissioni e della riduzione delle emissioni in atmosfera; si è occupato più recentemente delle strategie di riduzione dei gas climalteranti, della comunicazione del problema dei cambiamenti climatici e dei processi per la rimozione di CO2 dall’atmosfera. Titolare del corso di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Ha pubblicato nel 2008 il libro “A qualcuno piace caldo” , nel 2009 “Guida alle leggende sul clima che cambia” , nel 2012 “Imparare dalle Catastrofi”,  nel 2013 “Aria Pulita” e nel 2016 “Il clima è (già) cambiato. 10 buone notizie sui cambiamenti climatici” (nuova edizione 2019 “Il clima è (già) cambiato. 9 buone notizie sui cambiamenti climatici). È direttore responsabile e co-direttore scientifico della rivista Ingegneria dell’Ambiente, membro del direttivo della Società Italiana per le Scienze del Clima e coordinatore del Gruppo di lavoro “Cambiamenti climatici” della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile. È co-autore e interprete di “A qualcuno piace caldo – Conferenza spettacolo sul clima che cambia“.

.

Post pubblicati

L’ambiguo insuccesso della COP25

La COP25 di Madrid e l’art. 6 dell’accordo di Parigi

L’esperto di energia che fa errori madornali sul cambiamento climatico

Record di caldo e prime “mobilitazioni climatiche” sindacali in Italia

Quattro mozioni per agire contro i cambiamenti climatici

Quando i grafici inquietano

Chi chiede tagli drastici alle emissioni ha ragione

Dal negazionismo al livore: e magari chiedere scusa?

Anche un premio Nobel può raccontare cose sbagliate su clima

Quanto sono aumentate le temperature medie in Italia?

Le temperature annuali e il ruolo del Niño

A qualcuno piace caldo, 10 anni dopo

Un momento di chiarezza alla COP24

Raccontare la COP24: i 5 errori da evitare

Un convegno negazionista… nel 2018!

Cosa aspettarsi dall’imminente Rapporto speciale dell’IPCC su 1,5 gradi di riscaldamento globale?

Gli argomenti infondati di Ramella contro la mobilità sostenibile

Dieci anni climalteranti

Tre tesi infondate del prof. Alimonti

I cambiamenti climatici nelle elezioni politiche 2018

Se il negazionista neppure s’impegna più

Trump, l’ENI, il budget di carbonio e l’Accordo di Parigi

I risultati della COP23

Tutti sulla stessa canoa

La banalità dei record del clima /2

Effetto serra, effetto guerra

Katrina, Sandy, Hayan, Bopha, Harvey, Irma (Ivanka) e noi

Ondate di calore e cambiamenti climatici: non occorre esagerare, la realtà è sufficiente

L’impossibile smentita delle zichicche

Il consumo di carne, i cambiamenti climatici e la salute

I climatologi negano l’esistenza di Donald Trump

Una “ola” per Federico Rampini

Il discorso di Trump: solo un diversivo?

È certo, il clima è surriscaldato

L’infortunio de “La Lettura”

Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle

Before the flood, un film da vedere

I risultati di Marrakech

Le obiezioni legittime, e quelle illegittime

Settimane importanti per il clima

La proposta di Effort Sharing europeo al 2030: -33% per l’Italia

I cambiamenti del clima e le migrazioni

Franco Battaglia sbaraglia gli avversari: 112 errori in 31 pagine

Gli amici della serra

Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima

Le conseguenze dell’Accordo

Il record di firme per l’Accordo di Parigi

10 buone notizie sul cambiamento climatico

L’opinionista sull’orlo di una crisi di nervi

Lo scivolone di Oggiscienza

Gli amici della serra

Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima

La sostanza dell’Accordo di Parigi

Accordo in vista a Parigi

Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi

Il record di una giornalista disinformata

Un altro passo in avanti verso l’accordo di Parigi

Dai 148 “INDC” un primo freno alle emissioni globali

Fotografie e video sui cambiamenti climatici

I numeri della Cina per la COP21 di Parigi

La verità non detta sul cambiamento climatico

Come i cambiamenti climatici hanno influito sulla guerra in Siria

Negoziati sul clima: arrivano i primi impegni in vista della COP21 di Parigi

Quando il critico televisivo vuole essere rassicurato

Scala Mercalli, si parla di clima in televisione in prima serata

L’en plain dei record delle temperature

Le molte alternative nella bozza del nuovo accordo sul clima

Il richiamo di Lima per l’azione sul clima

A Lima una settimana cruciale

Gli imbrogli del prof. Pedrocchi

Il nuovo anno record delle temperature globali

Il Climate Summit e la settimana per il clima di NY°C 

Ma quanti errori, dott. Scafetta! – prima parte

C’è ancora chi crede alla Groenlandia-terra-verde

Bruciare più combustibili fossili per salvare milioni di vite ?

