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FAQ – domande più frequenti (e risposte)

Climalteranti ha predisposto un nuovo servizio per quanti vogliono reperire informazioni per capire il dibattito sul tema dei cambiamenti climatici.
Nella pagina FAQ (Frequently Asked Question), sono reperibili le più frequenti domande degli scettici, seguite dalle risposte fornite dal mondo scientifico.
Le risposte sono state create dagli autori del sito Skeptical Science e tradotte in italiano da Luigi Ciattaglia. A queste sono state affiancate alcune risposte fornite dai post pubblicati su Climalteranti.it, altre saranno aggiunte man mano che i post saranno pubblicati.

Ringraziamo per l’aiuto Roberto Guizzi e Elena Bonapace, Affiliate Members del Climate Project Italia.

Le domande sono suddivise nelle seguenti categorie:

 

Buona lettura.

24 responses so far

24 Responses to “FAQ – domande più frequenti (e risposte)”

  1. Paolo Caston Dic 4th 2011 at 00:58

    Ottimo lavoro, moooolto utile, speriamo sia letto da chi ripete a macchinetta sempre le stesse cose, o arriva e fa i soliti commenti come se tutti gli altri sono li a pettinare le bambole, come direbbe il Bersani.
    Continuate cosi’

  2. Stefaniaon Dic 4th 2011 at 18:31

    e la pagina Didattica? quando sarà attiva?
    Stefy

  3. Luci0on Dic 5th 2011 at 09:14

    Sulla home page di http://www.skepticalscience.com mi sarei aspettato di trovare un sito di scienziati scettici. In realtà “Getting skeptical about global warming sketpicism” credo che tradotto in italiano voglia dire … “Essere scettisci sullo scettiscismo relativo al riscaldamento globale” .
    Ovvero un sito di scenziati non scettici . Si intuisce quindi che sia frequentato creduloni? Il nome del sito é fuorviante rispetto al suo reale contenuto o meglio in netta contraddizione… Si può dare una minima fiducia a quanto c’ é scritto lì dentro? … fate voi!!
    Scusate ma sono … molto scettico !!

  4. Hydraulicson Dic 5th 2011 at 10:02

    @ Luci0

    Lo scetticismo non è un interruttore on/off che azionato due volte riporta alla condizione di partenza; quindi, è perfettamente lecito essere scettici sugli “scettici”.

    Il virgolettato indica che lo scetticismo dei sedicenti “scettici” non ha solitamente nulla a che vedere con il metodo scientifico né con il pensiero critico.

  5. homoereticuson Dic 5th 2011 at 11:10

    luci0
    “Si può dare una minima fiducia a quanto c’ é scritto lì dentro? … fate voi!!”
    Noi abbiamo fatto, e ringraziamo per i contenuti interessanti.

    Poi, guardi, un ‘idea potrebbe essere quella di provarci, a leggee quanto c’è scritto lì dentro … magari cominciando dagli argomenti basici, per capire (o almeno provarci) di cosa si sta sta parlando, magari esercitando su se stessi un po’ di quello scetticismo che si vorrebbe applicare a un mondo (quello della Scienza) che, palesemente lei non conosce …

    Tra parentesi, mi viene in mente un sito italiano dal nome notevolmente fuorviante, che se uno non lo sa pensa che lì si parla di clima, e poi ci trovi gli sfoghi personali di un militare fissato, e con un enormità di tempo libero, i compiti a casa di un veterinario e insomma, bon, lasciamo perdere, come sparare sulla CR.

  6. Luci0on Dic 5th 2011 at 14:30

    Un sito altamente scientifico vedo … tutto peer reviewed a quanto sembra! Veramente interessante … l’ obbiettività con cui vengono affrontate le problematiche climatiche … veramente imparziali e asettici.

  7. Fabioon Dic 5th 2011 at 17:31

    sta cosa sinceramente fa ridere, da voi non me la aspettavo.
    cioè, secondo me fate solo il gioco di chi non crede alla causa antropica del GW.

    perchè tanto di dubbi, posizioni deboli e cose varie sul clima ce ne sono un sacco.
    la gente si fa delle domande a riguardo e non si può controrispondere mettendo sul piatto gli stessi studi che vengono visti come dubbi.