Non ci sono pasti gratis, ma non è un pasto costoso

Altre invenzioni dal “fantasy editor”

Quinto rapporto IPCC: (molti) impatti, (poco) adattamento, (grandi) vulnerabilità

Le “Madeleines” del negazionismo climatico

Prospettive di riduzione di gas serra dal trasporto su strada

I conflitti fra le politiche sul clima e sull’aria: il caso del diesel

L’intreccio fra l’aria e il clima

Le novità racchiuse nella COP19 di Varsavia

La COP di Varsavia e lo scoglio dell’equità

Lo strano caso del giornalista che non sa leggere

Le 10 conferme del Quinto Rapporto IPCC

Ma le statistiche del caldo stanno cambiando

L’aumento delle emissioni di HFC e il riscaldamento globale

La catena degli errori

La sedia a rotelle, una nuova icona per il clima

Un articolo con poche idee e tutte copiate

Imparare dalle catastrofi

A Doha altri passi deboli e ambigui

Tempi preoccupanti

Una storia positiva?

Un altro caso di doping

Quando il meteorologo sbaglia sul riscaldamento globale

L’imbroglionica e lo scetticismo necessario

Il clima fra Italia e Corea

2015, nessun picco di riscaldamento previsto

Ritorno al Medioevo?

Sapere o Ignorare ?

Una firma fuori posto per il prof. Zichichi

In inverno può fare molto freddo

L’importanza degli accordi di Durban

Cos’è successo nella notte insonne di Durban?

Cinque grafici per una cena

L’incerto futuro del Protocollo di Kyoto

E intanto…’sto buco dell’ozono? (parte terza)

Clima, tempeste e alluvioni

La fatica della scienza

Una previsione da cestinare

Psicologia e cambiamenti climatici

Il clima cambia anche in Italia

Ancora errori da Franco Prodi sul clima

Didattica sul clima, una miniera sul web

Un’altra occasione sprecata

L’ energia nucleare non è indispensabile

Ad ognuno la sua “peer review”

Un pianeta e un dibattito che scotta

Il 2010, un altro anno nero per il negazionismo climatico

Il professore da Guinness dei primati

James Hansen in Italia

Un argomento non valido contro gli impegni di riduzione delle emissioni

Come funziona la disinformazione

Tuttoscienze o tuttobufale?

In ricordo di Steve Schneider

L’invenzione delle contrapposizioni scientifiche

L’errore esogeno del Prof. Panebianco

Al bar con Pierluigi Battista

Posti di lavoro nel settore dei cambiamenti climatici

Il riscaldamento nascosto

Una clausola che non esiste (repetita iuvant)

Clima passato e futuro (seconda parte): i modelli regionali del clima e i dubbi del prof. Visconti

Non conviene basarsi su un’unica fonte

Tu quoque, Giorello

Una storia semplice

La comune dimensione etica dei cambiamenti climatici

Plutone, un errore del 22600% e la calotta polare riformata

COP15: luci, ombre …e bufale

Come evitare una brutta figura…

Copenhagen a portata di clic

Dalle email rubate… tre motivi per rimanere di buon umore

C’è un altro termine per indicare il negazionismo?

Dal diario di bordo: bufala a diritta

Gli errori gravi di un giornalista pignolo

A rischio il Registro nazionale delle emissioni e delle quote di emissione del Protocollo di Kyoto?

Il 1912.. praticamente ieri

Zichicche (n+1): i batteri dormiglioni

99 Mesi ?!?

La radiazione cosmica… non ce la fa

Un bel libro con una Prefazione poco aggiornata

Meraviglia, sconcerto, o qualche allegra risata?

Il metodo Battaglia, ovvero dell’autoreferenzialità

Un convegno sul clima senza climatologi /1 – Il supermondo e l’Hiroshima culturale.

Dalla neve all’era glaciale – parte 2

Dalla neve all’era glaciale – parte 1

Il riscaldamento globale si è fermato nel 1998?

Una tempesta solo italiana?

Voglia di superfreddo

L’inutile confutazione di un allarmismo inventato

.

Indietro

.

Commenti disabilitati su Stefano Caserini

Un convegno sul clima senza climatologi /2: il chiacchierone del clima

Il secondo relatore al convegno dello scorso 3 marzo è stato il Prof. Franco Battaglia, che ha presentato il libretto “La natura, non l’attività dell’uomo, governa il clima”. L’intervento, di cui abbiamo trovato l’audio qui, è stato un condensato delle solite tesi negazioniste, la cui stroncatura è disponibile da più di due mesi.
Il Prof. Franco Battaglia non è certo un nome nuovo per il nostro sito. Dopo l’assegnazione del Premio “A qualcuno piace caldo 2007”, anche nel 2008 e 2009 non ha deluso le aspettative ed ha proseguito con articoli e interviste mirate a combattere quello che da anni definisce “il bluff del riscaldamento globale”. L’ultimo articolo è stato pubblicato in prima pagina su un quotidiano a tiratura nazionale l’8 gennaio 2009 “Io fisico controcorrente vi spiego il bluff del riscaldamento globale”. Dopo l’attacco iniziale “Scrivere proprio oggi sulla colossale balla del riscaldamento globale è, come s’usa dire, come sparare sulla croce rossa”, il Prof. Battaglia espone una rassegna di argomentazioni trite e ritrite, incurante delle stroncature già ricevute (si veda qui) e poi conclude con un finale in cui fa un appello per contrastare il nuovo corso della politica europea su clima e energia.
Anche al convegno del 3 marzo il Prof. Battaglia ha definito una “congettura”, una “isteria da caldo” la preoccupazione relativa al riscaldamento globale. È difficile che vi siano vie di mezzo, per chi usa queste “argomentazioni”: o il Prof. Battaglia ha capito tutto, oppure ha capito poco o nulla.

Ma quanto è attendibile il Prof. Battaglia in ambito climatologico?

Uno dei modi che la comunità scientifica internazionale usa per misurare il credito di cui gode uno scienziato è quella di valutare la sua produzione scientifica. Siamo andati quindi a cercare le pubblicazioni scientifiche del Prof. Franco Battaglia.
***
E’ necessario però fare innanzitutto due premesse riguardo cosa sono e dove si possono trovare le pubblicazioni scientifiche e come si può valutare oggettivamente la produzione scientifica complessiva di uno scienziato. Una pubblicazione scientifica è sostanzialmente un articolo che appare su una rivista qualificata che, prima di essere pubblicato, viene sottoposto  ad un processo di revisione affidato a scienziati competenti del ramo, ossia ad una peer review. La base dati di riferimento delle pubblicazioni è l’ISI Web of Knowledge (contiene solo riviste ISI, ossia le riviste internazionali più qualificate, in cui il materiale pubblicato è stato verificato). In questo database è presente anche una stima dell’ ”impact factor” di ogni rivista che, pur presentando ancora molti punti critici, indica la rilevanza della rivista stessa. La base dati di Google Scholar include invece anche pubblicazioni a carattere divulgativo (congressi, riviste, libri…), non sempre sottoposte a processi di peer-review. Tuttavia questo database può essere comunque idoneo per avere un’idea generale della produzione scientifica di uno scienziato con il grosso vantaggio di essere accessibile a tutti.
***
Per valutare l’autorità scientifica acquisita da uno scienziato durante il corso della sua carriera,
sono stati proposti diversi “indici”, come quello di Hirsch che si può calcolare mediante il database di ISI Web of Knowledge oppure utilizzando Google Scholar. Questi sistemi di valutazione sono diventati piuttosto popolari e, pur presentando diverse limitazioni, (discusse ad esempio qui), sono largamente accettati come misure sintetiche e oggettive della rilevanza e della quantità dei contributi scientifici. L’indice di Hirsch (h-index), sintetizza sostanzialmente la produttività scientifica di uno scienziato (numero di pubblicazioni) e l’impatto dei suoi articoli nella comunità scientifica (numero di citazioni). In breve un ricercatore ha un h-index pari a h se h dei suoi articoli sono stati citati ciascuno almeno h volte. Sembra difficile ma non lo è: richiamando il nome di un autore su Scholar Google (per Tizio Caio ad esempio: “author: t-caio” oppure “author: tizio-caio”) si ottengono le sue pubblicazioni elencate in ordine di rilevanza sulla base del numero di citazioni ottenute. Per ottenere l’h-index si procede dunque a contare le pubblicazioni fino a che queste non risultano pari o superiori al numero delle citazioni: questo numero è l’h-index.
L’h-index varia molto soprattutto in funzione degli anni di carriera e del successo di uno scienziato e può andare da circa 30-40 per scienziati che hanno acquisito un’indiscussa autorità e fama nel loro settore fino a qualche punto per i ricercatori all’inizio della loro carriera. Ma non solo…
***
Secondo il data base di Scholar Google, a partire dal 1982 il Prof. Franco Battaglia avrebbe pubblicato 16 articoli (ringraziamo anticipatamente chi volesse eventualmente segnalarcene di ulteriori) su riviste scientifiche ISI, l’ultimo dei quali nel 2004, con una media di circa un articolo ogni due anni. Nessuno di questi lavori è stato pubblicato su riviste che trattano temi legati in qualche modo all’ambiente e tanto meno alla climatologia. La sua produzione scientifica riguarda per lo più argomenti di chimica fisica teorica. Professionalmente, il Prof. Battaglia non sembra dunque essersi mai occupato di climatologia, meteorologia o di discipline affini alla fenomenologia dei problemi ambientali o alle politiche di risanamento.
Considerando dunque unicamente i suoi  16 articoli di chimica fisica, questi sono stati pubblicati su riviste con un impact factor medio di 2.2 e solo raramente sono stati citati su altre pubblicazioni scientifiche. Infatti, l’h-index totalizzato dal Prof. Battaglia dopo quasi 30 anni di carriera è pari a 3 ovvero unicamente 3 dei suoi articoli sono stati citati almeno 3 o più volte da altri autori. Tuttavia, sulle tematiche relative a clima ed energia, nonostante un’ampissima raccolta di articoli sui quotidiani, il Prof. Franco Battaglia non avrebbe neppure una pubblicazione scientifica ISI, e il suo h-index in questo settore sarebbe dunque pari a zero.
***
In conclusione, è importante chiarire che non si vuole qui insinuare che solo chi ha pubblicazioni scientifiche ad hoc può discutere di cambiamenti climatici e di politiche ambientali in quanto tutti hanno ovviamente il diritto di presentare i loro argomenti, indipendentemente dall’autorità acquisita nella comunità scientifica. Tuttavia sarebbe opportuno che chi è estraneo alla climatologia o più in generale alle tematiche ambientali fosse più cauto nell’accusare il resto della comunità scientifica di essere una banda di visionari. Sarebbe infine anche auspicabile che i mass media verificassero l’attendibilità della loro fonte prima di presentarla come un luminare di questo o quel settore o che almeno evidenziassero il carattere strettamente personale di alcune opinioni che non rientrano in un contesto di un più ampio e rigoroso dibattito scientifico.