    è come un professore di matematica che spiega attraverso uno strano metodo che 3+2 fa 6, su 30 studenti metti che 10 non ci credono e gli fanno notare le pecche del metodo usato.
    bene, il professore però non può controrispondere ai dubbi utilizzando lo stesso identico metodo che è appena stato messo in dubbio, è una cosa che non si può fare.
    praticamente bisogna accettare il dubbio che se comprovato risulta determinante nel far cadere il metodo del professore.

    la scienza si fa così.

  8. stephon Dic 5th 2011 at 21:22

    @Fabio

    certo, solo che vede: nel merito della questione, 3+2 fa ancora e sempre 5, nonostante quelli che credono faccia 9. E nonostante i test per screditare l’ipotesi nulla. Niente da fare: la scienza è molto conservativa e quindi relativamente immune al falso positivo, mentre noi singolarmente ci incappiamo molto più spesso di quel che si pensa, forse un retaggio di una strategia per sopravvivere come specie.

  9. Riccardo Reitanoon Dic 5th 2011 at 21:51

    Vedo che critiche sulla sostanza non ne vengono mosse né, sembra, siano stati trovati dei sempre possibili errori. Lo prendo come un buon segno.

    Per chi non lo sapesse, Skeptical Science non è un blog gestito da climatologi ma da persone di estrazione molto diversa con il comune interesse per il clima. Lo scopo dichiarato è “Explaining climate change science & rebutting global warming misinformation”, scritto in bella mostra in prima pagina.
    Imparziale non è, se per imparziale si intende il dare spazio a tutte le ipotesi, anche le più strampalate. La presa di posizione è esplicita ed è a favore della scienza contro la disinformazione. Che poi non piaccia ai sedicenti scettici è ovvio e messo nel conto, ma è chiaro che non sono loro il pubblico di riferimento.

    Disclaimer: faccio parte del team di Skeptical Science.

    Stefania
    scrivere delle pagine didattiche è difficile a causa della diversa estrazione dei potenziai lettori, non sai mai quanto approfondire e quanto rimanere a livello base. Ci siamo ripromessi di farlo e inizieremo a “riempire” la sezione. Nel frattempo si accettano suggerimenti.

  10. Fabioon Dic 6th 2011 at 00:11

    certo, 3+2 fa 5, ma il punto è che l’impronta umana del GW del 1900 non è rappresentato dall’equazione 3+2=5
    ma da 3+2=?

    per cui dato che non abbiamo una reale risposta, quelle che vengono date devono essere dimostrate, perchè l’onere della prova direbbe così.
    solo che tale dimostrazione non viene fatta e le risposte date vengono trattate quasi come dogmi.
    gli altri parlano dei loro dubbi e dimostrano che essi sono reali e comprovati.

    bene, l’obiettivo della scienza ora dovrebbe essere non controribattere, ma dare altre risposte, diverse da quelle date prima.

    la climatologia sta diventando come la teorica eliocentrica, siamo arrivati ad un punto nel quale non può più essere difesa, perchè è chiaro che l’impronta umana è ancora tutta da definire, poi possiamo discutere della parte che viene spiegata dalla CO2 antropica

  11. Riccardo Reitanoon Dic 6th 2011 at 00:41

    il lapsus sulla teoria eliocentrica calza a pennello

  12. stephon Dic 6th 2011 at 00:54

    @Fabio
    Il punto è che l’impronta umana del GW è rappresentata dalle equazioni di Planck, Maxwell, Einstein, Stefan, Boltzmann, Wien, Kirchhoff and so on.
    Per cui dato che abbiamo risposte sufficientemente attendibili, osservabili e ripetibili nei modelli di simulazione, non c’è proprio bisogno di dimostrare alcunché.
    Stando come sono le cose, l’onere della prova spetta a chi nega, ovviamente.
    L’obiettivo della scienza è sempre il solito, non si preoccupi: aggiungere un tassello in più a ciò che si ritiene provvisoriamente non falso per capire se lo sia ancora o meno. Tutto qui. E se corrobora il consenso e rafforza il paradigma, stia certo che è nell’interesse dello scettico fare di tutto per scardinare l’ipotesi nulla.

  13. giovanni dittaon Dic 6th 2011 at 05:22

    esprimere dubbi sensati è legittimo. Ciò che disturba e delude è il pregiudizio e la malafede.