A cura di Paolo Gabrielli, con contributi di Stefano Caserini, Claudio Della Volpe e Daniele Pernigotti

Articoli peer reviewed ISI del dott. Franco Battaglia

47 responses so far

Assegnato il Premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2007

In seguito alla votazione online, Il Premio A qualcuno piace caldo” 2007 è assegnato al Prof. Franco Battaglia, che si è aggiudicato il 45 % dei voti. Nettamente staccati il secondo e terzo classificato, rispettivamente Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni (25 % dei voti) e il quotidiano “Il Foglio” (15 %).

 

Il Premio annuale è assegnato alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici con l’intento di impedire, posticipare o rallentare le azioni di mitigazione contro i cambiamenti climatici.

Il Premio scelto dal Comitato editoriale per l’anno 2007 è una copia originale del Primo Volume del IV Rapporto IPCC, che sarà spedito al vincitore.

13 dicembre 2008
Il Comitato Editoriale di Climalteranti.it

Vincitore 2007

Prof. Franco Battaglia

“Per la vastissima produzione negazionista, che ha riguardato
articoli su quotidiani, riviste e interventi in radio e in televisione,
con una serie incredibile di affermazioni clamorose quanto infondate,
senza il minimo tentativo di confronto e dialogo
con la comunità scientifica nazionale ed internazionale”.

.

Piccola bibliografia negazionista di Franco Battaglia:
Battaglia F. (2007a) Notizie false e ambiguità scientifiche. Il Giornale, 7 febbraio.
Battaglia F. (2007b) Perché è inutile risparmiare energia. Il Giornale, 15 febbraio.
Battaglia F. (2007c) L’Europa non conosce le leggi della fisica. Il Giornale, 11 marzo.
Battaglia F. (2007d) Terra con la febbre? La colpa é il sole. Il Giornale, 7 aprile.
Battaglia F. (2007e) È immotivato preoccuparsi per l’effetto serra antropogenico (ESA). Ingegneria Ambientale, Anno XXXVI, n. 4, 142-146.
Battaglia F. (2007f) Intervento in “Porta a Porta” del 2 maggio.
Battaglia F. (2007g) Siccità. Ma la colpa non è dell’uomo. Il Giornale, 5 maggio.
Battaglia F. (2007h) Dall’allarme siccità alle alluvioni. I fondi per l’emergenza? Sprecati. Il Giornale, 8 giugno.
Battaglia F. (2007i) La caccia all’estate del caldo record è solamente un bluff. Il Giornale, 18 agosto.
Battaglia F. (2007j) Ultima ora! I ghiacciai si stanno sciogliendo da diciottomila anni. Intervista a Il Foglio, 13 settembre.
Battaglia F. (2007k) Il fallimento di Kyoto si trasferisce a Bali. Il Giornale, 4 dicembre.
Battaglia F. (2007m) Replica di Franco Battaglia a Stefano Caserini. Ingegneria Ambientale, XXXVI, XII, 591-593.
I testi sono reperibili da qui.

Da “A qualcuno piace caldo”, capitolo “Clima di Battaglia”
…Seguire l’elenco delle sparate e delle cantonate prese da Battaglia è impegnativo. Avendo conquistato un poco di notorietà per le sue posizioni negazioniste, Battaglia si è trovato nella necessità di alimentare il suo personaggio, con affermazioni via via più incredibili e senza compromessi.
Nei suoi scritti del 2007 si trovano affermazioni come “la temperatura media globale oggi è più alta di 150 anni fa; semplicemente, non è la CO2 la causa di questo aumento” (Battaglia, 2007e).
Oppure che è “semplice” identificare nel Sole il responsabile del riscaldamento globale, che è “facile” spiegare gli aumenti di CO2 del passato, che vi sono evidenze storiche “inconfutabili” sulle maggiori temperature del passato, che l’ipotesi di un’interferenza antropogenica nell’effetto serra del pianeta si è “rivelata totalmente priva di ogni fondamento”, è “impossibile”, l’”uomo non c’entra proprio nulla”.
Nel novembre del 2007, dopo l’uscita dell’intero IV rapporto dell’IPCC, scrive ancora “le attività umane e, in particolare, le emissioni antropiche di CO2, non hanno, sul clima, alcuna influenza” (Battaglia, 2007i).
Ne consegue che gli scienziati mondiali non solo non hanno capito nulla, ma sono dei mistificatori e dei sognatori: il riscaldamento globale antropogenico è “il più colossale falso del secolo” (Battaglia, 2007k), “la più grande mistificazione degli ultimi 15 anni”, “la congettura antropogenica del riscaldamento globale dovrebbe essere oggi considerata pura speculazione metafisica sconfessata dai fatti reali” (Battaglia, 2007d; 2007x).

Leggi il paragrafo da “A qualcuno piace caldo”

14 responses so far

Il riscaldamento globale si è fermato nel 1998?

E due. Oggi è arrivata la seconda mail di un amico che mi dice: ma che succede a Beppe Caravita ?
Ecco un pezzo della mail: “Beppe Caravita… ha sviluppato un certo scetticismo sul global warming (vedi ad esempio qui e anche qui). Come sappiamo, non è il solo, ma lo scetticismo ideologico alla Battaglia lo capisco facilmente, mentre quello che vedo emergere in persone dallo spirito libero (come Beppe o altri), vorrei capirlo meglio”.

Beppe Caravita, giornalista del Sole 24 ore e autore del blog Network Games, l’ho conosciuto ad un seminario sul clima rivolto ai giornalisti, organizzato dal “Kyoto Desk” della Regione Lombardia.

Un seminario riuscito, anche se non molto partecipato, ma che ricordo per tre fatti che mi stupirono.
Il primo fu che a Sergio Castellari, con me fra i relatori, qualcuno rubò il libro “Verdi fuori, rossi dentro” di Franco Battaglia e Renato Angelo Ricci. Libro che a Sergio avevano regalato e che aveva portato per mostrarmelo… lasciato sul tavolo dei relatori durante la pausa pranzo.. al ritorno.. sparito ! Incredibile.
Il secondo fatto strano fu che i giornalisti intervenuti avevano mostrato un’opinione per la loro categoria molto peggiore di quella che io avevo, e che non era granchè (vedi qui)
Il terzo fatto è che contrariamente alle mie aspettative, Caravita si era mostrato più preoccupato di me per il global warming. Se non ricordo male (nel caso, chiedo scusa) Caravita si diceva molto molto preoccupato per i possibili “tipping point” del sistema climatico… diceva che non ci aveva dormito la notte… e aveva scritto di questo sul suo blog.
Andai a leggere sul suo blog (qui e qui): i toni erano in effetti preoccupati. D’altronde, i motivi ci sono: il tema dei tipping point è molto serio: alcuni articoli scientifici (come questo di Rahmstorf et al.) che hanno inquadrato il tema hanno aggiunto preoccupazione per la crisi climatica, pur se è chiaro che l’unico tipping point che sarà superato nei prossimi decenni sarà quello del ghiaccio marino artico.

È possibile, dunque, che Beppe Caravita abbia cambiato idea ?
Non solo per i toni usati verso uno dei più importanti istituti di ricerca sul tema climatico, il NASA Goddard Institute for Spaces Studies, di James Hansen e Gavin Smidth
(qui “…un’altra pessima figura per il Goddard Institute for Spaces Studies, di cui è direttore James Hansen, il grande sostenitore del global warming antropogenico, e consigliere scientifico di Al Gore. Francamente comincio ad essere un po’ stufo di questo gioco delle tre tavolette…. “).
Si tratta di uno dei soliti piccoli (anzi, molto piccoli) aggiustamenti delle temperature del pianeta, di cui si possono leggere le opposte posizioni su ClimateAudit.org e Realclimate.org. Un tema che mi è apparso piuttosto insignificante, tanto che il post di Realclimate non è stato tradotto in italiano.

Caravita ha dubbi sul fatto che il riscaldamento globale sia in corso (nell’ultimo post sul tema pone la domanda “ha ragione o torto chi sostiene che il global warming si è fermato dal 1998?”)
Si tratta di una domanda che ha ripetuto tante volte, anche in post precedenti mostrando anche grafici in cui si vede la CO2 che aumenta e la temperatura che non aumenta in modo simile.
È un argomento che circola in modo ossessivo fra i negazionisti, ma che è poco fondato.
Ne avevo già parlato nel mio libro (pag. 60) in cui avevo mostrato come in realtà per la serie dati del GISS, il 1998 non è più l’anno più caldo ma viene superato dal 2005. E che se si allarga lo sguardo all’andamento delle temperature negli ultimi 30 anni o degli ultimi 130 anni, la tendenza è chiara: il 1998 è solo un anno con temperature un po’ più alte di quanto avrebbero dovuto essere per assicurare una crescita regolare ed evitare fraintendimenti.

Andamento delle temperature globali dal 1977 al 2007: variazioni rispetto alla temperatura del 1998. (da Caserini, 2008)

In una delle prime traduzione di realclimate, disponibile qui, è raccontato come il fatto che la temperatura non salga in modo costante, come la CO2, è assolutamente in linea con la comprensione fisica del sistema climatico. C’è anche una figura che mostra la probabilità di un record di temperature: per avere un nuovo record di temperature c’è più del 25 % di probabilità di aspettare più di 10 anni.