  14. Fabioon Dic 6th 2011 at 11:55

    dopo mezzanotte concedetemi qualche errore, mica siamo tutti perfetti come voi

  15. Fabioon Dic 6th 2011 at 11:57

    riguardo all’onere della prova, mi dispiace ma non potete invertire la scienza solo perchè vi fa comodo.
    l’onere della prova ce l’ha ci propone la teoria e se tale teoria presenta lacune e perplessità bisogna cambiare teoria.
    non si può rimanere fissi su questa cosa dell’uomo come fattore unico.

  16. Luci0on Dic 6th 2011 at 12:06

    Nelle FAQ non ho trovato nessun riferimento a Marte … o almeno non l’ ho trovato . Ma visto che qui ci sono professori … mi piacerebbe sapere perché su Marte l’ effetto serra non funziona eppure l’ atmosfera é composta al 96% di CO2 ed il contenuto é 60 volte quello terrestre.

    Quello che ho trovato qui spiega bene come viene fuori l’ effetto serra http://www.dcci.unipi.it/~ivo/didattica/dispense.ambi10/serra.pdf.

    Con il modello radiativo la superficiale media della Terra, che risulta essere
    T =255K° ovvero -18 °C. Dalle misure eseguite in molti punti della superficie terrestre la temperaturamedia annuale della Terra risulta però assai superiore:T =287K° ovvero 14 °C ossia una trentina di gradi più elevata ! D’altra parte i dati forniti dai satelliti posti fuori dall’atmosfera terrestre hanno permesso di misurare l’emissione globale, confermando che l’energia emessa nello spazio corrisponde piuttosto ad una temperatura di 255 K che a 287 K. Sembra quindi che la Terra emetta radiazione come se fosse più fredda di quello che è veramente.
    Queste discrepanze si spiegano con la presenza nell’atmosfera di certi gas che assorbono parte della radiazione terrestre, fenomeno che viene chiamato effetto serra.

    L’ effetto serra viene definito empiricamente come la differenza tra valore radiativo e valore misurato.

    Io mi aspetterei che siccome la CO2 nell’ atmosfera di Marte é 60 volte circa quella terrestre, e visto che si attribuisce alla CO2 un 25% dell’ effetto serra un valore di almeno un 60*25% ovvero un effetto serra del 1500% rispetto a quello che accade sulla Terra che corrisponde ad un valore di un deltaT di 15*30 ovvero 450°C molto differente da quello misurato ovvero di 3°C … non ci siamo nemmeno come ordine di grandezza. Forse c’ é qualcosa che non funziona? … nemmeno un dubbio ? …cos’ é che manca ? Se il valore del deltaT misurato fosse stato di una trentina di gradi tipo l’ effetto serra della Terra non avrei niente da ridire …

    Questa cosa i bravi scettici degli scettici si sono dimenticati di dirla … se non mi sbaglio ovviamente …. ma lo so come la pensate io dico solo cavolate!

  17. Riccardo Reitanoon Dic 6th 2011 at 15:49

    Lui0
    dal link postato da te:
    “Marte ha una piccola atmosfera che, anche se composta da CO2 che è un gas serra, produce un effetto serra molto debole […]”
    Questo ti dovrebbe far pensare che ti è sfuggito qualcosa e che gli “scettici degli scettici” non abbiano dimenticato alcunché. Comprenderai che non è facile stare dietro a tutti gli errori commessi dai potenziali lettori.

    La pressione atmosferica su Marte è circa un centesimo di quella terrestre, cioè è tenue più o meno quanto la nostra mesosfera. Il lapse-rate è molto più basso; a spanne, la metà. Inoltre, l’assorbimento nei gas dipende fortemente dalla pressione, oltre che dalla temperatura; in definitiva lo spessore ottico dell’atmosfera maziana risulta essere inferiore a quello terrestre.
    Mettendo assieme questi concetti di fisica dell’atmosfera si ottiene per Marte un effetto serra alquanto piccolo. Ti sorprenderà sapere che Marte è una conferma di quanto sappiamo sull’effetto serra.

    Forse come suggerisce Stefania dovremmo sbrigarci con la sezione didattica.