Posso solo aggiungere il ricordo di quest’estate, a Bonassola. La spiaggia è stata svuotata dalle barche, i primi ombrelloni sono stati tolti: sta arrivando la mareggiata di ferragosto, dicono quelli del posto. Eppure il mare è lontano. Mi siedo sulla spiaggia a leggere, guardo le onde avanzare. Eppure non avanzano, ossia le onde sembrano non risalire la spiaggia. Ogni tanto c’è un onda più lunga, ma subito dopo molte sono piccole, inferiori alle precedenti.
E’ passato tanto tempo prima di veder da vicino la spuma della prima onda. Ma come tanti altri sono rimasto ancora al mio posto, le onde successive stavano lontane.
Dopo un po’ è arrivata l’onda che ha bagnato l’asciugamano.

Testo di: Stefano Caserini

16 responses so far

Premio “A qualcuno piace caldo 2007”

Oggi 13/12/2008 è stata effettuata l’assegnazione del premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2007. Annunciamo che il vincitore è Franco Battaglia per la sua documentata attività negazionista: di seguito il certificato di vittoria. Il premio inviato dal Comitato Scientifico al vincitore è una copia del Primo Volume del IV Rapporto IPCC.

 

Premio “A qualcuno piace caldo” 2007

Franco Battaglia

“Per la vastissima produzione negazionista, che ha riguardato
articoli su quotidiani, riviste e interventi in radio e in televisione,
con una serie incredibile di affermazioni clamorose quanto infondate,
senza il minimo tentativo di confronto e dialogo
con la comunità scientifica nazionale ed internazionale”.

  

I candidati

xxxxx

Franco Battaglia

Docente di Chimica Ambientale all’Università degli Studi di Modena, è stato uno dei fondatori di Galileo2001

Motivazione:

Per la vastissima produzione negazionista, che ha riguardato articoli su quotidiani, riviste e interventi in radio e in televisione, con una serie incredibile di affermazioni clamorose quanto infondate, senza il minimo tentativo di confronto e dialogo con la comunità scientifica nazionale ed internazionale.

Piccola bibliografia negazionista di Franco Battaglia

Battaglia F. (2007a) Notizie false e ambiguità scientifiche. Il Giornale, 7 febbraio.

Battaglia F. (2007b) Perché è inutile risparmiare energia. Il Giornale, 15 febbraio.

Battaglia F. (2007c) L’Europa non conosce le leggi della fisica. Il Giornale, 11 marzo.

Battaglia F. (2007d) Terra con la febbre? La colpa é il sole. Il Giornale, 7 aprile.

Battaglia F. (2007e) È immotivato preoccuparsi per l’effetto serra antropogenico (ESA). Ingegneria Ambientale, Anno XXXVI, n. 4, 142-146.

Battaglia F. (2007f) Intervento in “Porta a Porta” del 2 maggio.

Battaglia F. (2007g) Siccità. Ma la colpa non è dell’uomo. Il Giornale, 5 maggio.

Battaglia F. (2007h) Dall’allarme siccità alle alluvioni. I fondi per l’emergenza? Sprecati. Il Giornale, 8 giugno.

Battaglia F. (2007i) La caccia all’estate del caldo record è solamente un bluff. Il Giornale, 18 agosto.

Battaglia F. (2007j) Ultima ora! I ghiacciai si stanno sciogliendo da diciottomila anni. Intervista a Il Foglio, 13 settembre.

Battaglia F. (2007k) Il fallimento di Kyoto si trasferisce a Bali. Il Giornale, 4 dicembre.

Battaglia F. (2007m) Replica di Franco Battaglia a Stefano Caserini. Ingegneria Ambientale, XXXVI, XII, 591-593.

Da “A qualcuno piace caldo”, capitolo “Clima di Battaglia”

…Seguire l’elenco delle sparate e delle cantonate prese da Battaglia è impegnativo. Avendo conquistato un poco di notorietà per le sue posizioni negazioniste, Battaglia si è trovato nella necessità di alimentare il suo personaggio, con affermazioni via via più incredibili e senza compromessi.

Nei suoi scritti del 2007 si trovano affermazioni come “la temperatura media globale oggi è più alta di 150 anni fa; semplicemente, non è la CO2 la causa di questo aumento” (Battaglia, 2007e).

Oppure che è “semplice” identificare nel Sole il responsabile del riscaldamento globale, che è “facile” spiegare gli aumenti di CO2 del passato, che vi sono evidenze storiche “inconfutabili” sulle maggiori temperature del passato, che l’ipotesi di un’interferenza antropogenica nell’effetto serra del pianeta si è “rivelata totalmente priva di ogni fondamento”, è “impossibile”, l'”uomo non c’entra proprio nulla”.

Nel novembre del 2007, dopo l’uscita dell’intero IV rapporto dell’IPCC, scrive ancora “le attività umane e, in particolare, le emissioni antropiche di CO2, non hanno, sul clima, alcuna influenza” (Battaglia, 2007i).

Ne consegue che gli scienziati mondiali non solo non hanno capito nulla, ma sono dei mistificatori e dei sognatori: il riscaldamento globale antropogenico è “il più colossale falso del secolo” (Battaglia, 2007k), “la più grande mistificazione degli ultimi 15 anni”, “la congettura antropogenica del riscaldamento globale dovrebbe essere oggi considerata pura speculazione metafisica sconfessata dai fatti reali” (Battaglia, 2007d; 2007x).

Leggi il Paragrafo da “A qualcuno piace caldo”

xxxxx

Carlo Stagnaro

Direttore Ecologia di mercato, Istituto Bruno Leoni

Motivazione

Per essere stato nel 2007 una delle voci che con maggior continuità e perseveranza hanno proposto in Italia gli argomenti negazionisti, per aver rilanciato le peggiori opinioni contro il consenso scientifico sui cambiamenti climatici e contro il protocollo di Kyoto delle lobby statunitensi.

Un elenco degli interventi di Stagnaro si può trovare qui

Da “A qualcuno piace caldo”, capitolo “Clima copia-incolla”

La principale penna dell’Istituto sulle tematiche climatiche è un ingegnere trentenne, Carlo Stagnaro, “Direttore Ecologia di Mercato” dell’IBL. Non è chiarissimo cosa sia l’ecologia di mercato, se l’ecologia del mercato, ossia lo studio delle relazioni fra i vari soggetti che compongono il mercato o se il mercato dell’ecologia. Ma non è importante, perché l’attività del Direttore è quella di rilanciare tutte le opinioni contro il consenso scientifico sui cambiamenti climatici e contro il protocollo di Kyoto. Senza andare molto per sottile, senza approfondire o fare distinzioni.

Stagnaro cerca di nobilitare tutti i luoghi comuni e le bufale sui cambiamenti climatici, oppure le critiche alla politica climatica che faticosamente si sta cercando di costruire a livello internazionale. Senza alcun filtro, a volte con qualche mese di ritardo. Gli autori di queste tesi, spesso di profilo scientifico o politico piuttosto basso, sono nobilitati e indicati ad esempio.

Steve McIntyre e Ross McKitrick sono definiti gli studiosi che hanno “demolito il famoso grafico a mazza da hockey, su cui si basano le previsioni più pessimistiche sull’aumento della temperatura globale” (Stagnaro, 2007b). Richard Lindzen è “una delle voci più autorevoli della comunità scientifica”. Antonio Zichichi, secondo Stagnaro, quando parla lo fa “in qualità di presidente della Federazione mondiale degli scienziati”.

Sarà per la giovane età, ma Stagnaro si lascia spesso andare. Esagera le contrapposizioni, esaspera i giudizi. L’IPCC ha un comportamento “scandaloso e senza precedenti” o “disonesto”; le politiche climatiche europee sono descritte come “folli”; quelli che non condividono le sue idee sulle politiche energetiche sono “irrazionali, utopistici”, “professionisti dell’allarmismo climatico” che fanno “propaganda terroristica” (IBL, 2007b)

Ma, come si diceva, non sono critiche originali. Stagnaro si limita a tradurre le opinioni altrui, a volte riassumendole, altre volte semplicemente riportandole con un copia e incolla. Non ha le trovate originali di un Battaglia o la complessità cosmogonica di uno Zichichi, preferisce accomodarsi in un tran-tran di ripetizione del pensiero negazionista altrui. La tecnica non è difficile. Si prende il materiale trovato, si imbastisce un comunicato dell’Istituto Bruno Leoni, composto da un riassunto e un commento. Ogni tanto lo si traduce interamente e diventa un rapporto, denominato “Occasional Paper” oppure un “Focus Paper”.

Nei comunicati, dopo aver riassunto l’opinione altrui, l’ultimo paragrafo prevede un commento di sostegno che inizia con “Aggiunge Carlo Stagnaro, direttore Ecologia di mercato dell’IBL …”. Il comunicato lo scrive molto probabilmente lo stesso Stagnaro che si rivolge a se stesso in terza persona, come Giulio Cesare e Maradona. Certo, l’importante è darsi un tono. Così è possibile leggere il resoconto, scritto da chissà chi, del discorso sul clima di Carlo Stagnaro ai repubblicani statunitensi al Congresso, che è un po’ come andare a parlare di mafia a Riina.

Da notare anche nel 2007 la performance di un altro esponente dell’Istituto Bruno Leoni, Carlo Lottieri; intervenendo a “Sereno, Troppo variabile. I cambiamenti climatici sono naturali o dipendono dall’uomo?” Cortina InConTra Estate 2007, il 31 luglio, Lottieri ha ipotizzato l’esistenza di un prezzo per il salvataggio del pianeta, ossia:

Se noi semplicemente aderiamo al fatto che vogliamo salvare il pianeta… è una cosa molto buona, ma la razionalità ci impone di chiederci a che prezzo, quante vite umane siamo disposti a sacrificare.

Si veda al link da Radio Radicale , a 23’51” dall’inizio.

Leggi il Paragrafo da “A qualcuno piace caldo”

xxxxx

Quotidiano “Il Foglio”

Motivazione

Per la costante attività di disinformazione sulla tematica climatica, culminata con la pubblicazione della Terza pagina del 18 dicembre 2007, contente nei tre articoli ospitati una quantità di falsità sulla tematica climatica difficilmente eguagliabili.