  18. Luci0on Dic 6th 2011 at 18:32

    @Riccardo

    Io continuo a pensare che la differenza la fa la capacità termica dell’atmosfera Marziana che é irrisoria rispetto a quella della Terra, in definitiva Marte si comporta quasi come un “corpo grigio ideale” . La Terra ha un atmosfera intermedia e con una capacità termica molto superiore rispetto a Marte, mentre ovviamente l’ atmosfera di Venere ha una capacità termica di diversi ordini di grandezza superiore alla Terra. Più che di effetto serra parlerei di effetto “capacità termica dell’ atmosfera”.

    In definitiva succederebbe questo la superficie terrestre irradia alla temperatura di T T=287K° ovvero 14 °C questa temperatura scalda la bassa atmosfera che in condizioni di stabilità é stratificata ogni strato ha una temperatura diversa in genere decrescente fino a quella di -18°C dove può avvenire lo scambio termico radiativo senza ulteriori ostacoli di conduzione e convezione. Ovvero da un certa quota dell’ atmosfera il gas caldo non può più trasmettere calore ad altro gas perché verso l’ esterno quest’ ultimo é troppo rarefatto e quindi irradia verso lo spazio .. Ovviamente le cose non sono semplici ma spero che si possa capire quello che voglio dire.

  19. Gianfrancoon Dic 6th 2011 at 19:06

    Ricardo Reitano e Stefania
    Sviluppare la sezione didattica mi sembra senz’altro un’ottima idea.
    Val forse la pena ricordare che il successo di un programma didattico dipende dal genuino desiderio degli allievi di imparare almeno quanto dalla validità dell’insegnamento offerto. Atteggiamenti viziati da pregiudizi come quelli che spesso si manifestano qui non credo possano trarre vantaggio da una didattica per quanto buona. Sarei lieto di essere smentito.
    PS: le dispense linkato da Luci0 non mi sembrano male, anche se da un’università prestigiosa come Pisa mi sarei aspettato di meglio (ma forse è solo un’impressione superficiale).

  20. Luci0on Dic 6th 2011 at 20:02

    @Gianfranco
    Il documento l’ ho trovato con Google, credo che l’accesso ai documenti sia pubblico, ho linkato il documento e spero che il prof. Cancelli ( che ringrazio ) non se ne abbia a male per questo. Per i copyright vi dovete informare direttamente. Ho potuto studiare solo in parte la dispensa e in pratica solo la prima parte. Siccome non sono uno studente, non ad accetto passivamente quello che mi viene proposto. Noto comunque che sono il solo a dare giudizi affrettati però ..

  21. oca sapienson Dic 6th 2011 at 21:16

    @Luci0
    Lo scetticismo è d’obbligo per gli scienziati, o prenderebbero per buono il lavoro già fatto e dovrebbero trovarsene un altro.

    “le cose non sono semplici”
    E’ proprio vero. Se l’interessa la fisica dell’atmosfera marziana, trova un po’ di ricerche qui: spacescience.arc.nasa.gov/mars-climate-modeling-group

    @Fabio
    “gli stessi studi che vengono visti come dubbi”
    forse se ci fa un esempio, capiamo da chi e per quale motivo.

    “la scienza si fa così… l’onere della prova ce l’ha ci propone la teoria e se tale teoria presenta lacune e perplessità bisogna cambiare teoria.”
    Carino anche questo lapsus, dal ‘600 succede il contrario! .

    “l’uomo come fattore unico”
    Sono anni che lo vedo ripetuto qua e là senza la fonte. Per caso sa chi lo ha detto?

    @Riccardo
    “se per imparziale si intende il dare spazio a tutte le ipotesi, anche le più strampalate”
    Per quello ci sono riviste apposite – come http://www.improbable.com o http://www.answersingenesis.org – e i media in generale…

  22. stephon Dic 7th 2011 at 01:08

    @ocasapiens
    “Per caso sa chi lo ha detto?”
    Magari ha un po’ approssimato i risultati di questo recente studio?
    http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo1327.html
    mumble…mumble…

  23. Stefano Caserinion Dic 7th 2011 at 14:28

    @ Stefania e la pagina Didattica? quando sarà attiva?

    Ancora un po’ di pazienza, ci stiamo lavorando, se tutto va bene durante le prossime feste finiamo.

  24. oca sapienson Dic 7th 2011 at 15:50

    @steph
    Bel lavoro, ma troppo recente. E secondo me l’ha detto una donna 🙂