Da “A qualcuno piace caldo”, Capitolo “tra l’allarmismo e il negazionismo

Il Foglio è il quotidiano che nel 2007 ha disinformato in modo più sfacciato sul tema dei cambiamenti climatici. La produzione è stata ampia e risponde alla linea tracciata dal suo Direttore, Giuliano Ferrara, in diversi interventi fra cui quelli commentati in precedenza. L’apice è stato toccato con la terza pagina del 18 dicembre 2007, quasi sicuramente la pagina con la maggiore densità di falsità per centimetro quadrato dell’informazione italiana sui cambiamenti climatici. E non solo per via dei piccoli caratteri usati dal quotidiano.

La pagina ospita tre articoli, due laterali e uno centrale. Sulla sinistra il delirio “Un mondo più allegro” di Giuliano Zincone. Sulla destra e in centro due articoli di Alan Patarga, nel mezzo una grande foto di Gorge W.Bush e Al Gore che sorridenti si stringono la mano, appena sopra ad un grande titolo “Così Bush ha vinto la battaglia di Bali” e sottotitolo in evidenza “Bocciati i tagli alle emissioni chiesti dall’Europa. Convinte Cina e India a rispettare i parametri. Cronaca di un successo unilaterale”. L’articolo è una ricostruzione fantasiosa delle negoziazioni avvenute alla Conferenza delle Parti di Bali…

 

Leggi il Paragrafo da “A qualcuno piace caldo”

xxxxx

 

Franco Ortolani

Ordinario di Geologia, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio

Università di Napoli Federico II.

Motivazione

Al di là delle argomentazioni negazioniste del Prof. Franco Ortolani, volte a sostenere la congruenza dell’attuale riscaldamento globale con presunte “ciclicità millenarie”, la candidatura deriva dall’aver effettuato nel 2007 uno degli attacchi più scomposti e pesanti all’IPCC, contenenti una quantità di offese da primato, in un intervento pubblicato su Metolive.it, 13 settembre 2007 http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=21820

 

Leggi il Paragrafo da “A qualcuno piace caldo”

xxxxx

Alessio Grosso

Caporedattore di Meteolive.it

Motivazione

Per l’ampia e variegata produzione negazionista effettuata dal sito www.meteolive.it, con la confusione fra la fantasia dei meteo-thriller e i veri problemi climatici del pianeta, nonché per aver rilanciato l’incredibile tesi secondo cui “Tutti i grafici con le concentrazioni di biossido di carbonio diffusi dall’Ipcc e ripresi nel film-documentario dell’ex presidente americano Al Gore costituirebbero una frode colossale”.

Da “A qualcuno piace caldo”, capitolo “la realtà e la fantascienza

Fra i siti web italiani, uno molto frequentato e che propone numerosi interventi di chiaro taglio negazionsita sul clima è MeteoLive.it, autodefinitosi “il primo quotidiano meteo presente in Italia” e “il portale meteo più visitato dagli italiani”. L’autore principale è il responsabile delle previsioni del sito, Alessio Grosso. Un metorologo-scrittore, autore di quattro meteo-thriller intitolati Apocalisse Bianca, Apocalisse Rossa, Apocalisse Nera e Sole di Sangue, romanzi in cui si raccontano in modo piuttosto ripetitivo le gesta degli eroi della redazione del meteogiornale milanese MeteoLive, alla prese con le traversie del clima impazzito per cause naturali o per il complotto di esseri malvagi…

Non c’è niente di male in una serie di romanzi di fantaclimatologia. La cosa stravagante è che sul vero sito di Meteolive, effettivamente esistente e con redazione sempre a Milano, Grosso utilizza l’approccio fiabesco per parlare dei cambiamentri climatici che davvero riguardano il pianeta Terra. Confondendo la meteorologia e la climatologia, le fantasiose invenzioni dei meteo-thriller con i problemi veri del pianeta.

Leggi il Paragrafo da “A qualcuno piace caldo”

xxxxx

 xxx

9 responses so far

Premio “A qualcuno piace caldo” 2018

Il raggiungimento dell’estensione minima dei ghiacci artici è tradizionalmente l’occasione per assegnare il Premio “A qualcuno piace caldo”, “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”.

Come per l’anno 2017, in cui il premio non è stato assegnato, per l’anno 2018 i membri del Comitato Scientifico di Climalteranti non hanno trovato negli interventi sui principali quotidiani nazionali e in televisione un candidato davvero meritevole del premio.

Il più prolifico nel proporre tesi di negazione della scienza del clima è stato anche nel 2018 il solito prof. Franco Battaglia, già vincitore della prima edizione del premio, ormai intrappolato in una litania di stupidaggini (vedi qui e qui) con cui cerca di nascondere la sua clamorosa incapacità di pubblicare alcun articolo scientifico sulle riviste internazionali del settore (solo due negli ultimi 25 anni!), e che induce ormai a catalogare il suo caso nella categoria della mitomania scientifica.

Si è quindi deciso di assegnare il premio al Dott. Gianluca Alimonti, ricercatore INFN, che con minore visibilità e impatto comunicativo continua a proporre tesi senza fondamento basate su grafici farlocchi (vedi qui, qui, o qui per il 2019). Continue Reading »

33 responses so far

Next »